Capital Group gestisce dal 1975 una delle strategie bilanciate più grandi al mondo: azioni americane di qualità, obbligazioni di buon merito di credito e una squadra di gestori che si divide il portafoglio. Nel gennaio 2024 UniCredit l’ha portata ai propri clienti con un nome suo, onemarkets Capital Group US Balanced, comparto della SICAV lussemburghese onemarkets Fund. Quello che il volantino non racconta è che la stessa casa propone in Europa un fondo proprio con lo stesso obiettivo, scritto quasi con le stesse parole, e con un listino diverso.
Non è un prodotto opaco né un prodotto irregolare. Il gestore è tra i più solidi del settore, il portafoglio è leggibile e i documenti sono tutti pubblici. Al 31 luglio 2026 onemarkets Capital Group US Balanced gestiva 1.044 milioni di euro con 999 partecipazioni, un indicatore di rischio di 3 su 7 e un periodo di detenzione raccomandato di quattro anni.
In questa analisi di onemarkets Capital Group US Balanced metto in fila la scheda mensile al 31 luglio 2026, il KID del 18 febbraio 2026, il prospetto, la relazione annuale al 30 giugno 2025, la semestrale al 31 dicembre 2025 e il volantino di marzo 2026, più le schede di Borsa Italiana. Vediamo chi lo gestisce, cosa c’è dentro, come si decide la quota di azioni, quanto costa rispetto al fondo di Capital Group, quanto pesa il dollaro e dove i documenti non dicono la stessa cosa.
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● In sintesi
onemarkets Capital Group US Balanced in quattro punti, tutti presi dai documenti ufficiali.
- Una strategia americana del 1975 dentro un contenitore UniCredit: gestione delegata a Capital International, 63,3% di azioni e 36,8% di obbligazioni al 31 luglio 2026, Broadcom prima posizione al 4,86%.
- Lo stesso obiettivo costa meno a nome Capital Group: il Capital Group American Balanced Fund (LUX) in classe B chiede 1,30% di gestione e 0,15% di spese amministrative, contro l'1,75% di gestione e il 2,17% di spese correnti della classe C.
- Il 93,1% è in dollari, senza copertura: nello stesso esercizio la classe C in euro ha reso l'1,85%, la classe in dollari l'11,55%.
- Volantino e documenti legali non coincidono: "no benchmark" contro un indice 60/40 citato nella relazione annuale, classe C che per il volantino "non è sottoscrivibile" e che contiene oltre 100 milioni di euro.
Chi gestisce onemarkets Capital Group US Balanced e i dati in una scheda
La società di gestione è UniCredit Invest Lux S.A., la casa lussemburghese del gruppo che fino al 2025 si chiamava Structured Invest. Il portafoglio però non lo costruisce UniCredit: il prospetto affida la gestione a Capital International Management Company S.à r.l., che subdelega le scelte di investimento a Capital International S.à r.l. di Ginevra, entrambe del gruppo Capital Group. È lo schema di tutta la gamma: nell’azionario globale onemarkets BlackRock Global Equity Dynamic Opportunities la banca vende, UniCredit Invest Lux amministra e BlackRock sceglie i titoli.
Il volantino di onemarkets Capital Group US Balanced spiega da dove arriva la ricetta. onemarkets Capital Group US Balanced è costruito “prendendo spunto” dalla Capital Group American Balanced Strategy, lanciata nel 1975, con 532 miliardi di dollari gestiti nelle strategie multi-asset della casa. Lo stesso documento dice che il comparto è stato “progettato in funzione delle esigenze dei clienti UniCredit”, accanto ad altre soluzioni del gruppo come il servizio My Vision di UniCredit.
