Mia Pensione AXA, la recensione del piano individuale pensionistico di AXA Assicurazioni
Investimenti

Mia Pensione AXA: quanto costa e quanto rende davvero il PIP di AXA Assicurazioni

📅 Pubblicato il 11 Agosto 2026
✏️ Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2026
🕐 … min di lettura

Ci sono prodotti previdenziali che si giudicano leggendo una tabella. Mia Pensione AXA non è tra questi, e il motivo è che i suoi documenti ufficiali non raccontano tutti la stessa storia.

La Scheda dei costi depositata in COVIP il 31 marzo 2026 dichiara una commissione dell’1,30% sul comparto garantito. Il rendiconto dei costi effettivi, che sta dentro la stessa Nota informativa, dice che nel 2023, nel 2024 e nel 2025 la compagnia ne ha trattenuto l’1,50%. E il comparatore pubblico della COVIP, per quello stesso comparto, pubblica un indicatore sintetico dei costi più alto di un quarto di punto rispetto a quello stampato sulla scheda del prodotto.

Non sono dettagli da azzeccagarbugli: su trentacinque anni valgono qualche punto percentuale del capitale finale, e nessuno dei risultati che Google mostra su questa ricerca ne parla.

Qui sotto trovi il listino verbatim di Mia Pensione AXA, i rendimenti dei quattro comparti confrontati con il TFR e con i rispettivi parametri di riferimento, il conto di quanto resta all’aderente e quanto alla compagnia, e il meccanismo che riduce del dieci per cento la rendita di chi oggi ha trent’anni.

Molte persone scoprono troppo tardi che la scelta sul TFR, fatta una volta all’inizio, valeva decine di migliaia di euro sul capitale finale.

Prima di lasciare tutto come sta, mettiamo a confronto le alternative sul tuo caso concreto: richiedi l’analisi previdenziale gratuita. Se scopri che la tua scelta era già quella corretta, hai avuto una conferma. Anche quella vale.

●  In sintesi

Mia Pensione AXA è il quattordicesimo piano individuale pensionistico d’Italia per masse gestite, ancora in collocamento, con un comparto garantito che a dieci anni è rimasto molto indietro rispetto alla rivalutazione del TFR.

Che cos'è Mia Pensione AXA e a che punto è oggi

Mia Pensione AXA è un piano individuale pensionistico di tipo assicurativo, la forma di previdenza complementare che l’articolo 13 del decreto legislativo 252 del 2005 affida alle compagnie di assicurazione. Lo emette AXA Assicurazioni S.p.A., del Gruppo AXA Italia, ed è iscritto all’Albo COVIP con il numero 5091.

Funziona in regime di contribuzione definita: quanto prendi alla fine dipende da quanto hai versato e da come è andata la gestione. Versi quanto vuoi e quando vuoi, e se sei un lavoratore dipendente puoi conferirci il TFR maturando.

Le dimensioni le pubblica la COVIP nella tavola a.19 della Relazione annuale sul 2025: 37.480 posizioni in essere e 515,9 milioni di euro di risorse destinate alle prestazioni. Su settantuno piani individuali pensionistici censiti, Mia Pensione AXA è quattordicesimo per masse gestite, con una posizione media di circa 13.766 euro: un prodotto venduto ad ampio raggio più che a patrimoni importanti.

A differenza di molti prodotti della stessa famiglia analizzati su queste pagine, Mia Pensione AXA è ancora in collocamento, e questo sposta la domanda da “cosa faccio di quello che ho” a “conviene entrarci adesso”.

Perché cercare "Mia Pensione" porta a tre prodotti diversi

Il nome commerciale coincide con una frase che gli italiani digitano su Google per tutt’altro motivo, e il gruppo che lo emette ha in catalogo una collezione di prodotti previdenziali dai nomi quasi identici.

Sulla prima pagina di Google, la terza e l’ottava posizione sono occupate da AXA MPS con due prodotti che non sono Mia Pensione AXA: Previdenza per Te, che è un fondo pensione aperto, e Previdenza Personale, che è un piano individuale pensionistico iscritto all’albo con il numero 5011. Li emette una società diversa, AXA MPS Assicurazioni Vita, e hanno comparti, costi e rendimenti diversi. La pagina ufficiale del prodotto sta su axa.it.

