Fondi, PAC e investimenti goal based

Investire bene i tuoi risparmi, partendo dai tuoi obiettivi

Non serve sapere già quale prodotto scegliere. Serve sapere perché stai investendo: una casa, i figli, la pensione, una rendita. Da quegli obiettivi costruiamo il portafoglio, con l’orizzonte e il rischio giusti per ciascuno.
Prima consulenza gratuitaConsulenza a parcellaSi parte da 100 € al mese
Circa 30 minuti, in ufficio a Roma o in videocall. Nessun impegno.
Piano di accumulo in azione200 € al mese
Capitale versatoValore del piano
5 anni€ 13.400
Versato: € 12.000
15 anni€ 48.900
Versato: € 36.000
25 anni€ 101.700
Versato: € 60.000

Esempio illustrativo con rata e rendimento ipotetici costanti: non è una promessa di rendimento. I mercati possono anche perdere valore.

L’approccio goal based

Ogni obiettivo ha il suo portafoglio

La domanda con cui quasi tutti arrivano è “quale fondo compro?”. È la domanda sbagliata, o almeno l’ultima della lista. Prima vengono gli obiettivi: cosa vuoi ottenere, entro quando e quanta oscillazione puoi accettare lungo il percorso.
Da lì nasce la struttura: un obiettivo a tre anni e uno a venticinque non possono vivere nello stesso portafoglio. Investire goal based significa dare a ogni obiettivo il suo orizzonte, il suo livello di rischio e i suoi strumenti, così che una discesa dei mercati non metta in discussione la scadenza che conta davvero. Se hai già investimenti in corso, si parte da una seconda opinione sul portafoglio attuale.

La casa

L’anticipo per l’acquisto o la ristrutturazione: capitale che deve esserci a una data ragionevolmente precisa.
Orizzonte tipico: 3-7 anni
Profilo: Contenuto

I figli

Università, avvio professionale, primo aiuto: un obiettivo lontano che permette di lavorare con più tempo davanti.
Orizzonte tipico: 10-18 anni
Profilo: Crescente

La pensione

Il capitale che integra la pensione pubblica. Orizzonte lungo, versamenti regolari, disciplina.
Orizzonte tipico: 15-35 anni
Profilo: Dinamico

La rendita

Trasformare il patrimonio in un flusso periodico, per integrare il reddito senza consumare il capitale.
Orizzonte tipico: Continuativo
Profilo: Equilibrato
Gli strumenti

Fondi, ETF, gestioni, obbligazioni: nessuno è "il migliore"

Ogni famiglia di strumenti risolve un problema diverso. La scelta non è una gara tra prodotti: è la conseguenza dell’obiettivo, dell’orizzonte e del ruolo che quel mattone deve svolgere nel portafoglio.

Fondi comuni e SICAV

Gestione attiva affidata a un team professionale, con diversificazione immediata anche su importi contenuti e possibilità di versamenti periodici automatici.
Quando ha sensoQuando vuoi delegare la selezione dei titoli, accedere a mercati di nicchia o costruire un piano di accumulo automatico.

ETF

Replicano un indice con costi contenuti e piena trasparenza su cosa contengono, giorno per giorno.
Quando ha sensoQuando l’esposizione a un mercato ampio è già sufficiente e l’efficienza di costo è la priorità del mattone di portafoglio.

Gestioni patrimoniali

Un mandato professionale che gestisce il portafoglio entro parametri concordati, con rendicontazione periodica.
Quando ha sensoQuando il patrimonio è rilevante e preferisci delegare anche le decisioni operative, mantenendo regole scritte.

Obbligazioni e titoli di Stato

Flussi cedolari e scadenze definite: il mattone che dà struttura e prevedibilità alla parte prudente del portafoglio.
Quando ha sensoQuando hai una scadenza precisa da coprire o vuoi ridurre l’oscillazione complessiva del piano.
E chi sceglie, con quali incentivi?
È la domanda che conta più della scelta dello strumento. Lavoro con la consulenza a parcella: la remunerazione è concordata in anticipo e non dipende dai prodotti inseriti in portafoglio, così il criterio di selezione resta uno solo, il tuo obiettivo. Scopri come funziona la consulenza evoluta a parcella.
Il piano di accumulo

Perché conviene entrare a rate

Il PAC non è un prodotto: è un modo di entrare sul mercato. Versi una cifra costante a intervalli regolari, invece di investire tutto in un solo giorno scelto quasi sempre per caso.

Rateizzi l'ingresso, non indovini il momento

Nessuno sa se domani i mercati saliranno. Versare a intervalli regolari elimina la necessità di scegliere “il momento giusto”, che è la parte del lavoro in cui i risparmiatori sbagliano più spesso.

Medi il prezzo di acquisto

Con la stessa rata compri più quote quando i prezzi scendono e meno quando salgono. Le fasi negative, che sono la parte più difficile da sopportare, diventano quelle in cui accumuli a condizioni migliori.

Trasformi la disciplina in automatismo

La rata addebitata ogni mese non richiede una decisione ogni mese. È il modo più semplice di proteggere il piano da te stesso nei momenti di entusiasmo o di paura.

Inizi con quello che hai

Un piano si può avviare con importi contenuti e aumentare nel tempo, seguendo la crescita del reddito. Aspettare di avere “abbastanza” è il modo più diffuso di non iniziare mai.
Esempio illustrativo: come funziona la media

Rata di 100 € l’anno per quattro anni, su un fondo il cui prezzo per quota oscilla come qui sotto.