A tenere le fila è Paul Benjamin, Principal Investment Officer con sede a Los Angeles, che secondo la sua scheda sul sito di Capital Group ha vent’anni di esperienza, tutti nella stessa casa. Per dare una scala: con poco più di un miliardo, il fondo resta sotto la soglia dei dieci fondi comuni più grandi collocati in Italia. Dentro la stessa SICAV il più grande è onemarkets Fidelity World Equity Income, che vale circa tre miliardi.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Nome completo | onemarkets Capital Group US Balanced Fund |
| ISIN classe C (euro, accumulazione) | LU2673945718 |
| ISIN classe B (euro, accumulazione) | LU2673945551 |
| Altre classi al dettaglio | A LU2673945395, AD LU2673945478, CD LU2673945635, C-USD LU2673945809, CD-USD LU2673945981, CHP LU3201291336, U LU2673949389 |
| Società di gestione | UniCredit Invest Lux S.A. |
| Gestore degli investimenti | Capital International Management Company S.à r.l. |
| Lancio del comparto e della classe C | 16 gennaio 2024 |
| Patrimonio del comparto | 1.044 milioni di euro |
| Valore quota classe C | 131,84 euro |
| Numero di partecipazioni | 999 |
| Duration effettiva | 2,7 anni |
| Indice di riferimento | nessuno ai sensi del regolamento sui benchmark |
| Indicatore di rischio del KID | 3 su 7 |
| Periodo di detenzione raccomandato | 4 anni |
| Commissione d’ingresso classe C | fino al 3,50% |
| Commissione di gestione classe C | 1,75% |
| Spese correnti classe C | 2,17% |
| Classificazione SFDR | articolo 6 |
I dati di mercato sono della scheda mensile al 31 luglio 2026, la commissione di gestione della tabella del prospetto dedicata alle classi retail.
Cosa c'è dentro onemarkets Capital Group US Balanced: 999 posizioni fra Broadcom e Treasury
Al 31 luglio 2026 il portafoglio di onemarkets Capital Group US Balanced era diviso in 63,3% azioni e 36,8% obbligazioni, con i derivati a -0,1%. L’86,4% degli investimenti fa capo a emittenti degli Stati Uniti, poi vengono Canada al 3,3% e Taiwan al 3,2%. La capitalizzazione media delle società in portafoglio è di 674 miliardi di euro: sono i grandi nomi del listino americano.
Nella parte azionaria di onemarkets Capital Group US Balanced la tecnologia pesa il 29,6%, seguita da finanziari al 12,1%, sanità all’11,9%, industriali al 9,1% e servizi di comunicazione all’8,8%. Beni di prima necessità ed energia valgono insieme l’11,9%. È un portafoglio più vicino al listino americano di quanto la parola bilanciato faccia pensare.
| Prime dieci partecipazioni al 31/07/2026 | Peso |
|---|---|
| Broadcom | 4,86% |
| Treasury USA 4,125% 30 giugno 2031 | 3,20% |
| Treasury USA 4,125% 30 giugno 2028 | 2,70% |
| TSMC (ADR) | 2,70% |
| Philip Morris International | 2,51% |
| Alphabet classe A | 2,37% |
| Microsoft | 2,23% |
| Treasury USA 4,125% 15 luglio 2029 | 2,23% |
| Treasury USA 4,25% 30 giugno 2033 | 1,85% |
| Treasury Bill 13 maggio 2027 | 1,67% |
Le prime dieci posizioni valgono il 26,32%: cinque azioni e cinque titoli del Tesoro americano, fra cui un Treasury Bill. La semestrale al 31 dicembre 2025 dà una fotografia più precisa della composizione: 65,85% in azioni, 22,29% in obbligazioni, 7,83% in titoli garantiti da mutui e altre attività, 8,15% di liquidità in banca.
Broadcom, TSMC e Philip Morris sono anche i titoli che la relazione annuale indica fra i migliori contributi dell’esercizio chiuso a giugno 2025, con Philip Morris salita di oltre l’80% in dollari. Sul lato opposto la gestione cita UnitedHealth, penalizzata dall’aumento dei costi medici e dalle dimissioni del suo amministratore delegato. Chi ha già un azionario americano, come l’Eurizon Fund Top US Research, ritrova qui buona parte degli stessi nomi.
