Nella gamma Fonditalia ci sono due azionari che si assomigliano nella forma e divergono nel risultato: il Fonditalia Equity Italy e il Fonditalia Equity Europe. Stessa casa, stessa data di nascita, costi quasi identici, stesso impianto. Nel decennio 2016-2025 il primo ha reso il 167,9%, il secondo il 74,6%.
Non è una critica al gestore: sono due mercati diversi e in quei dieci anni la borsa italiana ha fatto molto meglio di quella europea nel complesso. Ma il confronto è utile, perché molti possiedono entrambi senza rendersi conto di quanto si sovrappongano: il Fonditalia Equity Europe ha comunque il 5,86% in azioni italiane.
Questa pagina apre il portafoglio, mette in fila dieci anni di rendimenti presi dai documenti del gestore e spiega perché un fondo che si chiama Europe abbia il Regno Unito come primo paese.
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Il costo che non vedi
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Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
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● In sintesi
Il più diversificato fra gli azionari della casa, e in classe R meno redditizio della T in tutti e dieci gli anni.
- Il Fonditalia Equity Europe è un azionario europeo del fondo lussemburghese Fonditalia. ISIN classe R LU0058495945, in circolazione dal 3 luglio 1995.
- Il parametro di riferimento è l'indice MSCI Europe in euro. Il portafoglio ha 235 titoli e le prime dieci valgono appena il 20,85%: è il più diversificato fra i comparti azionari della casa.
- Il primo paese è il Regno Unito con il 21,54%, seguito da Germania 15,25%, Francia 14,50% e Svizzera 14,49%.
- Costi correnti 2,13% in classe R contro 1,48% in classe T, incidenza annua complessiva 2,9%.
- Nei dieci anni solari la classe R ha reso il 74,6%, cioè il 5,73% annuo composto, con tre anni negativi.
- In dieci anni su dieci la classe T ha reso di più: 1.168 euro di differenza su 10.000.
Che cos'è il Fonditalia Equity Europe
Il Fonditalia Equity Europe è uno dei 62 comparti del fondo comune lussemburghese Fonditalia, gestito da Fideuram Asset Management (Ireland) dac e collocato dalle reti Fideuram, Sanpaolo Invest e IW Private Investments. La struttura complessiva è descritta nella guida ai fondi Fonditalia.
Il documento informativo classifica il Fonditalia Equity Europe come comparto con strategia ESG ai sensi dell’articolo 8 del regolamento SFDR, gli assegna un indicatore sintetico di rischio 4 su 7 e un orizzonte raccomandato di cinque anni. Il parametro di riferimento è l’indice MSCI Europe Net Total Return in euro, e la gestione è dichiarata attiva con un grado di libertà significativo.
Il comparto è in circolazione dal 3 luglio 1995, la stessa data di Equity Italy e di Equity USA Blue Chip: sono i tre azionari storici della gamma. Al 28 febbraio 2026 il Fonditalia Equity Europe vale 774,5 milioni di euro.
Duecentotrentacinque titoli, e nessuno che domini
La relazione semestrale al 28 febbraio 2026 pubblica il portafoglio del Fonditalia Equity Europe posizione per posizione: 235 titoli per il 99,98% del patrimonio, praticamente senza liquidità inutilizzata.
Nel Fonditalia Equity Europe le prime dieci posizioni valgono insieme appena il 20,85%:
| Titolo | Peso |
|---|---|
| ASML Holding | 4,00% |
| AstraZeneca | 2,37% |
| Roche Holding | 2,29% |
| Novartis | 2,24% |
| HSBC Holdings | 2,01% |
| Nestle | 1,85% |
| Shell | 1,62% |
| SAP | 1,59% |
| Siemens | 1,44% |
| Banco Santander | 1,44% |
È il dato che distingue di più questo comparto dal suo gemello italiano. Nel Fonditalia Equity Italy le prime dieci posizioni fanno il 53,12% e le prime tre da sole quasi un quarto del fondo; qui nessun titolo supera il 4% e le prime dieci si fermano a un quinto.
Non è merito o demerito del gestore: è la differenza fra un mercato con poche società molto grandi, come quello italiano, e uno continentale con centinaia di emittenti confrontabili. Ma per chi costruisce un portafoglio la conseguenza è concreta: il Fonditalia Equity Europe è molto meno esposto al destino di una singola società.
