In sintesi
- Cos’è: Il Mio Domani è un fondo pensione aperto del Gruppo Intesa Sanpaolo, istituito da Intesa Sanpaolo Assicurazioni e iscritto all’Albo COVIP con il numero 84.
- Come funziona: è una forma di previdenza complementare a contribuzione definita: versi quando vuoi, deduci i contributi dal reddito fino a 5.164,57 euro l’anno e costruisci una rendita o un capitale per la pensione.
- Linee di investimento: sette comparti, dal garantito all’azionario ESG, più due percorsi automatici a ciclo di vita (life cycle).
- Costi reali: commissioni di gestione da 0,90% a 1,40% annuo a seconda della linea, più una commissione di incentivo fino al 20% dell’extra rendimento; ISC a 35 anni tra 1,01% e 1,51%.
- Punto critico principale: l’ISC è più alto della media dei fondi pensione negoziali, e su 35 anni anche un punto percentuale di costi in più pesa moltissimo sul capitale finale.
Cos'è e come funziona Il Mio Domani
Se in filiale ti hanno proposto Il Mio Domani, parto da una premessa onesta: è un prodotto serio e regolamentato, non uno strumento opaco. È un fondo pensione aperto, una forma di previdenza complementare disciplinata dal decreto legislativo 252/2005 e vigilata dalla COVIP. Il soggetto che lo istituisce è Intesa Sanpaolo Assicurazioni S.p.A. (Gruppo Intesa Sanpaolo) e il fondo è iscritto all’Albo COVIP con il numero 84. La domanda giusta non è se sia affidabile, ma se sia la forma di previdenza più efficiente per te, soprattutto sul fronte dei costi.
Come funziona la contribuzione
Il fondo opera in regime di contribuzione definita: la pensione complementare dipende da quanto versi e da come rendono i comparti nel tempo, non da una promessa di risultato. Puoi aderire in forma individuale, scegliendo liberamente quanto e quando versare, oppure su base collettiva: in questo caso, se sei un lavoratore dipendente e versi almeno il contributo minimo a tuo carico, hai diritto anche al contributo del datore di lavoro. Sempre come dipendente, puoi destinare al fondo il TFR maturando.
I vantaggi fiscali
Il vantaggio più concreto è fiscale: i contributi sono deducibili dal reddito IRPEF fino a 5.164,57 euro l’anno, i rendimenti godono di una tassazione agevolata e la prestazione finale sconta un’aliquota che parte dal 15% e scende fino al 9% per chi resta iscritto a lungo.
Le prestazioni
Al pensionamento puoi ottenere una rendita, un capitale fino al 50% della posizione, oppure una combinazione delle due. Sono previste anticipazioni (fino al 75% per spese sanitarie gravi o per la prima casa, fino al 30% per altre esigenze), il riscatto nei casi previsti e la RITA. Dopo due anni puoi trasferire la posizione a un’altra forma pensionistica.
Le linee di investimento di Il Mio Domani
Il fondo mette a disposizione sette comparti, con profili di rischio crescenti, così da poter scegliere in base agli anni che mancano alla pensione e alla tua tolleranza al rischio. Tre linee sono tradizionali, tre adottano criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) e una è la linea garantita destinata al TFR conferito tacitamente.
| Comparto | Tipologia | ESG | Orizzonte | Gestione annua | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|
| Linea Lungo Termine | Bilanciato | No | 10-15 anni | 1,40% | 1,51% |
| Linea Medio Termine | Bilanciato | No | 5-10 anni | 1,20% | 1,31% |
| Linea Breve Termine | Obbligazionario misto | No | fino a 5 anni | 0,90% | 1,01% |
| Linea Lungo Termine ESG | Azionario | Sì | 10-15 anni | 1,40% | 1,51% |
| Linea Medio Termine ESG | Bilanciato | Sì | 5-10 anni | 1,20% | 1,31% |
| Linea Breve Termine ESG | Obbligazionario misto | Sì | fino a 5 anni | 0,90% | 1,01% |
| Linea TFR | Garantito | No | medio | 1,00% | 1,11% |
La logica è quella classica della previdenza: più sei lontano dalla pensione, più puoi permetterti rischio (e quindi azioni), perché hai il tempo di assorbire le oscillazioni dei mercati. La Linea Lungo Termine, bilanciata e con una quota azionaria vicina alla metà del portafoglio, ha chiuso il 2025 a +7,83% netto; la Linea TFR, garantita, punta alla conservazione del capitale e nel 2025 ha reso il 2,71%. I rendimenti passati, però, non dicono nulla di certo sul futuro: vanno letti come indicazione di profilo, non come promessa.