Quante azioni in onemarkets Capital Group US Balanced: la forchetta dal 50% al 75%
Il prospetto fissa due soglie minime: onemarkets Capital Group US Balanced deve investire almeno il 50% del patrimonio in azioni e almeno il 25% in titoli di debito, questi ultimi con rating di norma pari o superiore a BBB-. Fino al 20% può andare su emittenti con sede fuori dagli Stati Uniti, di cui al massimo il 5% nei mercati emergenti, e un altro 5% può finire in azioni A cinesi.
Il volantino traduce le regole in una forchetta più stretta. Nell’intervista, Paul Benjamin spiega che la quota azionaria “è tipicamente compresa tra il 60% e il 65%” e può muoversi fra il 50% e il 75% a seconda delle convinzioni dei gestori. Le obbligazioni restano quindi fra il 25% e il 50%. A fine giugno 2025 il fondo era al 64% in azioni, al 33% in obbligazioni e al 3% in liquidità.
La particolarità di onemarkets Capital Group US Balanced è il modo in cui si arriva a quelle percentuali. Capital Group non affida il portafoglio a un solo gestore: lo divide fra più gestori, ciascuno con la propria parte e le proprie convinzioni. Secondo il volantino il team conta 12 gestori con un’esperienza media di 28 anni, 22 dei quali trascorsi in Capital Group.
Anche gli analisti gestiscono direttamente una porzione del portafoglio, oltre a fornire idee ai gestori. Il ruolo del Principal Investment Officer è coordinare le discussioni sull’allocazione e rispondere del rischio complessivo. Il risultato è un fondo che non segue un modello unico: la quota di azioni è la somma di tante decisioni separate.
Per chi possiede onemarkets Capital Group US Balanced questo ha una conseguenza pratica. Non esiste una regola che riporti il fondo al 60% quando le azioni salgono: la forchetta dal 50% al 75% lascia ai gestori un margine ampio, e un bilanciato può diventare più azionario proprio nelle fasi in cui il mercato è già cresciuto.
Il costo che non vedi
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Il gemello di onemarkets Capital Group US Balanced: il Capital Group American Balanced Fund (LUX)
Capital Group propone in Europa un fondo proprio con lo stesso obiettivo: il Capital Group American Balanced Fund (LUX), partito il 27 luglio 2021, due anni e mezzo prima del comparto UniCredit. Anche lui è lussemburghese, e nella pagina italiana del fondo Capital Group lo descrive come un bilanciato che investe in titoli domiciliati prevalentemente negli Stati Uniti. A differenza del comparto UniCredit applica esclusioni ESG ed è classificato articolo 8. Borsa Italiana lo classifica fra i bilanciati di Assogestioni, mentre onemarkets Capital Group US Balanced sta nella categoria “Altri”.
La somiglianza sta scritta nei documenti. Il KID di onemarkets Capital Group US Balanced parla di “raggiungimento equilibrato di tre obiettivi: conservazione del capitale, reddito corrente e crescita a lungo termine del capitale e del reddito”. La scheda del fondo Capital Group usa la stessa formula: “realizzazione bilanciata di tre obiettivi: conservazione del capitale, reddito corrente e crescita del capitale e del reddito nel lungo periodo”.
Va detto con precisione quello che i documenti non dicono: nessuno dei due afferma di avere lo stesso portafoglio titolo per titolo. Sono due fondi distinti, con la stessa casa, la stessa strategia di riferimento e un listino diverso.
| Voce | onemarkets C | Capital Group (LUX) B | Capital Group (LUX) Z |
|---|---|---|---|
| ISIN | LU2673945718 | LU2359297087 | LU2343843095 |
| Commissione di gestione | 1,75% | 1,30% | 0,65% |
| Altre spese annue | spese correnti totali 2,17% | spese amministrative 0,15% | spese amministrative 0,15% |
| Commissione d’ingresso massima | 3,50% | 5,25% | 5,25% |
| Rendimento 2025 in euro | +2,65% | +2,99% | +3,79% |
| Categoria Assogestioni | Altri | Bilanciati | Altri |
Fonti: KID e prospetto onemarkets per costi e commissioni della classe C, Borsa Italiana per il suo rendimento 2025, scheda di Borsa Italiana della classe B e della classe Z per il fondo Capital Group.
