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Fondo Pensione Moneyfarm: caratteristiche, costi e tre problemi che lo rendono inefficiente

Ultimo aggiornamento:

In sintesi

  • Cos’è: il Fondo Pensione Moneyfarm è un Piano Individuale Pensionistico (PIP) di tipo assicurativo emesso da Allianz Global Life dac (Gruppo Allianz SE) e distribuito da Moneyfarm tramite MFM Future srl, iscritto all’Albo COVIP con il n. 5101.
  • Come funziona: 7 comparti tra cui scegliere (di cui 6 “bilanciato flessibile” e 1 azionario), contribuzione libera, conferimento TFR possibile per i dipendenti.
  • Punti di forza dichiarati: trasparenza Moneyfarm, integrazione con la piattaforma digitale Moneyfarm, deduzione fiscale fino a 5.164,57 € annui (vantaggio comune a tutte le forme pensionistiche complementari).
  • Costi reali: commissione di gestione 1,25% annua su tutti i comparti, ISC del 1,42% a 10 anni, costi di conversione in rendita fino al 3,30% della rata annua (periodicità mensile).
  • Punto critico: tre problemi rendono il Fondo Pensione Moneyfarm meno efficiente rispetto al posizionamento storico Moneyfarm di trasparenza e bassi costi.

Cos'è il Fondo Pensione Moneyfarm

Il Fondo Pensione Moneyfarm è un Piano Individuale Pensionistico di tipo assicurativo (PIP) ai sensi del Decreto legislativo 5 dicembre 2005 n. 252, finalizzato all’erogazione di una pensione complementare a integrazione di quella obbligatoria.

La struttura coinvolge tre soggetti:

  • Compagnia emittente: Allianz Global Life dac (Gruppo Allianz SE), istituita in Italia, sede operativa a Trieste, iscritta all’Albo COVIP con il n. 5101.
  • Distributore: Moneyfarm tramite la società MFM Future srl, attraverso il sito www.moneyfarm.com/it.
  • Vigilanza: COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione).

Il prodotto opera in regime di contribuzione definita: la pensione complementare dipende dai contributi versati e dai rendimenti maturati dalla gestione, senza alcun tasso minimo garantito.

L’adesione è aperta a chiunque voglia costruire un piano di previdenza complementare su base individuale. I lavoratori dipendenti possono inoltre conferire il TFR maturando, oltre a contributi personali e dell’eventuale datore di lavoro.

Caratteristiche del Fondo Pensione Moneyfarm

I sette comparti di investimento

Il prodotto offre 7 comparti, tutti SFDR Art. 8 (promuovono caratteristiche ambientali o sociali):

CompartoTipologiaOrizzonteComposizioneRendimento 2024
MFM Linea Prudente (MF01)Bilanciato flessibile5-10 anni15,50% az / 83,50% obb2,39%
MFM Linea Moderata (MF02)Bilanciato flessibile10-15 anni28,50% / 70,50%5,18%
MFM Linea Bilanciata (MF03)Bilanciato flessibile>15 anni53,30% / 45,70%8,15%
MFM Linea Orizzonte (MF04)Bilanciato flessibile>15 anni58,90% / 40,10%10,08%
MFM Linea Futuro (MF05)Bilanciato flessibile>15 anni69,50% / 29,50%11,44%
MFM Linea Azionaria (MF06)Bilanciato flessibile>15 anni74,20% / 24,80%12,83%
MFM Linea Intraprendente (MF07)Azionario>15 anni99% azioni2,64%

In fase di adesione il sottoscrittore compila un Questionario di autovalutazione che aiuta a scegliere il comparto coerente con il proprio profilo.

Contributi, prestazioni e vantaggi fiscali

L’aderente decide liberamente importo e periodicità dei contributi. I lavoratori dipendenti possono conferire anche il TFR maturando e ricevere contributi del datore di lavoro.

Al pensionamento il prodotto prevede rendita vitalizia e/o capitale (fino al 50%), anticipazioni (fino al 75% per spese sanitarie gravi in qualsiasi momento; dopo 8 anni per prima casa o altre esigenze), RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), riscatto in caso di perdita dei requisiti, e trasferimento ad altra forma pensionistica complementare dopo 2 anni di adesione.

In caso di decesso prima del pensionamento, la posizione individuale viene maggiorata dell’1% se l’aderente ha meno di 65 anni, dello 0,1% se ha più di 65 anni.

Come per tutte le forme di previdenza complementare, il prodotto beneficia di deduzione fiscale dei contributi fino a 5.164,57 € annui, tassazione agevolata dei rendimenti (20% vs 26%) e tassazione delle prestazioni finali dal 15% al 9% (dopo 35 anni). Questi benefici sono comuni a tutti i fondi pensione e non sono un’esclusiva del Fondo Pensione Moneyfarm.

Fondo Pensione Moneyfarm PIP Allianz recensione

I tre problemi del Fondo Pensione Moneyfarm

Veniamo al punto centrale dell’analisi. Il prodotto è regolarmente autorizzato, vigilato dalla COVIP e sostenuto da Allianz, compagnia patrimonialmente molto solida. Detto questo, l’analisi tecnica mette in luce tre problemi sostanziali che lo rendono inefficiente rispetto al posizionamento commerciale di Moneyfarm, storicamente orientato a trasparenza e bassi costi.