La gestione lifecycle di Il Mio Domani
Una delle caratteristiche presentate come punto di forza di Il Mio Domani è la gestione a ciclo di vita. In alternativa alla scelta manuale di uno o più comparti (fino a sei), puoi aderire a uno dei due percorsi automatici: il Percorso Life Cycle e il Progetto Life Cycle ESG.
Il principio è semplice. All’inizio, quando mancano molti anni alla pensione, il capitale è investito in modo più aggressivo, con una componente azionaria elevata. Con il passare del tempo il fondo ribilancia automaticamente la posizione verso comparti più prudenti, riducendo il rischio e la volatilità man mano che ti avvicini al pensionamento. È un meccanismo che protegge il capitale da un crollo dei mercati proprio quando manca poco al traguardo.
In fase di adesione ti viene sottoposto un questionario di autovalutazione che aiuta a scegliere il comparto o il percorso coerente con il tuo profilo. È utile, ma ricorda che il ciclo di vita riguarda solo la ripartizione del rischio: non incide sui costi, che restano quelli dei comparti su cui il percorso investe.
I costi di Il Mio Domani
Qui vale la pena ragionare con la calcolatrice in mano, perché nella previdenza complementare i costi sono la variabile che, più di ogni altra, determina quanto avrai davvero in pensione.
L’adesione al fondo non costa nulla e non sono previste spese di ingresso. Durante l’accumulo paghi una quota fissa annua sui versamenti (fino a 50 euro l’anno) e, soprattutto, una commissione di gestione prelevata dal patrimonio: 1,40% per le linee a lungo termine, 1,20% per quelle a medio termine, 0,90% per quelle a breve termine e 1,00% per la Linea TFR. A queste si aggiunge una commissione di incentivo del 20% sull’extra rendimento rispetto al parametro di riferimento, con un tetto dell’80% della commissione di gestione, che non si applica se il comparto chiude in negativo.
L’Indicatore Sintetico dei Costi (ISC)
Il dato che riassume tutto è l’Indicatore Sintetico dei Costi (ISC), calcolato con la metodologia COVIP uguale per tutti i fondi e quindi perfetto per confrontare le diverse forme pensionistiche.
| Comparto | ISC 2 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|
| Linea Lungo Termine (anche ESG) | 3,44% | 1,80% | 1,51% |
| Linea Medio Termine (anche ESG) | 3,24% | 1,60% | 1,31% |
| Linea Breve Termine (anche ESG) | 2,94% | 1,30% | 1,01% |
| Linea TFR | 3,04% | 1,40% | 1,11% |
Cosa dicono questi numeri
Due cose saltano all’occhio. La prima: l’ISC è molto alto nei primi anni (la quota fissa pesa di più su posizioni piccole) e scende man mano che il capitale cresce. La seconda, più importante: anche a regime, su 35 anni, l’ISC resta tra l’1,01% e l’1,51%, un livello superiore alla media dei fondi pensione negoziali, che spesso contengono l’ISC ben sotto lo 0,5%.
La stessa COVIP avverte che un ISC del 2% invece dell’1% può ridurre il capitale dopo 35 anni di circa il 18%: in pratica, da 100.000 a 82.000 euro. Su orizzonti lunghi, ogni decimale di costo conta moltissimo. Va infine considerata la fase di erogazione: al pensionamento il capitale viene trasferito nella gestione separata VIVAPIÙ e convertito in rendita con un caricamento dell’1,25% per spese.
Stai valutando Il Mio Domani per la tua pensione?
Prima di aderire conviene confrontare i costi con quelli di un fondo negoziale o di un piano in ETF, alla luce dei tuoi anni di contribuzione. Analizziamolo insieme, senza impegno.