Fra la classe C di onemarkets Capital Group US Balanced e la classe B del gemello ci sono 0,45 punti di sola commissione di gestione. Sommando le spese amministrative, il fondo Capital Group arriva all’1,45% annuo contro il 2,17% di spese correnti del comparto UniCredit: 72 euro l’anno di differenza su 10.000 euro investiti.
Due precisazioni rendono il confronto onesto. La prima: la commissione d’ingresso massima del fondo Capital Group è più alta, 5,25% contro 3,50%, e quanto si paga davvero dipende da chi colloca. La seconda: nel 2025 lo scarto di rendimento fra le due classi è stato di 0,34 punti, meno della differenza di costo, segno che i due fondi non si muovono in modo identico. Riporto entrambi i numeri senza costruire un risparmio teorico sulla sola differenza di listino.
Obbligazioni e derivati in onemarkets Capital Group US Balanced
La parte obbligazionaria di onemarkets Capital Group US Balanced è soprattutto debito pubblico americano. Nella scheda di luglio 2026 le obbligazioni del governo centrale pesano il 15,8%, le societarie l’11,8%, i titoli del Tesoro l’1,7% e gli altri titoli di Stato l’1,4%. La duration effettiva è di 2,7 anni e il rendimento a scadenza dichiarato è dell’1,72%.
Le scadenze sono distribuite su tutta la curva: il 16,8% delle obbligazioni scade entro cinque anni, il 9,5% fra cinque e dieci, il 2,7% fra dieci e venti e il 7,7% oltre i vent’anni. Il prospetto consente di usare futures, swap sui tassi e opzioni anche per gestire l’esposizione ai tassi, e il bilancio mostra che il gestore lo fa.
Il prospetto di onemarkets Capital Group US Balanced mette limiti chiari. I titoli garantiti da mutui e da altre attività non possono superare il 20% del patrimonio. Sono esclusi i titoli in sofferenza e le obbligazioni subordinate convertibili delle banche. I total return swap sono ammessi fino al 5%, e il gestore non può prendere denaro in prestito per conto del comparto.
Nel bilancio al 31 dicembre 2025 i derivati sui tassi di onemarkets Capital Group US Balanced erano tutti con Goldman Sachs. Fra i futures sulle obbligazioni la posizione più grande era sui Treasury a due anni, 535 contratti comprati per un impegno di 91,9 milioni di euro, circa il 10% del patrimonio. In direzione opposta, 210 contratti venduti sui Treasury a dieci anni “ultra” per 18,0 milioni.
Completavano il quadro futures sul Bund tedesco venduti, futures sul BTP comprati, contratti sui Fed Funds e sul tasso SOFR, e diciannove contratti sull’indice di credito CDX Investment Grade, in parte comprati e in parte venduti. Nulla di esotico per un gestore obbligazionario, ma è bene sapere che anche un bilanciato con obiettivo di conservazione del capitale lavora con i futures. Nella stessa gamma c’è chi li usa molto di più: onemarkets Amundi Flexible Income ha in bilancio 1,8 miliardi di euro di futures.
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
Quanto stai pagando tu, fondo per fondo, lo vedi nel check-up gratuito del portafoglio: numeri alla mano, poi decidi tu.
Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
Senza penali
A differenza delle polizze, un fondo comune si vende quando vuoi, senza penali, e il dossier si trasferisce in un’altra banca gratuitamente.
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Il dollaro in onemarkets Capital Group US Balanced: il 93,1% senza copertura
Nella scheda della classe C di onemarkets Capital Group US Balanced la voce “copertura” dice nessuna, e la ripartizione per valuta lo conferma: 93,1% in dollari, 2,1% in euro, 1,7% in dollari canadesi, 1,1% in sterline. Chi compra in euro compra di fatto un portafoglio americano e porta con sé tutto il movimento del cambio.