Problema 1: costi di gestione alti per essere un prodotto Moneyfarm

I costi del Fondo Pensione Moneyfarm sono i seguenti:

  • Spese di adesione: non previste.
  • Costo amministrativo annuo: 10 € fissi (prelevati a dicembre).
  • Commissione di gestione: 1,25% del patrimonio su base annua — applicata uniformemente a tutti i 7 comparti.
  • Spese per anticipazione/trasferimento/riscatto/riallocazione: non previste.

L’Indicatore Sintetico dei Costi (ISC) calcolato dalla COVIP è del 1,42% a 10 anni e dell’1,37% a 35 anni, identico per tutti i 7 comparti.

Per inquadrare correttamente questo dato, il confronto con la media di mercato è il seguente:

  • ISC medio FPN (Fondi Pensione Negoziali) sui comparti bilanciati: circa 0,4% a 10 anni.
  • ISC medio FPA (Fondi Pensione Aperti) sui bilanciati: circa 0,8-1,0%.
  • ISC medio PIP sui bilanciati: circa 2,1%.
  • Fondo Pensione Moneyfarm: 1,42%.

Il Fondo Pensione Moneyfarm è quindi più economico della media dei PIP (gli avversari diretti), ma significativamente più caro dei Fondi Pensione Aperti e dei Fondi Pensione Negoziali. Su 35 anni di accumulo, una differenza di un punto percentuale di ISC può ridurre il capitale finale di circa il 18% (avvertenza COVIP).

C’è un secondo confronto che merita attenzione: il “core business” di Moneyfarm — la gestione patrimoniale dei portafogli ETF — applica commissioni di gestione tra lo 0,40% e lo 0,70% annuo (a scaglione di patrimonio). Significa che il Fondo Pensione Moneyfarm costa 2-3 volte di più del prodotto bandiera di Moneyfarm stessa. Per un brand che ha costruito la sua reputazione sulla compressione dei costi e sull’efficienza degli ETF, questo gap stride con il posizionamento commerciale storico.

Problema 2: linee di investimento senza un chiaro benchmark

Il secondo problema riguarda la trasparenza dei comparti. Su 7 comparti, 6 sono classificati come “bilanciato flessibile” (l’unico realmente “azionario” è la Linea Intraprendente, attiva da ottobre 2024).

La denominazione “bilanciato flessibile” è centrale: identifica comparti che non hanno un benchmark dichiarato fisso, perché la composizione tra azioni e obbligazioni può variare nel tempo a discrezione del gestore. Due problemi pratici per il sottoscrittore:

a) Nomi che possono indurre in errore. Le denominazioni “Prudente / Moderata / Bilanciata / Orizzonte / Futuro / Azionaria” suggeriscono una progressione di rischio chiara e crescente. Le composizioni effettive al 31/12/2024 raccontano qualcosa di diverso:

  • “MFM Linea Bilanciata”: 53% azioni / 46% obbligazioni (non è “bilanciata”, è già azionaria-prevalente).
  • “MFM Linea Orizzonte”: 59% / 40% (più rischiosa della “Bilanciata”?).
  • “MFM Linea Futuro”: 70% / 30% (decisamente azionaria).
  • “MFM Linea Azionaria”: 74% / 25% (è bilanciata flessibile, non azionaria pura nonostante il nome).

L’unica vera linea azionaria è la Linea Intraprendente (99% azioni), attiva però da meno di 5 anni e con track record limitato.

b) Sottoperformance vs benchmark nei 3 anni. Nei dati della Nota Informativa (rendimenti netti annui composti a 3 anni), tutti i comparti hanno sottoperformato il rispettivo benchmark di riferimento in modo significativo:

CompartoRendimento 3 anniBenchmark 3 anniGap
Linea Prudente-1,89%3,86%-5,75%
Linea Moderata-1,58%4,36%-5,94%
Linea Bilanciata-0,12%4,86%-4,98%
Linea Orizzonte0,37%5,36%-4,99%
Linea Futuro0,76%5,86%-5,10%
Linea Azionaria0,88%6,36%-5,48%

Sono numeri che pongono una domanda di fondo: se la gestione “flessibile” non ha un benchmark formale e nei 3 anni misurati sottoperforma il benchmark di riferimento di 5 punti percentuali, qual è il valore aggiunto del gestore? Un investitore che cerca trasparenza fatica a giudicare il prodotto in modo razionale, perché non ha un termine di paragone chiaro né performance allineate al rischio dichiarato.