In tutto le entità previdenziali che rispondono al nome AXA sono sette: oltre a Mia Pensione AXA ci sono AXA Progetto Pensione Più (albo 5069), AXA MPS Previdenza Attiva (5010), AXA MPS Previdenza Personale (5011), il fondo aperto Previdenza per Te, il Fondo Pensione Aperto AXA e il fondo dei dipendenti del Gruppo AXA. L’AI Overview di Google, su questa ricerca, ne cita una sola.

Il modo per non sbagliare sta nel documento che ti consegnano: il numero di iscrizione all’albo COVIP. Se sulla polizza c’è scritto 5091 il prodotto è questo. Se c’è un altro numero, i dati di questa pagina non ti riguardano.

Sette porte e una sola diversa: i sette prodotti previdenziali che rispondono al nome AXA
Uno solo dei sette prodotti previdenziali AXA e il PIP iscritto all'albo COVIP con il numero 5091.

I quattro comparti di Mia Pensione AXA e cosa c'è dentro davvero

La scelta dentro Mia Pensione AXA è tra quattro linee, e la prima cosa da guardare non è il nome ma il ramo assicurativo, perché cambia il comportamento del comparto. Una gestione separata di ramo I contabilizza i titoli al costo storico e trasferisce all’aderente solo cedole e realizzi effettivi; un fondo interno di ramo III si valorizza ai prezzi di mercato e incassa per intero ogni oscillazione.

CompartoRamoCategoriaAvvioPatrimonio al 31/12/2025Rendimento 2025
Gestiriv PrevidenzaRamo Igarantito30/11/2007666.731.660 €0,85%
Previdenza Euro Small CapRamo IIIazionario25/05/201439.153.582 €14,27%
Previdenza MegatrendRamo IIIazionario25/05/201443.466.552 €3,56%
Previdenza AssolutoRamo IIIbilanciato22/11/20078.402.904 €1,10%

Gestiriv Previdenza è la gestione interna separata, l’unica linea con garanzia e quella che accoglie il TFR conferito e la RITA quando l’aderente non sceglie. È investita per il 99,85% in titoli di debito, con duration media di 8,99 anni e turnover dello 0,16: un portafoglio che compra e tiene.

Previdenza Euro Small Cap e Previdenza Megatrend investono entrambi il 100% del patrimonio in OICR, cioè in quote di altri fondi: il primo su azioni di società a bassa capitalizzazione dell’area euro, il secondo su scala globale e su cinque settori scelti, con un’esposizione valutaria dell’81,41%. Previdenza Assoluto è investito al 93,85% in OICR obbligazionari e al 6,15% in OICR azionari, e vale 8,4 milioni, poco più dell’uno per cento del totale.

Un dettaglio di struttura da tenere a mente: dentro Mia Pensione AXA l’88% delle risorse sta nel comparto garantito. È la distribuzione tipica dei prodotti in cui il capitale arriva per prudenza o per automatismo, non per scelta consapevole di rischio.

Il "nuovo" fondo Previdenza Assoluto ha diciotto anni di storia

Nel comunicato stampa con cui AXA Italia ha presentato l’evoluzione del prodotto, Previdenza Assoluto è descritto come “nuovo fondo“, con un costo annuo di gestione dell’1,40%. Google riprende quella frase nel riquadro delle domande frequenti, alla voce sulle novità del 2026.

La Nota informativa depositata il 31 marzo 2026 racconta un’altra cosa: data di avvio dell’operatività 22 novembre 2007, con la serie completa dei rendimenti annui netti dal 2008, cioè diciotto esercizi. Il fondo è quindi nuovo per Mia Pensione AXA, non nuovo in assoluto: girava già dentro AXA Progetto Pensione Più, dove porta il nome di AXA Previdenza Assoluto, e negli open data della COVIP le due linee hanno rendimenti identici al centesimo su tutti gli orizzonti.

Vale la pena guardarli, quei diciotto anni. Il rendimento medio annuo composto è dello 0,79% dall’avvio, ma sugli ultimi dieci anni scende a -0,10%: chi fosse entrato nel 2016 e uscito a fine 2025 avrebbe il capitale leggermente più basso di quanto ha investito, prima ancora di contare il caricamento. Quattro esercizi su dieci sono in perdita e il 2022 ha chiuso a -9,99%.

Una precisazione onesta: la volatilità dichiarata è stata rispettata, perché il documento indica una volatilità media annua attesa del 5% e quella realizzata sui diciotto anni è del 3,98%. Il punto è che questo comparto di Mia Pensione AXA non ha un parametro di riferimento: le condizioni generali scrivono che lo stile di gestione non consente l’adozione di un benchmark, quindi non esiste un modo pubblico per dire se il gestore abbia fatto bene o male. C’è solo il risultato, e a dieci anni è sotto zero.