La relazione annuale mostra quanto conta. Nei dodici mesi chiusi al 30 giugno 2025 le azioni americane hanno reso il 14,7% in dollari e il 4,7% in euro, le obbligazioni americane il 6,1% in dollari e il -3,1% in euro. L’indebolimento del dollaro ha tolto al risparmiatore europeo quasi dieci punti sulle azioni.
Nello stesso esercizio la classe C in euro di onemarkets Capital Group US Balanced ha reso l’1,85%, la classe C-USD in dollari l’11,55%. Il portafoglio è lo stesso: cambia solo la valuta in cui si misura il valore quota.
Dal 19 dicembre 2025 esiste una classe con copertura dell’intero portafoglio, la CHP (LU3201291336), con la stessa commissione d’ingresso fino al 3,50% e le stesse spese correnti della classe C. Nella semestrale di onemarkets Capital Group US Balanced la classe CHP contava 10.000 azioni, poco più di un milione di euro. Nel 2026 la copertura è andata nella direzione opposta: dal 31 dicembre 2025 al 10 settembre 2026 la classe C ha guadagnato il 7,38%, la CHP il 4,61%.
La copertura non è quindi una scelta migliore in assoluto: toglie il rischio di cambio in entrambe le direzioni. Nel 2026 è arrivata anche una classe A con copertura, la AHP, con ingresso fino al 4%.
Volantino e documenti di onemarkets Capital Group US Balanced: dove non coincidono
Il volantino di marzo 2026 è il documento che il cliente riceve per primo. Messo accanto a KID, prospetto e bilanci di onemarkets Capital Group US Balanced, presenta quattro punti in cui le informazioni non coincidono.
1. Il benchmark. La “Carta d’identità” del volantino scrive “No benchmark” e il testo aggiunge che il fondo “non è vincolato a un benchmark”. Il prospetto precisa che non usa indici ai sensi del regolamento europeo. La relazione annuale, però, confronta il fondo con un indice di riferimento del 60% S&P 500 e 40% Bloomberg U.S. Aggregate: al lordo delle commissioni il fondo ha reso il 4,5%, contro l’1,9% dell’indice.
2. La classe C. Una nota del volantino dice che “le azioni di Classe C non sono sottoscrivibili dagli investitori” e vengono assegnate solo ai titolari della classe B dopo tre anni. Il KID della classe C la dichiara invece “aperta agli investitori al dettaglio” e la scheda mensile la mette fra le classi disponibili con un minimo di 100 euro. Il comparto ha meno di tre anni, quindi nessuna classe B ha ancora completato la conversione. Eppure a fine 2025 in classe C c’erano 845.933 azioni, e al 31 agosto 2026 Borsa Italiana riporta 110 milioni di euro di patrimonio.
La classe B, con 217 milioni alla stessa data, funziona così: niente commissione d’ingresso, una commissione di collocamento del 2,55% prelevata dal patrimonio e recuperata in tre anni sul valore quota, una commissione di uscita che scende dal 2,55% a zero e la conversione automatica in classe C al terzo anniversario. La scheda mensile riporta come uscita “massima” l’1,70%, che è il valore dopo un anno.
3. La sostenibilità. La tabella del volantino classifica onemarkets Capital Group US Balanced come fondo articolo 6, la nota in calce aggiunge che “promuove caratteristiche Ambientali/Sociali”. Una formula da articolo 8 su un prodotto che il prospetto descrive come articolo 6, senza considerazione dei principali effetti negativi sulla sostenibilità.
4. Il rischio. Il volantino parla di “diversificazione difensiva” e di “resilienza nelle fasi di ribasso”. Il prospetto definisce la strategia “orientata alla crescita”, con un’esposizione al rischio “più elevata”, e la scheda mensile elenca un rischio di leva finanziaria dovuto all'”uso estensivo di strumenti finanziari derivati”. Fra i rischi il volantino cita anche le obbligazioni ad alto rendimento e gli investimenti immobiliari, che nella politica di investimento hanno un ruolo marginale.
