In sintesi
- Cos’è: l’iMGP DBi Managed Futures Fund è un fondo UCITS (SICAV lussemburghese) che dà accesso alla strategia managed futures replicando i fattori di rendimento dei principali hedge fund, gestito da DBi per iM Global Partner.
- Come funziona: invece di pagare i costi pieni di un hedge fund, usa contratti futures liquidi per riprodurre i driver di performance di un paniere di gestori CTA leader, con un processo in quattro passi e senza commissioni di performance.
- Perché esiste: la strategia managed futures è uno dei migliori diversificatori, con bassa correlazione ad azioni e obbligazioni e una storica capacità di guadagnare quando i mercati crollano.
- Costi: costi correnti da 0,75% annuo per le classi istituzionali e per l’ETF UCITS fino all’1,94% per la classe retail, senza commissioni di performance.
- Punto critico principale: è un prodotto alternativo e sofisticato (SFDR Articolo 6, rischio 4 su 7, in dollari), pensato come satellite di diversificazione e non come cuore del portafoglio, con anni anche negativi.
Cos'è l'iMGP DBi Managed Futures Fund
Partiamo dalle basi, perché qui il nome dice già molto. L’iMGP DBi Managed Futures Fund è un fondo comune di tipo UCITS, costituito come SICAV di diritto lussemburghese, appartenente alla categoria degli investimenti alternativi a respiro globale. È emesso da iM Global Partner e il gestore vero e proprio della strategia, il sub-manager, è DBi (Dynamic Beta investments).
DBi è una società statunitense fondata nel 2012, con sede a Greenwich (Connecticut), circa 5,9 miliardi di dollari di masse gestite e un team guidato dai fondatori Andrew Beer e Mathias Mamou-Mani. È specializzata in una cosa sola: la replica degli hedge fund. iM Global Partner ne possiede una quota di minoranza. Il prodotto unisce quindi la struttura UCITS di iMGP con il motore di gestione di una boutique specializzata.
Qualche dato tecnico: il comparto UCITS è stato lanciato il 25 gennaio 2023, anche se la strategia sottostante esiste dal luglio 2016. La valuta di base è il dollaro USA, il fondo è classificato SFDR Articolo 6 (la versione ex-Commodities è Articolo 8), il parametro di riferimento è il SG CTA Index, l’orizzonte consigliato è di almeno 5 anni e l’indicatore di rischio europeo è 4 su 7. Un’avvertenza: tutta la documentazione è rivolta a investitori professionali, segno che parliamo di uno strumento sofisticato.
Come funziona l'iMGP DBi Managed Futures Fund
Il cuore dell’iMGP DBi Managed Futures Fund è un concetto preciso: la replica degli hedge fund (hedge fund replication). Gli hedge fund managed futures bravi generano rendimento, ma costano moltissimo (storicamente circa il 2% fisso più il 20% sui guadagni) e sono poco accessibili. DBi parte dal presupposto che gran parte di quel rendimento derivi da pochi fattori replicabili, e cerca di riprodurli con strumenti semplici e a basso costo.
Il processo di replica in quattro passi
- Identificare l’obiettivo: si parte dai dati di performance recenti di un paniere dei principali fondi managed futures.
- Riportare i costi al lordo: si ricostruiscono i rendimenti aggiungendo le commissioni e le spese stimate degli hedge fund, nell’ordine dei 500 punti base l’anno.
- Ottimizzare: un modello multifattoriale individua i veri driver di performance tra le classi di attivo e ne ricostruisce l’esposizione tramite futures liquidi.
- Aggiornare: il portafoglio viene adeguato di continuo per riflettere le ultime variazioni del modello.
L’obiettivo è catturare circa il 90% dei rendimenti lordi di un paniere di hedge fund leader, con liquidità giornaliera e senza commissioni di performance. È così che l’iMGP DBi Managed Futures Fund punta a battere i fondi managed futures tradizionali di 300-400 punti base l’anno: non indovinando i mercati meglio di altri, ma tagliando i costi. Il fondo è disponibile in classi SICAV e in versione ETF UCITS quotata su Euronext Paris e London Stock Exchange.
Cos'è la strategia managed futures
Per capire davvero l’iMGP DBi Managed Futures Fund bisogna capire la strategia che replica. È la parte più interessante, perché i managed futures sono spesso fraintesi.