Nota documentale: la Nota informativa classifica questo comparto come bilanciato, le Condizioni generali di luglio 2026 come flessibile, e su Previdenza Megatrend le date di avvio indicate nei tre documenti sono tre diverse.

Previdenza Assoluto ha reso -0,10% medio annuo negli ultimi dieci anni, con quattro esercizi in perdita
Il 2022 ha chiuso a -9,99% su un comparto che dichiara una volatilita media annua attesa del 5%.

Quanto costa Mia Pensione AXA: il listino verbatim

Ecco il listino di Mia Pensione AXA esattamente come sta nella Scheda “I costi” in vigore dal 31 marzo 2026.

VoceImporto
Spese di adesionenon previste
Prelievo su ogni versamento, primi 5 anni3,50%
Prelievo su ogni versamento, dal 6° anno2,00%
Prelievo sui trasferimenti in entratanessuno
Gestione Gestiriv Previdenza1,30% trattenuto dal rendimento annuo
Gestione Previdenza Euro Small Cap2,20% del patrimonio
Gestione Previdenza Megatrend2,20% del patrimonio
Gestione Previdenza Assoluto1,40% del patrimonio
Anticipazione70 €
Trasferimento in uscita50 €
Riscatto70 €, zero in caso di decesso
Riallocazione posizione e flussonon previste
RITA5 € su ogni rata trimestrale
Prestazioni accessorienon previste

Il caricamento a scaletta è una struttura che si vede raramente. Nei primi cinque anni tre euro e mezzo ogni cento restano alla compagnia prima ancora che il denaro venga investito; dal sesto anno il prelievo si dimezza quasi. Su un versamento mensile da 200 euro sono 84 euro l’anno per cinque anni, poi 48. Chi trasferisce una posizione da un altro fondo non paga nulla su quella somma: il prelievo di Mia Pensione AXA colpisce solo i contributi nuovi.

Sui comparti azionari la commissione del 2,20% va letta sapendo che quei fondi sono investiti al 100% in altri fondi. Il rendiconto dei costi effettivi lo conferma: nel 2025 gli oneri di gestione finanziaria sono stati del 2,28% su Euro Small Cap e del 2,32% su Megatrend, cioè sopra la commissione nominale, e la differenza è il costo degli OICR sottostanti.

L’indicatore sintetico dei costi, la misura con cui la COVIP rende confrontabili prodotti diversi, è questo.

CompartoISC 2 anniISC 5 anniISC 10 anniISC 35 anni
Gestiriv Previdenza4,37%2,62%1,84%1,42%
Previdenza Euro Small Cap5,26%3,52%2,74%2,32%
Previdenza Megatrend5,26%3,52%2,74%2,32%
Previdenza Assoluto4,47%2,72%1,94%1,52%

La media di categoria dei piani individuali pensionistici sull’orizzonte a trentacinque anni è dell’1,82%, un valore che si ritrova anche su Alleata Previdenza e su CNP Top Pension: il garantito di Mia Pensione AXA sta sotto, i due azionari stanno sensibilmente sopra. Per dare la misura di cosa significhi, la stessa scheda riporta l’avvertenza dell’autorità di vigilanza: “un ISC del 2% invece che dell’1% può ridurre il capitale accumulato dopo 35 anni di partecipazione di circa il 18%”.

La commissione della gestione separata: 1,30% o 1,50%?

Qui i documenti di Mia Pensione AXA smettono di essere d’accordo tra loro, e conviene metterli in fila perché sono tutti pubblici.

La Scheda dei costi in vigore dal 31 marzo 2026 scrive, alla voce delle spese indirettamente a carico dell’aderente: Gestiriv Previdenza, “1,30% trattenuto dal rendimento annuo”.

Le Condizioni generali di contratto, edizione luglio 2026, all’articolo 4.2.2 confermano: costo percentuale fisso dell’1,30% in fase di accumulo e dell’1,30% in fase di erogazione della rendita.

Il Documento sull’erogazione delle rendite, valido dal 31 luglio 2026, dice un’altra cosa: il rendimento da attribuire si calcola “sottraendo, dal rendimento finanziario conseguito dalla Gestione separata GESTIRIV PREVIDENZA, la commissione trattenuta dalla Compagnia pari all’1,50%“.