Per chi ha senso onemarkets Capital Group US Balanced
Il KID descrive l’investitore tipo con parole che vale la pena rileggere: deve essere “disposto ad accettare una maggiore volatilità del Comparto e perdite di capitale potenzialmente elevate al fine di ottenere rendimenti potenzialmente superiori alla media”. È una frase molto diversa dalla “conservazione del capitale” messa in apertura dello stesso documento.
Gli scenari del KID danno la misura. Su 10.000 euro, lo scenario di stress restituisce 5.060 euro dopo un anno e 5.490 euro dopo quattro, lo scenario sfavorevole 8.740 euro a un anno e 9.760 a quattro, quello moderato 12.150 euro a quattro anni. Il periodo raccomandato di quattro anni non è un dettaglio: sotto quella soglia i costi d’ingresso pesano di più e la parte azionaria ha meno tempo per recuperare.
onemarkets Capital Group US Balanced può avere senso per chi vuole un unico strumento sugli Stati Uniti, con una parte obbligazionaria di buona qualità, e accetta di tenerlo almeno quattro anni lasciando il dollaro libero di muoversi. La firma di Capital Group sulla gestione è un punto a favore reale: un metodo con cinquant’anni di storia e una squadra ampia valgono più di un nome di fantasia.
Ha meno senso in tre casi. Il primo è chi possiede già molte azioni americane, magari tramite un fondo o un ETF sull’S&P 500, o tramite l’azionario americano della stessa gamma, onemarkets J.P. Morgan US Equities: ritroverebbe gli stessi titoli, dalla tecnologia ai grandi finanziari, con in più il costo di un bilanciato. Il secondo è chi ha già una parte importante del patrimonio in dollari e non vuole aumentarla. Il terzo è chi guarda prima di tutto il costo annuo, perché la stessa strategia esiste a un prezzo più basso.
Chi cerca un bilanciato globale può confrontare onemarkets Capital Group US Balanced con soluzioni costruite con gli ETF come il Vanguard LifeStrategy 60. Chi valuta i bilanciati proposti allo sportello di altre banche può leggere l’analisi di Anima Visconteo o del BancoPosta Bilanciato Multimanager: cambiano gestori e mercati, ma le domande da farsi sono le stesse.
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
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Domande frequenti su onemarkets Capital Group US Balanced
Cos'è onemarkets Capital Group US Balanced?
È un comparto bilanciato di onemarkets Fund, la SICAV lussemburghese del Gruppo UniCredit, lanciato il 16 gennaio 2024 e gestito da Capital International Management Company S.à r.l. per conto di UniCredit Invest Lux. Investe in azioni e obbligazioni prevalentemente americane, con una quota azionaria che può muoversi fra il 50% e il 75%. Al 31 luglio 2026 gestiva 1.044 milioni di euro.
Quali sono gli ISIN di onemarkets Capital Group US Balanced?
La classe C in euro ad accumulazione ha ISIN LU2673945718, la classe B LU2673945551. Le altre classi al dettaglio sono la A (LU2673945395, minimo 10.000 euro), la AD a distribuzione (LU2673945478), la CD a distribuzione (LU2673945635), la C-USD (LU2673945809), la CD-USD (LU2673945981), la CHP con copertura del cambio (LU3201291336) e la U (LU2673949389).
Quanto costa la classe C di onemarkets Capital Group US Balanced?
Il KID indica una commissione d’ingresso fino al 3,50%, spese correnti del 2,17% l’anno (di cui 1,75% di commissione di gestione secondo il prospetto) e costi di transazione dello 0,21%. Non ci sono commissioni di uscita né di performance. Su 10.000 euro tenuti quattro anni i costi totali stimati sono 1.613 euro, pari al 3,3% l’anno.