Domande frequenti su Il Mio Domani
Il Mio Domani è sicuro?
Sì, dal punto di vista della solidità e della regolamentazione. È un fondo pensione aperto istituito da Intesa Sanpaolo Assicurazioni, iscritto all’Albo COVIP con il numero 84 e vigilato dalla COVIP. Il patrimonio dei comparti è separato da quello della società. Resta il rischio finanziario tipico dell’investimento: salvo la Linea TFR, che è garantita, gli altri comparti non offrono garanzia di rendimento o di restituzione del capitale.
Quanto costa davvero Il Mio Domani?
Le commissioni di gestione vanno da 0,90% a 1,40% annuo a seconda della linea, a cui si aggiungono una quota fissa annua sui versamenti (fino a 50 euro) e una commissione di incentivo fino al 20% dell’extra rendimento. L’Indicatore Sintetico dei Costi a 35 anni è compreso tra 1,01% e 1,51%, un valore mediamente più alto rispetto ai fondi pensione negoziali.
Quali vantaggi fiscali offre Il Mio Domani?
I contributi sono deducibili dal reddito IRPEF fino a 5.164,57 euro l’anno, i rendimenti scontano una tassazione agevolata e la prestazione finale è tassata con un’aliquota che parte dal 15% e può scendere fino al 9% per le adesioni più lunghe. È il vero punto di forza della previdenza complementare rispetto a un investimento ordinario.
Posso trasferire o riscattare Il Mio Domani?
Il trasferimento ad altra forma pensionistica è possibile dopo due anni di iscrizione, oppure in ogni momento in caso di perdita dei requisiti. Sono previsti anche anticipazioni e riscatti nei casi stabiliti dalla normativa (spese sanitarie, prima casa, inoccupazione, invalidità, decesso). Trasferimento e riscatto costano 50 euro ciascuno.
Per chi conviene Il Mio Domani?
Ha senso soprattutto per chi non ha accesso a un fondo pensione negoziale di categoria e cerca un prodotto bancario comodo, con la possibilità del contributo del datore e del conferimento del TFR. Chi invece può scegliere un fondo negoziale o costruire un piano in ETF a basso costo dovrebbe confrontare gli ISC prima di decidere, perché sul lungo periodo la differenza di costi diventa molto rilevante.
Conclusioni
Il Mio Domani è un buon fondo pensione aperto: regolamentato, gestito da una grande compagnia, con sette comparti, due percorsi a ciclo di vita e tutti i vantaggi fiscali della previdenza complementare. Per chi non ha un fondo di categoria e apprezza la comodità dello sportello, è una soluzione sensata.
Il vero tema, come sempre nella previdenza, sono i costi. L’ISC di Il Mio Domani è competitivo tra i fondi pensione aperti, ma resta superiore a quello dei fondi negoziali e di un piano in ETF efficiente nell’ambito dei servizi di investimento e gestione del risparmio. Su trenta o quarant’anni quella differenza vale migliaia di euro di pensione integrativa in più o in meno. Prima di aderire conviene quindi un confronto serio, nell’ambito di una corretta pianificazione della pensione integrativa, magari con l’aiuto di un consulente finanziario a Roma. Meno scelta automatica allo sportello, più consapevolezza sui costi: è questo che fa la differenza sul tuo domani.
Nota Informativa e Disclaimer
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione personalizzata. Le informazioni contenute in questa pagina potrebbero contenere imprecisioni o non essere aggiornate alle condizioni attuali dell’investimento
Le eventuali performance storiche citate non sono indicative di performance future. Ogni investimento comporta rischi e il valore dell’investimento può aumentare o diminuire nel tempo. Al momento del rimborso l’investitore potrebbe ricevere un importo inferiore rispetto a quello originariamente investito.
Prima di qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare il prospetto completo, il KID (Key Information Document) e/o ogni documento d’offerta previsto, in italiano, generalmente disponibili sui siti dei produttori/distributori/collocatori e di confrontarsi con un consulente finanziario abilitato che possa valutare la compatibilità di questo strumento con il proprio profilo di investitore.