Il rendiconto dei costi effettivi pubblicato nella Parte II della Nota informativa, alla voce “oneri di gestione finanziaria: per rendimento non retrocesso agli aderenti”, indica 1,50% nel 2023, 1,50% nel 2024 e 1,50% nel 2025. È l’unica delle quattro fonti che misura quanto è stato effettivamente trattenuto invece di dichiarare quanto si intende trattenere.

Due documenti dicono 1,30%, due dicono 1,50%, e quelli che dicono 1,50% sono il più recente e quello contabile. Non ho elementi per stabilire quale versione si applichi al singolo contratto, e non è deducibile da fuori, perché dipende anche dalla generazione contrattuale della polizza. Se hai Mia Pensione AXA in portafoglio, il numero vero sta nel prospetto delle prestazioni pensionistiche che la compagnia invia entro il 31 marzo di ogni anno, alla riga dei costi sostenuti.

Quello che si può dire con certezza è quanto è rimasto a chi versa. Applicando all’1,50% del rendiconto i rendimenti netti attribuiti: nel 2023 il netto è stato dello 0,37% su un lordo dell’1,87%, quindi l’80% del rendimento è rimasto alla compagnia; nel 2024 lo 0,64% su un lordo del 2,14%, cioè il 70%; nel 2025 lo 0,85% su un lordo del 2,35%, cioè il 64%.

È il meccanismo tipico delle gestioni separate, dove la commissione si preleva in punti di rendimento e non in percentuale del patrimonio: pesa tanto più quanto meno il portafoglio rende. Nel garantito di Mia Pensione AXA, con una gestione al 5% lordo all’aderente ne resterebbe il 70%; con una gestione all’1,87% ne resta un quinto.

Due documenti dichiarano una commissione dell 1,30% e due dell 1,50% sulla stessa gestione separata
Il rendiconto dei costi effettivi indica 1,50% nel 2023, nel 2024 e nel 2025.

L'ISC che pubblica la COVIP non è quello della Scheda dei costi

C’è una controprova sui costi di Mia Pensione AXA che chiunque può fare in due minuti.

La COVIP pubblica negli open data il file degli indicatori sintetici dei costi di tutti i piani individuali pensionistici, ed è la fonte che alimenta il comparatore ufficiale dei costi. Per Mia Pensione AXA, comparto Gestiriv Previdenza, quel file riporta un ISC a 35 anni dell’1,68%. La Scheda dei costi del prodotto, alla stessa riga, stampa 1,42%.

Sugli altri tre comparti lo scarto tra le due fonti è minimo o nullo: sui due azionari la COVIP indica 2,38% contro il 2,32% della scheda, sei centesimi; su Previdenza Assoluto le due fonti coincidono al centesimo, 1,52% entrambe. Solo sul comparto garantito la distanza è di ventisei centesimi.

Il calcolo torna se si prova a ricostruire l’indicatore a mano. L’ISC di un piano individuale pensionistico è, in prima approssimazione, la commissione di gestione più i punti che il prelievo sui versamenti aggiunge spalmato sull’orizzonte. Su Mia Pensione AXA il caricamento vale circa 0,12 punti sui trentacinque anni, e infatti 1,40% più 0,12 fa l’1,52% dichiarato su Previdenza Assoluto, e 2,20% più 0,12 fa il 2,32% dichiarato sui due azionari. Applicando la stessa aritmetica al garantito, l’1,68% della COVIP corrisponde a una commissione intorno all’1,55%, non all’1,30%.

Non è una prova, è una coincidenza aritmetica. Ma è la terza fonte separata che punta nella stessa direzione delle altre due, e diventa difficile considerarla casuale.

Vale la pena sapere cosa significano ventisei centesimi. Usando la scala dell’avvertenza COVIP, dove un punto pieno vale circa il 18% del capitale dopo trentacinque anni, uno scarto di 0,26 punti vale intorno al cinque per cento del montante finale: su centomila euro sono cinquemila euro, decisi da quale delle due schede si legge.

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Quanto ha reso il comparto garantito di Mia Pensione AXA, e quanto il TFR

Il confronto che conta per chi deve decidere dove mandare il TFR è questo, e i numeri li pubblica la compagnia stessa.