Un fondo Europe con il Regno Unito al primo posto
La ripartizione per paese di quotazione del Fonditalia Equity Europe al 28 febbraio 2026 è questa:
| Paese | Peso |
|---|---|
| Regno Unito | 21,54% |
| Germania | 15,25% |
| Francia | 14,50% |
| Svizzera | 14,49% |
| Paesi Bassi | 7,81% |
| Spagna | 6,31% |
| Italia | 5,86% |
Il primo paese è il Regno Unito, fuori dall’Unione europea dal 2020, e il quarto è la Svizzera, che non ne ha mai fatto parte. Sommati fanno il 36,03%, cioè oltre un terzo del fondo.
Non è un’anomalia: l’indice MSCI Europe include entrambi, perché è costruito sul continente geografico e non sull’Unione. Chi cerca esposizione all’area euro sta guardando un prodotto diverso, ed è una distinzione che vale la pena tenere presente quando si sceglie fra questo comparto e un azionario dell’eurozona.
L’Italia al 5,86% merita una riga a parte per chi ha in portafoglio anche Equity Italy: le due posizioni si sommano, e a queste si aggiunge l’11,02% di azioni italiane che porta con sé il Fonditalia Global.
I settori: banche e industria valgono quasi la metà
Sul piano settoriale il Fonditalia Equity Europe ha la finanza al 23,90% e l’industria al 18,73% come primi due blocchi. Insieme fanno il 42,63% del patrimonio.
È la fisionomia del listino europeo, molto diversa da quella americana dove informatica e comunicazione da sole superano il 47%. Qui la tecnologia c’è ma pesa poco: la prima posizione del fondo, ASML al 4,00%, è l’unico nome tecnologico davvero grande del continente.
La conseguenza si vede negli anni: un portafoglio con questa composizione non partecipa alle corse della tecnologia americana, ma nemmeno alle sue cadute. Nel 2022, l’anno del rialzo dei tassi, il Fonditalia Equity Europe ha perso il 9,4% mentre l’azionario americano della stessa casa perdeva il 19,3%.
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
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Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
Senza penali
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Quanto costa il Fonditalia Equity Europe
| Classe | Costi correnti | Costi di transazione | Incidenza annua a 5 anni | Minimo |
|---|---|---|---|---|
| R | 2,13% | 0,51% | 2,9% | 1.000 euro |
| T | 1,48% | 0,51% | 2,2% | 750.000 euro |
Il prospetto fissa il tetto della commissione di gestione all’1,90% per la classe R e all’1,25% per la classe T: la differenza rispetto ai costi correnti sono amministrazione, custodia e spese di esercizio, che il documento informativo somma e il prospetto tiene separate.
A questi si aggiunge il costo di ingresso dell’1,01% dell’importo versato, diritti fissi inclusi. Il Fonditalia Equity Europe non applica commissioni di performance.
L’incidenza complessiva della classe R è del 2,9% annuo sull’orizzonte raccomandato e del 3,7% se si esce dopo un anno. È praticamente identica a quella di Equity Italy, che sta al 2,8%: due prodotti con lo stesso prezzo su due mercati che nel decennio hanno fatto cose molto diverse.
Dieci anni solari, dieci volte lo stesso esito
Il gestore pubblica per ogni classe del Fonditalia Equity Europe un documento sui rendimenti passati. Il confronto fra le due classi, con data di riferimento 19 febbraio 2026:
| Anno | Classe R | Classe T |
|---|---|---|
| 2016 | +5,7% | +6,4% |
| 2017 | +3,0% | +3,7% |
| 2018 | -10,6% | -10,0% |
| 2019 | +19,8% | +20,6% |
| 2020 | -3,9% | -3,3% |
| 2021 | +22,7% | +23,5% |
| 2022 | -9,4% | -8,8% |
| 2023 | +12,6% | +13,3% |
| 2024 | +6,5% | +7,2% |
| 2025 | +16,9% | +17,6% |
In dieci anni su dieci la classe T ha reso di più, con uno scarto medio di 0,69 punti l’anno, che è esattamente la differenza fra 2,13% e 1,48% di costi correnti.