€ 100
Anno 1
€ 78
Anno 2
€ 92
Anno 3
€ 110
Anno 4
Totale versato€ 400
Quote acquistate4,28
Prezzo medio pagato€ 93,5
Media semplice dei prezzi€ 95,0
Prezzo medio più bassoLa rata costante fa comprare più quote quando il prezzo scende: il prezzo medio pagato risulta inferiore alla media dei prezzi di mercato.

Numeri semplificati a soli fini esplicativi: non rappresentano uno strumento reale e non sono una promessa di rendimento. Un PAC non protegge dalle perdite.

Perché non conviene fare da soli

Il problema non è scegliere il fondo. È il comportamento

01
Provare a indovinare il momentoAspettare “il punto giusto” per entrare o uscire. Chi resta fuori pochi giorni chiave si perde una parte sproporzionata del risultato di lungo periodo.
02
Concentrare troppoTre titoli conosciuti, il settore del momento, il paese in cui si vive. La diversificazione sembra noiosa fino al giorno in cui serve.
03
Vendere nei ribassiLa discesa trasforma una perdita temporanea in una perdita definitiva nel momento in cui si liquida. È il singolo errore più costoso.
04
Cambiare piano ogni sei mesiOgni cambio di rotta azzera l’orizzonte e reintroduce costi e rischio di scelte emotive. Un piano vale se sopravvive alle notizie.
IL DIVARIO COMPORTAMENTALE
~1,1%
all’anno di rendimento perso dall’investitore medio rispetto ai fondi in cui investe.
È la misura del cosiddetto behaviour gap: stesso strumento, risultato diverso, perché il denaro entra dopo i rialzi ed esce dopo i ribassi. Su dieci o venti anni quel divario pesa più di molte scelte di prodotto.
Il primo lavoro di un consulente non è trovare lo strumento brillante: è tenere il piano in piedi quando diventa scomodo restare investiti.
Ordine di grandezza rilevato dagli studi Morningstar “Mind the Gap” sul divario tra rendimento dei fondi e rendimento effettivo degli investitori. Il valore varia per anno e per categoria.

Come si parte, in tre passaggi

01

Primo incontro conoscitivo

Gratuito e senza impegno, in ufficio a Roma o in videocall. Mettiamo per iscritto obiettivi, orizzonti e quanto puoi destinare agli investimenti, subito e nel tempo.
02

Proposta di portafoglio

Ti presento la struttura per ciascun obiettivo: asset allocation, strumenti, eventuale piano di accumulo, costi espliciti. Ogni scelta spiegata in un linguaggio comprensibile.
03

Avvio e monitoraggio

Il piano parte e viene seguito nel tempo: revisioni periodiche, ribilanciamenti quando serve e un interlocutore che risponde quando i mercati si muovono.
★★★★★
“Ottimo professionista, consulente affidabile e disponibile a trovare soluzioni ad-hoc sulla base delle richieste e delle esigenze dei clienti. La persona giusta cui affidare i propri risparmi.”
Jacopo Capolicchio · Recensione Google verificata · 5 su 5
Circa 30 minuti. Se preferisci scrivermi, trovi il modulo qui sotto.

Domande frequenti sugli investimenti

Meno di quanto si pensi. Con un piano di accumulo si può partire da importi contenuti, anche 100 € al mese, e aumentare la rata nel tempo. Conta più la regolarità dei versamenti che la cifra iniziale: quello che serve davvero prima di iniziare è un fondo di liquidità per le emergenze, così da non dover disinvestire nel momento sbagliato.

Dipende da quanto capitale hai già disponibile e da quanto ti pesa l’oscillazione. Il versamento unico mette al lavoro subito tutto il capitale; il piano di accumulo diluisce l’ingresso, riduce il peso del momento scelto e aiuta a restare investiti. Spesso la soluzione è mista: una parte investita subito e una parte rateizzata nei mesi successivi.

Il fondo comune è a gestione attiva: un team seleziona i titoli cercando di fare meglio del mercato, con costi più alti. L’ETF replica un indice a costi contenuti, senza selezione discrezionale. Non sono alternative in senso assoluto: nello stesso portafoglio possono convivere, con ruoli diversi. La differenza di costo, però, va sempre messa nero su bianco.

Il monitoraggio è continuo, ma gli interventi sono pochi e motivati. Sono previste revisioni periodiche del piano e ribilanciamenti quando i pesi si allontanano da quelli concordati o quando cambia qualcosa nella tua situazione. Guardare il portafoglio ogni giorno non migliora il risultato: peggiora le decisioni.

Due voci, distinte e sempre esplicitate: i costi degli strumenti (che variano molto tra fondi ed ETF) e la parcella di consulenza, concordata in anticipo e indipendente dai prodotti scelti. Nel primo incontro vedi entrambe le voci prima di qualsiasi decisione: se stai già investendo, spesso il confronto con quello che paghi oggi è la parte più istruttiva.

Con fondi, ETF e gestioni il capitale resta disponibile e puoi chiedere il rimborso in qualsiasi momento, ai valori di mercato del giorno. Questo significa anche che il valore può essere inferiore a quanto versato: per questo ogni obiettivo viene abbinato a un orizzonte temporale realistico, così da non trovarsi costretti a vendere in una fase sfavorevole.

Sì, ed è il caso più frequente. Si parte da una seconda opinione sul portafoglio attuale: costi effettivi, sovrapposizioni tra strumenti, coerenza con i tuoi obiettivi. Anche se poi non cambi nulla, esci con un quadro chiaro di quello che hai.

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ALESSANDRO
SORVILLO
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