OrizzonteGestiriv PrevidenzaTitoli di Stato e obbligazioniTFR
3 anni0,62%3,02%1,82%
5 anni0,52%2,31%3,44%
10 anni0,76%1,70%2,49%

I rendimenti sono quelli che AXA Assicurazioni pubblica nella Scheda Presentazione e coincidono al centesimo con quelli che la COVIP riporta negli open data per l’albo 5091, il numero di Mia Pensione AXA. Il parametro nella colonna centrale è quello scelto dal prodotto, cioè il tasso di rendimento medio dei titoli di stato e delle obbligazioni italiane. La rivalutazione del TFR nell’ultimo decennio vale il 2,49% medio annuo, cioè il 27,8% cumulato.

Tradotto: chi ha lasciato il TFR in azienda negli ultimi dieci anni ha guadagnato più del triplo di chi lo ha conferito nel comparto garantito di Mia Pensione AXA.

C’è poi una cosa che il decennale nasconde. Sui fondi negoziali, con i tassi tornati normali, il divario dei garantiti si è ribaltato a favore: qui no. Negli ultimi quattro esercizi il comparto ha reso 0,27% nel 2022, 0,37% nel 2023, 0,64% nel 2024 e 0,85% nel 2025, contro un parametro a 2,14%, 3,42%, 2,97% e 2,67%. Il divario non si è chiuso quando i tassi sono saliti: si è allargato, perché una gestione separata compra e tiene titoli emessi quando i rendimenti erano bassi.

Nella storia lunga del comparto, che parte dal 2008, il conto è di sei esercizi vinti su diciotto contro il proprio parametro, e i sei sono tutti concentrati negli anni dei tassi a zero.

Il comparto garantito di Mia Pensione AXA ha reso 0,76% annuo a dieci anni contro il 2,49% del TFR
Su dieci anni la rivalutazione del TFR ha reso piu del triplo del comparto garantito.

La stessa gestione separata rende diverso nell'altro PIP di AXA

Questo è il dato più curioso emerso dalla lettura degli open data su Mia Pensione AXA, e spiega perché il rendimento di una gestione separata non è una proprietà del portafoglio ma del contratto.

Gestiriv Previdenza non è esclusiva di Mia Pensione AXA: la stessa gestione, con lo stesso gestore e gli stessi titoli, alimenta anche AXA Progetto Pensione Più, il piano individuale pensionistico numero 5069 dello stesso emittente. Nel file dei rendimenti della COVIP compaiono come due righe distinte, e i numeri non coincidono.

OrizzonteGestiriv dentro Mia Pensione AXA (5091)Gestiriv dentro Progetto Pensione Più (5069)
20250,85%0,94%
3 anni0,62%0,74%
5 anni0,52%0,91%
10 anni0,76%1,21%

Sui dieci anni la forbice è di 0,45 punti l’anno, sui cinque di 0,39. A parità di portafoglio, gestore e titoli in pancia, la differenza è tutta nel rendimento trattenuto, che cambia da contratto a contratto.

Il punto interessante è la direzione. Guardando le commissioni dichiarate, AXA Progetto Pensione Più preleva l’1,40% contro l’1,30% dichiarato qui: con quei numeri Mia Pensione AXA dovrebbe rendere di più, non 0,45 punti di meno. È un’anomalia che si assottiglia se al posto dell’1,30% si usa l’1,50% del rendiconto.

Il confronto non è perfettamente omogeneo, perché il 5069 è chiuso al collocamento da anni e il suo portafoglio di polizze è più vecchio. Ma resta un dato pubblico, verificabile nel file dei rendimenti che la COVIP aggiorna ogni anno, e che nessun comparatore mette in evidenza.

I due comparti azionari e il benchmark che non conta i dividendi

Sui due comparti azionari di Mia Pensione AXA il quadro è diverso, e va letto con una lente che i comparatori non usano mai: il tipo di indice contro cui il fondo si misura.

Previdenza Megatrend si confronta con un paniere di cinque indici settoriali in parti uguali, e il risultato è netto: negli undici esercizi pieni dal 2015 al 2025 ha perso contro il proprio parametro dieci volte su undici, con l’unica eccezione del 2020. Sui dieci anni il divario è di 1,61 punti l’anno, 4,74% contro 6,35%. Il dato interessante è che quel divario resta inferiore alla commissione del 2,20%: la gestione lorda tiene il passo dell’indice, e quello che manca all’aderente è quasi tutto costo, non cattiva selezione.