Cumulando il decennio, la classe R fa più 74,6%, cioè il 5,73% annuo composto, e la classe T più 86,3%, cioè il 6,42%. Su 10.000 euro investiti a fine 2015 sono 17.462 euro contro 18.631: 1.168 euro di differenza, prodotti solo dalla soglia dei 750.000 euro.
Tre anni su dieci sono stati negativi: il 2018 con meno 10,6%, il 2020 con meno 3,9% e il 2022 con meno 9,4%. Nessuna annata catastrofica, ma nemmeno nessuna sopra il 23%.
Il confronto con il gemello italiano
Vale la pena mettere il Fonditalia Equity Europe e il gemello italiano affiancati, perché molti li possiedono entrambi e i due numeri raccontano cose diverse.
| Equity Europe | Equity Italy | |
|---|---|---|
| In circolazione dal | 3 luglio 1995 | 3 luglio 1995 |
| Patrimonio | 774,5 mln | 997 mln |
| Titoli in portafoglio | 235 | 116 |
| Prime dieci posizioni | 20,85% | 53,12% |
| Costi correnti classe R | 2,13% | 2,14% |
| Incidenza annua | 2,9% | 2,8% |
| Rendimento 2016-2025 classe R | +74,6% | +167,9% |
| Annuo composto | 5,73% | 10,36% |
| Anni negativi su dieci | 3 | 4 |
Stessa data di nascita, stesso prezzo, risultati distanti novantatre punti percentuali in dieci anni. Il motivo non è la gestione: è che nel decennio la borsa italiana, trainata dalle banche, ha corso molto più del listino europeo nel suo insieme.
Il punto pratico è un altro. Il Fonditalia Equity Europe contiene già il 5,86% di azioni italiane, quindi chi ha entrambi i comparti non sta diversificando quanto pensa, e sta pagando due volte una struttura commissionale quasi identica su una porzione di portafoglio che si sovrappone.
La qualifica ESG, e cosa c'è dentro
Il documento informativo classifica il Fonditalia Equity Europe come comparto con strategia ESG ai sensi dell’articolo 8 del regolamento europeo sulla trasparenza della sostenibilità, e descrive il portafoglio come composto da azioni di emittenti conformi a principi ambientali, sociali e di governance, con uno screening che combina esclusioni ed elementi positivi.
Guardando le posizioni pubblicate nella relazione semestrale, la lettura merita un chiarimento. Fra le prime dieci c’è Shell all’1,62%, che estrae e raffina idrocarburi, e HSBC al 2,01%, fra le maggiori banche finanziatrici del settore energetico.
Non è una contraddizione formale: l’articolo 8 non richiede di escludere settori, richiede di promuovere caratteristiche ambientali o sociali e di dichiarare i criteri applicati, che il prospetto specifica per esteso. È però utile saperlo per chi avesse letto l’etichetta ESG come sinonimo di esclusione degli idrocarburi. Vale la stessa osservazione fatta per il gemello italiano, dove nelle prime dieci compaiono Eni e Leonardo.
Il 2020 e il 2022, i due anni che spiegano il resto
Guardando i dieci anni del Fonditalia Equity Europe ci sono due esercizi che raccontano più degli altri.
Il 2020, l’anno della pandemia, si è chiuso a meno 3,9%. È un dato interessante perché nello stesso anno l’azionario americano e quello globale hanno chiuso in positivo: l’Europa, con meno tecnologia e più banche, energia e industria, ha recuperato molto più lentamente.
Il 2022, l’anno del rialzo dei tassi, si è fermato a meno 9,4%, cioè molto meglio del meno 19,3% dell’azionario americano della stessa casa. Qui la composizione ha lavorato al contrario: un listino con poca tecnologia e molte banche ha sofferto meno.
È la ragione per cui questo comparto ha senso dentro un portafoglio come contrappeso, non come motore. Il decennio lo dice con chiarezza: nessuna annata sopra il 23%, nessuna sotto il meno 11%, e un composto del 5,73%.