Trend following sui mercati a termine
I managed futures sono una strategia che cerca tendenze in decine, a volte centinaia, di mercati accessibili tramite contratti futures: petrolio, obbligazioni, indici azionari, valute. Un future è un derivato che permette di assumere posizioni sia al rialzo (long) sia al ribasso (short). Se il petrolio sale il gestore va long, se scende va short, scommettendo che la tendenza prosegua. Modelli quantitativi studiano i prezzi passati e il portafoglio viene diversificato su materie prime, tassi, azioni e valute: è da qui che nasce il managed di managed futures. Chi gestisce questi fondi si chiama CTA, Commodity Trading Advisor.
Da dove arriva l’extra rendimento
I managed futures guadagnano quando ci sono movimenti ampi e persistenti dei prezzi. Rendono perché vanno controcorrente rispetto all’istinto della maggior parte degli investitori, che tende a comprare quando scende aspettando il rimbalzo. È la metafora di Warren Buffett: tagliamo i fiori e annaffiamo le erbacce. I trend follower fanno l’opposto, tagliano le posizioni in perdita e cavalcano quelle in guadagno. Nel 2022 hanno colto presto i segnali dell’inflazione.
Un profilo di rischio sorprendente
Contrariamente all’idea che una strategia long e short basata su derivati sia per forza esplosiva, i numeri dicono l’opposto. Dal 2000 il SG CTA Index ha avuto una volatilità dell’8,7%, contro il 15,6% delle azioni globali e il 3,3% delle obbligazioni. La perdita massima è stata del 16,3% circa, meno di un terzo di quella delle azioni (54,9%). E la correlazione con i mercati tradizionali è bassissima: circa -0,08 con le azioni e +0,01 con le obbligazioni.
I casi studio: i managed futures nelle crisi
Qui sta la ragione per cui questa classe di attivo viene definita il diversificatore più prezioso: la capacità di produrre rendimenti positivi proprio quando il resto del portafoglio soffre, il cosiddetto crisis alpha.
2022: l’anno in cui sono scesi sia azioni sia bond
Il 2022 è il caso di scuola. Tra gennaio e ottobre le azioni globali persero il 17,1% e le obbligazioni l’11%. I managed futures, nello stesso periodo, guadagnarono il 24%. Su un portafoglio globale 60/40, aggiungere una quota di managed futures avrebbe ridotto sensibilmente le perdite dell’anno:
| Portafoglio nel 2022 | Perdita |
|---|---|
| 60/40 puro | -15,3% |
| 60/40 con 5% di managed futures | -13,7% |
| 60/40 con 10% di managed futures | -12,0% |
| 60/40 con 20% di managed futures | -8,7% |
Una quota del 10% avrebbe tagliato le perdite del 60/40 di oltre un quinto, una del 20% di oltre il 40%.
Le crisi precedenti: non è stato un caso isolato
Lo stesso schema si era già visto nelle due grandi crisi del secolo. Nello sgonfiamento della bolla dotcom (marzo 2000 – settembre 2002) le azioni globali persero il 46,8%, mentre i managed futures guadagnarono il 28,8%. Nella crisi finanziaria globale (ottobre 2007 – marzo 2009) le azioni crollarono del 54,9% e i managed futures salirono di circa il 13,5%. Tre crisi diverse, lo stesso comportamento: protezione quando serviva.
Il rischio del singolo gestore
C’è però un’insidia: scegliere il gestore sbagliato. Nel 2022 i managed futures come categoria salirono di circa il 20%, eppure circa un quinto dei fondi ed ETF del settore chiuse l’anno in perdita. I gestori stelle del momento non hanno più probabilità degli altri di battere il mercato. Replicando un paniere di gestori invece di sceglierne uno solo, l’iMGP DBi Managed Futures Fund punta proprio a neutralizzare questo rischio di selezione.