Previdenza Euro Small Cap racconta l’opposto, e proprio per questo va guardato con sospetto. Sui dieci anni ha reso il 4,05% contro il 4,26% del suo indice: solo 0,21 punti di ritardo, pagando il 2,20% l’anno. Nel 2024 ha addirittura chiuso a +0,80% mentre l’indice segnava -4,49%. Detto altrimenti, la gestione lorda avrebbe battuto il mercato di circa due punti l’anno per un decennio, cosa insolita su un comparto interamente investito in fondi di terzi.

La spiegazione sta nel nome dell’indice, scritto per esteso nelle Condizioni generali: “100% EURO STOXX SMALL in Euro“, senza le sigle che identificano le versioni che reinvestono i dividendi. Un indice di solo prezzo non conta le cedole distribuite dalle società, che sulle small cap europee valgono storicamente tra i due e i tre punti l’anno. Il conto torna: scarto osservato più commissione fa circa due punti, che è appunto il dividendo mancante.

La conseguenza pratica è che il confronto pubblicato non dice quello che sembra dire. Il comparto non batte il mercato: replica un mercato a cui è stato tolto il rendimento da dividendo.

Su Previdenza Megatrend il divario dal parametro vale 1,61 punti contro una commissione del 2,20%
Quando il divario resta sotto la commissione, la differenza e prezzo e non selezione dei titoli.

La garanzia allo 0,00% e che cosa copre davvero

La parola garanzia, su Mia Pensione AXA, va letta per esteso perché promette meno di quanto suggerisca. Vale solo sul comparto Gestiriv Previdenza: gli altri tre comparti di Mia Pensione AXA non ne hanno alcuna.

Le Condizioni generali dicono che “la garanzia prevede che la posizione individuale si rivaluti annualmente di un importo non inferiore allo 0,00%“. Non c’è quindi nessun rendimento minimo: il pavimento è a zero. Va detto che nella storia del comparto non si è mai attivato, perché il rendimento netto attribuito è sempre stato positivo.

Il pezzo che conta di più sta nel Regolamento invece che nella Nota informativa. L’articolo 9 stabilisce che la posizione individuale “è alimentata dai contributi netti versati”, e il comma 2 chiarisce che per contributi netti si intendono i versamenti al netto delle spese, cioè al netto del caricamento del 3,50% o del 2,00%.

Tradotto: la garanzia non copre quello che hai versato, copre quello che è stato investito dopo il prelievo. Chi versa mille euro nel primo quinquennio vede consolidati 965 euro, non mille. È esattamente il tipo di clausola che nessun comparatore distingue, e che separa una garanzia sul versato da una garanzia sull’investito.

Un elemento a favore, per completezza: il consolidamento è reale. Ogni incremento riconosciuto viene acquisito definitivamente e non può essere riassorbito da un anno negativo successivo, che è la caratteristica per cui la gestione separata resta uno strumento sensato per chi è vicino alla pensione.

La rendita, le tavole A62I e la correzione generazionale

Qui c’è il meccanismo che sposta più soldi di tutti gli altri messi insieme, e quasi nessuno lo racconta.

Al pensionamento la posizione si trasforma in rendita moltiplicandola per un coefficiente di conversione che le Condizioni generali allegano in tabella. Le basi sono le tavole di sopravvivenza A62I e un tasso tecnico dello 0,00%: nessun rendimento anticipato, quindi la rendita parte bassa e cresce solo se la gestione separata rende più della commissione trattenuta.

A 67 anni con rateazione annuale il coefficiente è 0,04153, cioè 4.153 euro l’anno su centomila euro di montante. Con la rateazione mensile, che sceglie quasi tutti, scende a 0,04075: settantotto euro in meno all’anno per tutta la durata della rendita.

Ma il numero in tabella non è quello che ti applicheranno. L’articolo 5.6 stabilisce che l’età va corretta in funzione dell’anno di nascita, secondo una scala che va da più sette per chi è nato prima del 1907 a meno sei per chi è nato dal 2021 in poi. Chi è nato tra il 1989 e il 2000 si vede applicare meno tre anni: a 67 anni di età anagrafica gli si applica il coefficiente di un sessantaquattrenne, che è 0,03721. La differenza è del dieci per cento della rendita, per tutta la vita.

Non è un trucco, è pratica attuariale standard: tiene conto del fatto che una generazione più giovane vivrà mediamente più a lungo. Ma va conosciuto, perché rende inutile guardare la riga della tabella corrispondente alla propria età.