Che cosa dice il documento sul futuro
Il documento informativo del Fonditalia Equity Europe pubblica quattro scenari su 10.000 euro investiti, calcolati sui dati degli ultimi dieci anni:
| Scenario | A 1 anno | A 5 anni |
|---|---|---|
| Stress | 4.170 euro, meno 58,3% | 3.780 euro, meno 17,7% annuo |
| Sfavorevole | 8.440 euro, meno 15,6% | 10.230 euro, più 0,5% annuo |
| Moderato | 10.520 euro, più 5,2% | 12.920 euro, più 5,3% annuo |
| Favorevole | 13.710 euro, più 37,1% | 17.310 euro, più 11,6% annuo |
Lo scenario moderato a cinque anni promette il più 5,3% netto annuo, molto vicino al 5,73% che il comparto ha effettivamente prodotto nel decennio. Sommandoci l’incidenza del 2,9%, il lordo implicito è dell’8,2% annuo.
Lo scenario sfavorevole, sempre a cinque anni, riporta a 10.230 euro: dopo un lustro si riprende quello che si è messo e poco altro.
Dove sta il patrimonio
La relazione semestrale ripartisce i 774,5 milioni del Fonditalia Equity Europe fra le due classi:
| Classe | Patrimonio | Quota |
|---|---|---|
| R (da 1.000 euro) | 494,2 mln | 63,8% |
| T (da 750.000 euro) | 280,3 mln | 36,2% |
Quasi due terzi del comparto sta nella classe accessibile a tutti. È una proporzione intermedia nella gamma: più alta di Equity USA Blue Chip, dove la quota retail è il 24%, e molto più bassa dei Core, dove arriva al 97%.
Il valore della quota al 28 febbraio 2026 è 23,77 euro per la classe R e 26,55 per la T: la distanza fra i due numeri, su uno strumento con lo stesso identico portafoglio, è l’effetto cumulato delle diverse commissioni.
Vale la pena notare da dove partono. Entrambe le classi sono nate a quota 10, la R nel luglio 1995 e la T nel 2009. Il fatto che oggi la T valga quasi tre euro in più pur avendo alle spalle quattordici anni in meno di storia dice, meglio di qualsiasi tabella, quanto pesi mezzo punto di commissione ripetuto ogni anno.
Il patrimonio del Fonditalia Equity Europe è inoltre cresciuto: al 31 agosto 2025 la classe R valeva 20,84 euro per quota, sei mesi dopo 23,77. Sono numeri che vanno letti come una fotografia, non come una tendenza: il semestre è un periodo troppo breve per dire qualcosa su un azionario.
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
Quanto stai pagando tu, fondo per fondo, lo vedi nel check-up gratuito del portafoglio: numeri alla mano, poi decidi tu.
Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
Senza penali
A differenza delle polizze, un fondo comune si vende quando vuoi, senza penali, e il dossier si trasferisce in un’altra banca gratuitamente.
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Che cosa guardare se lo possiedi
Se possiedi il Fonditalia Equity Europe, quattro verifiche con l’estratto conto in mano.
1. La lettera dopo il nome. R significa 2,13% di costi correnti, T significa 1,48%. Dieci anni su dieci la differenza si è vista, per un totale di 1.168 euro su 10.000.
2. Se hai anche Equity Italy. I due comparti si sovrappongono per il 5,86% e costano quasi uguale. Vale la pena chiedersi se servono entrambi o se la posizione italiana è già coperta altrove.
3. Che cosa intendi per Europa. Il Fonditalia Equity Europe ha oltre un terzo del portafoglio fra Regno Unito e Svizzera, entrambi fuori dall’Unione. Se cercavi l’area euro, questo non è il prodotto.
4. Il costo su un rendimento del 5,7%. Su un comparto che nel decennio ha reso il 5,73% annuo, un’incidenza del 2,9% pesa in proporzione molto più che su un azionario americano che ha reso il 10,5%.
Come si legge la riga sull'estratto conto
Sulle rendicontazioni Fideuram e Sanpaolo Invest il comparto compare come Fonditalia Equity Europe R oppure T, e su alcuni portali di quotazione nella forma abbreviata Fonditalia Eq. Europe R. Sono le due stringhe più cercate: quella con la lettera fa 880 ricerche al mese, contro le 20 del nome senza.