I costi dell'iMGP DBi Managed Futures Fund
Il costo è il vero campo di battaglia di questo prodotto, ed è anche il suo principale argomento di vendita. La filosofia di DBi è esplicita: ridurre i costi è la forma più pura di rendimento aggiuntivo. I costi correnti annui variano in base alla classe di quote:
| Classe | Commissione di gestione | Costi correnti |
|---|---|---|
| Istituzionale (I) USD / EUR / CHF / GBP | 0,75% | 0,75% |
| Retail R USD | 0,80% | 1,09% |
| Retail C USD | 1,60% | 1,94% |
| ETF UCITS (Euronext, LSE) | - | 0,75% |
In nessuna classe sono previste commissioni di performance, un vantaggio reale rispetto agli hedge fund tradizionali. Tenere bassi i costi, sostiene DBi, è ciò che ha permesso alla strategia di battere sia l’indice sia i concorrenti: dal lancio nel 2016 a fine 2024 ha reso il 5,3% annuo, contro il 2,0% del SG CTA Index e il 2,2% della media dei fondi simili. Anche i dati recenti sono robusti (a fine marzo 2026 segnava +25,1% sull’ultimo anno e aveva chiuso il 2022 a +23,2%). Attenzione però: non è sempre festa. Il 2023 si è chiuso a -8,5% e nei mercati tranquilli questi strumenti possono rendere poco.
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A chi si rivolge l'iMGP DBi Managed Futures Fund
Sgombriamo il campo da un equivoco: questo non è uno strumento da usare come unico investimento. È un satellite di diversificazione, una componente che ha senso in una quota tipicamente compresa tra il 5% e il 20%, accanto al cuore azionario e obbligazionario. La sua funzione è migliorare il comportamento del portafoglio nelle fasi di stress, non massimizzare il rendimento nei mercati toro.
L’iMGP DBi Managed Futures Fund è adatto a chi ha già un buon livello di consapevolezza finanziaria e ne comprende i limiti, che vanno detti con chiarezza: è classificato SFDR Articolo 6 (senza caratteristiche di sostenibilità); ha un rischio 4 su 7 e nessuna garanzia sul capitale; è denominato in dollari, quindi per un investitore in euro c’è un rischio di cambio, mitigabile con le classi a copertura valutaria; può attraversare anni negativi o lunghi periodi piatti, come nel lungo inverno tra il 2015 e il 2020; ed è un comparto UCITS giovane, nato nel 2023.
Domande frequenti sull'iMGP DBi Managed Futures Fund
Cos'è l'iMGP DBi Managed Futures Fund in parole semplici?
Come fa a guadagnare quando azioni e obbligazioni scendono?
Quanto costa l'iMGP DBi Managed Futures Fund?
Si può comprare in Italia?
È un investimento rischioso?
Conclusioni
L’iMGP DBi Managed Futures Fund è un prodotto intelligente e ben congegnato: prende una classe di attivo storicamente preziosa ma costosa e poco accessibile, la confeziona in un involucro UCITS liquido e a basso costo, e risolve uno dei problemi più insidiosi del settore, la dipendenza dal singolo gestore. I dati storici della strategia managed futures, soprattutto nelle crisi del 2000, 2008 e 2022, spiegano perché un pizzico di questa esposizione possa rendere un portafoglio più solido.
Detto questo, non è uno strumento per tutti né per tutte le occasioni. È un satellite, non il cuore del portafoglio. La domanda giusta non è se l’iMGP DBi Managed Futures Fund sia un buon fondo, ma se e quanto una strategia managed futures abbia senso nel tuo caso specifico, alla luce di quello che già possiedi. È il tipo di decisione che conviene prendere con metodo, nell’ambito di una strategia di investimento e gestione del risparmio ben definita e, se serve, con l’aiuto di un consulente finanziario a Roma, non sull’onda di un rendimento recente.
Nota Informativa e Disclaimer
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione personalizzata. Le informazioni contenute in questa pagina potrebbero contenere imprecisioni o non essere aggiornate alle condizioni attuali dell’investimento
Le eventuali performance storiche citate non sono indicative di performance future. Ogni investimento comporta rischi e il valore dell’investimento può aumentare o diminuire nel tempo. Al momento del rimborso l’investitore potrebbe ricevere un importo inferiore rispetto a quello originariamente investito.
Prima di qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare il prospetto completo, il KID (Key Information Document) e/o ogni documento d’offerta previsto, in italiano, generalmente disponibili sui siti dei produttori/distributori/collocatori e di confrontarsi con un consulente finanziario abilitato che possa valutare la compatibilità di questo strumento con il proprio profilo di investitore.