Che differenza c'è con il Capital Group American Balanced Fund (LUX)?
Sono due fondi lussemburghesi distinti con lo stesso obiettivo dichiarato. Quello di Capital Group, partito nel 2021, ha in classe B una commissione di gestione dell’1,30% più 0,15% di spese amministrative, contro l’1,75% di gestione e il 2,17% di spese correnti della classe C del comparto UniCredit. Nel 2025 la classe B del fondo Capital Group ha reso il 2,99% in euro, la classe C di onemarkets il 2,65%.
Quanto ha reso onemarkets Capital Group US Balanced?
Sui valori quota ufficiali, riportati anche da Borsa Italiana, la classe C ha reso il 2,65% nel 2025, primo anno solare completo; la tabella della scheda mensile indica per lo stesso anno il 2,57%. Nei dodici mesi al 31 luglio 2026 la scheda riporta il 14,64%. Nell’esercizio dal 30 giugno 2024 al 30 giugno 2025 la relazione annuale riporta l’1,85% per le classi B e C e un rendimento del fondo al lordo delle commissioni del 4,5%.
onemarkets Capital Group US Balanced è coperto dal rischio di cambio?
La classe C no: il 93,1% del portafoglio è in dollari e il valore quota in euro segue il cambio. Dal 19 dicembre 2025 esiste la classe CHP con copertura dell’intero portafoglio, e nel 2026 è stata aggiunta la AHP. La copertura toglie il rischio in entrambe le direzioni: dal 31 dicembre 2025 al 10 settembre 2026 la classe C ha reso il 7,38%, la CHP il 4,61%.
Cosa succede alla classe B dopo tre anni?
Al terzo anniversario le azioni di classe B vengono convertite automaticamente in classe C. Da quel momento la commissione di uscita, che partiva dal 2,55% e scendeva linearmente, non si paga più, e la commissione di collocamento del 2,55% risulta interamente recuperata sul valore quota.
Conclusioni
onemarkets Capital Group US Balanced porta ai clienti UniCredit una strategia con mezzo secolo di storia e un gestore di prima fascia. Il portafoglio è quello che ci si aspetta da Capital Group: grandi aziende americane, Treasury, qualche derivato sui tassi per gestire la curva, nessuna scorciatoia.
Quello che fa la differenza in onemarkets Capital Group US Balanced è il contenitore. La stessa casa offre un fondo proprio con lo stesso obiettivo a un costo annuo più basso, il 93,1% del patrimonio segue il dollaro e il volantino racconta benchmark, classe C e sostenibilità in modo diverso dai documenti legali. Meno etichette, più confronti: prima di scegliere un bilanciato conviene capire quando la gestione attiva vale il suo prezzo.
Chi ha già onemarkets Capital Group US Balanced in portafoglio può partire da tre domande: in quale classe si trova, quanto del proprio patrimonio è già esposto al dollaro e quanto costa la stessa strategia altrove. Sono verifiche che si fanno meglio con i documenti davanti, anche con un confronto sui servizi di investimento e gestione del risparmio.
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Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
Quanto stai pagando tu, fondo per fondo, lo vedi nel check-up gratuito del portafoglio: numeri alla mano, poi decidi tu.
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Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
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Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione personalizzata. Le informazioni contenute in questa pagina potrebbero contenere imprecisioni o non essere aggiornate alle condizioni attuali dell’investimento
Le eventuali performance storiche citate non sono indicative di performance future. Ogni investimento comporta rischi e il valore dell’investimento può aumentare o diminuire nel tempo. Al momento del rimborso l’investitore potrebbe ricevere un importo inferiore rispetto a quello originariamente investito.
Prima di qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare il prospetto completo, il KID (Key Information Document) e/o ogni documento d’offerta previsto, in italiano, generalmente disponibili sui siti dei produttori/distributori/collocatori e di confrontarsi con un consulente finanziario abilitato che possa valutare la compatibilità di questo strumento con il proprio profilo di investitore.