La verifica si fa sui numeri della stessa Nota informativa. Nella proiezione per un trentenne che versa 2.500 euro l’anno per trentasette anni, il documento indica una posizione finale di 113.079 euro e una rendita annua di 4.208 euro: il rapporto tra i due è 0,03721, cioè esattamente il coefficiente dei sessantaquattro anni, non quello dei sessantasette a cui la proiezione dichiara di riferirsi.

Il caricamento sulla rendita, infine, è dell’1,25% dell’importo erogato, già incorporato nei coefficienti, e su Mia Pensione AXA non varia con la periodicità scelta.

Le nuove forme di erogazione ci sono, il loro prezzo no

Dal 25 giugno 2026 la legge 112 e le istruzioni della COVIP hanno aggiunto due modi di incassare la prestazione oltre alla rendita vitalizia: la rendita a durata definita, erogata per un numero di anni pari alla speranza di vita residua calcolata dall’ISTAT, e i prelievi liberamente determinabili, in cui è il beneficiario a decidere tempi e importi entro un tetto annuo. In cambio della flessibilità l’aderente si assume il rischio di sopravvivere al proprio capitale, e una volta esercitate sono irrevocabili salvo conversione in rendita vitalizia entro cinque anni.

Mia Pensione AXA le ha recepite, e questo è un punto a favore: compaiono sia nel Regolamento sia nel Documento sull’erogazione delle rendite valido dal 31 luglio 2026, in anticipo sulla scadenza del 31 dicembre 2026 fissata dall’autorità.

Quello che manca è il prezzo. Il Regolamento, alla lettera d-bis dell’articolo sulle spese, prevede per queste prestazioni sia costi di gestione finanziaria sia spese “in cifra fissa“, ma non indica un importo. E la Scheda dei costi in vigore dal 31 marzo 2026, dove quell’importo dovrebbe stare, non le menziona affatto.

Una nota della stessa natura riguarda il fisco. Il Documento sul regime fiscale di Mia Pensione AXA è fermo all’edizione 2021 e indica ancora una deducibilità di 5.164,57 euro l’anno. Dal 2026 il tetto è salito a 5.300 euro, con un’ulteriore deduzione fino a 2.650 euro e un massimo complessivo di 7.950 per chi ha avuto la prima occupazione dopo il 2007. AXA il dato aggiornato lo comunica correttamente nel proprio comunicato stampa: è il documento contrattuale a non essere stato riallineato.

Per chi ha senso Mia Pensione AXA e per chi no

Nessun prodotto previdenziale è sbagliato in assoluto, e Mia Pensione AXA non fa eccezione: il vantaggio fiscale della deducibilità e l’intangibilità della posizione in fase di accumulo valgono per tutte le forme di previdenza complementare, comprese quelle care.

Può avere senso per chi ha una posizione già avviata da oltre cinque anni, quindi paga il 2,00% e non il 3,50% sui versamenti, e per chi è vicino alla pensione e cerca nella gestione separata la stabilità contabile che un fondo di mercato non offre. Vale anche per chi ha capienza fiscale piena e sfrutta i 5.300 euro di deducibilità: il risparmio d’imposta immediato pesa più di qualche decimo di commissione.

Ha meno senso per un lavoratore dipendente giovane che debba decidere dove mandare il TFR: dieci anni di comparto garantito allo 0,76% contro il 2,49% della rivalutazione di legge, con in più il prelievo sui versamenti nei primi cinque anni. E ha meno senso per chi vuole esposizione azionaria, perché i due comparti azionari di Mia Pensione AXA costano il 2,32% di ISC a trentacinque anni, mezzo punto sopra la media della categoria e più del doppio di quello che chiede un fondo negoziale.

Il posto dove fare il paragone è la tabella comparativa dei fondi pensione, che mette in fila ISC e rendimenti di negoziali, aperti e piani individuali. Prima di ogni altra cosa, però, verifica se hai diritto a un fondo negoziale di categoria attraverso il tuo contratto di lavoro: lì c’è quasi sempre un contributo del datore che nei piani individuali non esiste, e i costi partono da un altro pianeta. Solo se quella strada è chiusa il confronto tra prodotti individuali diventa quello giusto.

Chi Mia Pensione AXA ce l’ha già non deve fare niente di affrettato. Il trasferimento è possibile dopo due anni e costa cinquanta euro, cifra irrilevante rispetto alla posta in gioco, ma va deciso guardando la propria situazione fiscale e l’orizzonte residuo, non un rendimento passato.