Gli ISIN sono LU0058495945 per la classe R e LU0388707423 per la T. Il codice di prospetto del comparto è F08, uno dei primi della numerazione, coerente con il fatto che il Fonditalia Equity Europe è fra i comparti più antichi della gamma.
Il comparto è a capitalizzazione: i proventi restano nel fondo e non vengono distribuiti, quindi sull’estratto conto non compaiono cedole e tutto il risultato si legge nel valore della quota.
⚠️ Da non confondere con Fonditalia Euro Equity Defensive e con Fonditalia Euro Cyclicals, che sono due comparti diversi, più piccoli e concentrati sull’area euro invece che sull’Europa geografica.
Domande frequenti sul Fonditalia Equity Europe
Che cos'è il Fonditalia Equity Europe?
È un comparto azionario europeo del fondo comune lussemburghese Fonditalia, gestito da Fideuram Asset Management (Ireland) dac. L’ISIN della classe R è LU0058495945 ed è in circolazione dal 3 luglio 1995. Al 28 febbraio 2026 vale 774,5 milioni di euro. Il parametro di riferimento è l’indice MSCI Europe in euro.
Quanto costa il Fonditalia Equity Europe?
La classe R ha costi correnti del 2,13% annuo e un’incidenza complessiva del 2,9% sull’orizzonte di cinque anni; la classe T rispettivamente 1,48% e 2,2%. A questi si aggiungono un costo di ingresso dell’1,01% dell’importo versato e costi di transazione dello 0,51% annuo. Non ci sono commissioni di performance.
Quanto ha reso il Fonditalia Equity Europe?
Nei dieci anni solari dal 2016 al 2025 la classe R ha reso il 74,6% cumulato, cioè il 5,73% annuo composto, con tre anni negativi: meno 10,6% nel 2018, meno 3,9% nel 2020 e meno 9,4% nel 2022. La classe T, nello stesso periodo, ha reso l’86,3%.
Perché un fondo europeo ha il Regno Unito come primo paese?
Perché l’indice MSCI Europe è costruito sul continente geografico e non sull’Unione europea, quindi include Regno Unito e Svizzera. Nel portafoglio al 28 febbraio 2026 i due paesi valgono insieme il 36,03%.
Che differenza c'è con il Fonditalia Equity Italy?
Stessa data di nascita e costi quasi identici, ma portafogli molto diversi: 235 titoli con le prime dieci al 20,85% contro 116 titoli con le prime dieci al 53,12%. Nel decennio 2016-2025 Equity Europe ha reso il 74,6% e Equity Italy il 167,9%. Attenzione alla sovrapposizione: Equity Europe contiene comunque il 5,86% di azioni italiane.
Che differenza c'è fra classe R e classe T?
Sono lo stesso portafoglio con commissioni diverse. La R si sottoscrive da 1.000 euro, la T da 750.000. In tutti e dieci gli anni solari disponibili la classe T ha reso di più, in media 0,69 punti l’anno.
In conclusione
Il Fonditalia Equity Europe è il più diversificato fra gli azionari della gamma: 235 titoli, nessuno sopra il 4%, un portafoglio che assomiglia al suo indice senza scommesse forti. Nel decennio ha prodotto il 5,73% annuo composto per la classe R, che su un mercato europeo è un risultato onesto.
Le tre cose da tenere a mente sul Fonditalia Equity Europe sono altre. La prima è che il nome dice Europe ma oltre un terzo del fondo sta fuori dall’Unione, fra Regno Unito e Svizzera. La seconda è che il costo, 2,9% di incidenza annua, è identico a quello del gemello italiano ma pesa su un rendimento che nel decennio è stato la metà. La terza è che anche qui, dieci anni su dieci, la classe da 750.000 euro ha battuto quella da 1.000: 1.168 euro su 10.000.
Sono dati che stanno tutti nei documenti del gestore, scaricabili dal sito ufficiale.
professionale
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
Quanto stai pagando tu, fondo per fondo, lo vedi nel check-up gratuito del portafoglio: numeri alla mano, poi decidi tu.
non vedi
Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
l’indice
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A differenza delle polizze, un fondo comune si vende quando vuoi, senza penali, e il dossier si trasferisce in un’altra banca gratuitamente.
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