Problema 3: costi per la conversione in rendita eccessivi

Il terzo problema del Fondo Pensione Moneyfarm riguarda la fase di erogazione, quella in cui la posizione individuale si converte in rendita vitalizia al pensionamento. La Nota Informativa dichiara, oltre a un costo fisso annuo di 25 €, una maggiorazione applicata al coefficiente di conversione in funzione della periodicità della rendita scelta:

Periodicità renditaMaggiorazione sul coefficiente
Annuale1,80% della rendita annua
Semestrale2,00%
Quadrimestrale2,10%
Trimestrale2,20%
Mensile3,30% della rendita annua

La maggiorazione mensile del 3,30% è il dato che merita attenzione. La rendita mensile è la periodicità di gran lunga più scelta dai pensionati (perché coerente con il calendario delle uscite quotidiane). Su una rendita lorda esemplificativa di 5.000 € annui, la maggiorazione del 3,30% si traduce in 165 € all’anno di minor reddito disponibile per il pensionato. Su 20 anni di rendita media, il costo cumulato è di circa 3.300 €.

In aggiunta, per i primi 3 anni i coefficienti di conversione restano fissi, ma successivamente Allianz può rivedere le tabelle al ribasso (le basi demografiche e finanziarie sono soggette ad aggiornamento). Per un prodotto di lungo periodo (15-35 anni di accumulo), la fase di erogazione rappresenta il punto in cui tutto il lavoro fatto si concretizza: costi del 3,30% sulla rata annua di una rendita mensile sono significativamente alti rispetto alle tabelle di conversione di altri fondi pensione del mercato.

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Conclusioni: un prodotto che tradisce i valori storici di Moneyfarm

Il prodotto presenta caratteristiche tecniche coerenti con il quadro normativo dei PIP italiani: vantaggi fiscali, deduzione dei contributi, libertà di trasferimento dopo 2 anni, gamma di 7 comparti, distribuzione digitale.

I tre problemi analizzati — costi di gestione superiori allo standard Moneyfarm, architettura dei comparti opaca senza benchmark chiari e con sottoperformance significative, costi di conversione in rendita elevati — rendono il prodotto inefficiente rispetto al posizionamento commerciale di Moneyfarm, costruito su due valori cardine: trasparenza e bassi costi. Trasparenza significa benchmark chiari, performance comparabili, coerenza tra nome del comparto e composizione effettiva. Bassi costi significano TER compressi, alleati delle performance di lungo periodo. Sul Fondo Pensione Moneyfarm, entrambi i pilastri risultano indeboliti.

Per chi è interessato a una previdenza complementare, prima di sottoscrivere vale la pena verificare l’accesso a un fondo pensione negoziale di categoria (Cometa, Fonchim, Solidarietà Veneto, ecc., con ISC intorno allo 0,3-0,5% a 10 anni), il confronto con fondi pensione aperti alternativi (con ISC mediamente più bassi sui bilanciati), oppure l’opzione di mantenere il TFR in azienda e usare la piattaforma Moneyfarm “core” (0,40-0,70%) per la parte di previdenza individuale non vincolata. Per chi sceglie sulla base di principi di trasparenza e bassi costi, oggi il prodotto non rappresenta la soluzione più coerente.

Domande frequenti sul Fondo Pensione Moneyfarm

Cos'è il Fondo Pensione Moneyfarm?

Si tratta di un Piano Individuale Pensionistico (PIP) di tipo assicurativo emesso da Allianz Global Life dac e distribuito da Moneyfarm. Iscritto all’Albo COVIP con il n. 5101, opera in regime di contribuzione definita. Offre 7 comparti, beneficia dei vantaggi fiscali della previdenza complementare ed è gestito tramite la piattaforma digitale Moneyfarm.

Quanto costa?

I costi sono: 10 € annui di costo amministrativo, commissione di gestione del 1,25% annua sul patrimonio (uguale per tutti i 7 comparti). L’ISC calcolato dalla COVIP è del 1,42% a 10 anni e dell’1,37% a 35 anni. A questi si aggiungono i costi di conversione in rendita al pensionamento (25 € fissi annui + maggiorazione da 1,80% a 3,30% sulla rata).

Quanti comparti ha?

Sette: MFM Linea Prudente, Moderata, Bilanciata, Orizzonte, Futuro, Azionaria (tutti “bilanciato flessibile”) e MFM Linea Intraprendente (azionario, attivo da ottobre 2024). Tutti i comparti sono SFDR Art. 8. Un Questionario di autovalutazione aiuta a scegliere il comparto coerente con il profilo.

Posso trasferire il prodotto ad altro fondo pensione?

Sì, dopo 2 anni di adesione è possibile trasferire la posizione individuale ad altra forma pensionistica complementare senza costi. Prima dei 2 anni, il trasferimento è ammesso solo in caso di modifiche peggiorative delle condizioni.

Conviene rispetto a un fondo pensione negoziale?

Per chi ha accesso a un buon fondo pensione negoziale di categoria (Cometa, Fonchim, ecc.), l’ISC è generalmente molto più basso (0,3-0,5% a 10 anni vs 1,42% del Fondo Pensione Moneyfarm). La capitalizzazione del minor costo su 30-35 anni può ammontare a decine di punti percentuali sul capitale finale. Vale sempre la pena fare il confronto con il Comparatore COVIP prima di scegliere.

CFA Charterholder · Specialista in previdenza

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Autore:

Alessandro Sorvillo Foto Profilo Consulente Finanziario
Alessandro Sorvillo

Consulente Finanziario & Private Banker

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