Domande frequenti su Mia Pensione AXA

Il numero di iscrizione all’Albo tenuto dalla COVIP è il 5091 e l’emittente è AXA Assicurazioni S.p.A. È la sola cosa che distingue con certezza questo prodotto dagli altri sei prodotti previdenziali del gruppo. Lo trovi in testa a ogni pagina della Nota informativa e sulla polizza.

Nel 2025 i quattro comparti hanno reso 0,85% il garantito Gestiriv Previdenza, 14,27% Previdenza Euro Small Cap, 3,56% Previdenza Megatrend e 1,10% Previdenza Assoluto. Sui dieci anni i rendimenti medi annui sono rispettivamente 0,76%, 4,05%, 4,74% e -0,10%. Attenzione a chi risponde citando i costi: succede nel riquadro delle domande frequenti di Google, dove la fonte citata riporta un listino che non coincide con la Scheda dei costi depositata.

Non ci sono spese di adesione, ma su ogni versamento viene prelevato il 3,50% nei primi cinque anni e il 2,00% dal sesto. Le commissioni di gestione vanno dall’1,30% del garantito al 2,20% dei due comparti azionari, e l’ISC a trentacinque anni dichiarato nella Scheda dei costi va dall’1,42% al 2,32%, contro una media di categoria dell’1,82%.

Sui dati degli ultimi dieci anni il comparto che accoglie il TFR senza scelta esplicita ha reso lo 0,76% medio annuo, mentre la rivalutazione di legge del TFR lasciato in azienda ha reso il 2,49%. Prima di decidere conviene verificare se il proprio contratto di lavoro dà accesso a un fondo negoziale di categoria, dove esiste il contributo del datore e i costi sono molto più bassi.

Sì, dopo due anni di partecipazione, e in ogni momento se perdi i requisiti o se il fondo introduce modifiche peggiorative. Il costo è di cinquanta euro e non si perde l’anzianità previdenziale maturata, che è quella che conta per la tassazione agevolata delle prestazioni.

Sono due piani individuali pensionistici di due società diverse dello stesso gruppo: il primo è di AXA Assicurazioni S.p.A. ed è iscritto all’albo con il numero 5091, il secondo di AXA MPS Assicurazioni Vita con il numero 5011. Hanno comparti, gestioni separate, costi e rendimenti diversi, e compaiono entrambi sulla stessa pagina di risultati di Google.

No. Il Regolamento all’articolo 9 comma 2 definisce i contributi netti come i versamenti al netto delle spese dirette, cioè al netto del prelievo del 3,50% o del 2,00%. La garanzia di rivalutazione non inferiore allo 0,00% si applica quindi a quanto è stato investito, non a quanto hai versato.

Dipende dal montante e dal coefficiente di conversione allegato alle Condizioni generali. La cosa da sapere è che il coefficiente della tua età anagrafica non è quello che ti applicheranno: l’articolo 5.6 prevede una correzione in base all’anno di nascita, che per chi è nato tra il 1989 e il 2000 vale meno tre anni. Un trentenne di oggi, a 67 anni, riceverà il coefficiente di un sessantaquattrenne, cioè circa il dieci per cento in meno.

Conclusioni

Mia Pensione AXA non è un prodotto irregolare né costruito male: è un piano individuale pensionistico ordinario, con una gestione separata prudente, quattro comparti che coprono profili diversi e un listino che sul garantito resta sotto la media della propria categoria. Va detto prima di tutto il resto.

Il problema non è nemmeno il costo in sé. È che per saperlo bisogna scegliere tra numeri diversi scritti in documenti diversi dello stesso emittente, e che il comparatore dell’autorità di vigilanza ne pubblica uno più alto di un quarto di punto rispetto alla scheda commerciale. Su un contratto che dura trentacinque anni l’informazione dovrebbe arrivare in un modo solo.

E resta il confronto che pesa di più per chi ha ancora il TFR da destinare: dieci anni di comparto garantito allo 0,76% l’anno contro il 2,49% della rivalutazione di legge, con la forbice che invece di chiudersi si è allargata proprio negli anni in cui i tassi tornavano a salire.

Meno affidamento sui numeri delle brochure, più verifiche sui documenti depositati e sul prospetto che ti arriva ogni marzo: è lì che c’è scritto quanto stai davvero pagando. Se vuoi capire come si incastra con il resto del tuo quadro previdenziale, di questo mi occupo nel servizio di pianificazione della pensione integrativa.

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Alessandro Sorvillo
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