Fineco AM Passive Underlyings locandina 2026
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Fineco AM Passive Underlyings: la famiglia di portafogli con ETF a gestione attiva

📅 Pubblicato il 6 Maggio 2026
✏️ Ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2026
🕐 … min di lettura

Investire con costi contenuti, efficienza fiscale e una gestione disciplinata: è quello che cerca chi guarda agli ETF, ed è esattamente ciò che propone Fineco AM Passive Underlyings, la gamma di sette comparti UCITS della SGR irlandese del gruppo Fineco. La differenza rispetto a un portafoglio fai-da-te in ETF? Una gestione attiva quotidiana, un team dedicato a Dublino e una struttura fiscale che evita gli eventi tassabili a ogni ribilanciamento.

Lavoro quotidianamente con questi portafogli sui clienti che voglio impostare con una logica di lungo periodo, e ho deciso di mettere nero su bianco cosa li distingue da una qualunque combinazione di ETF detenuti in regime amministrato.

In sintesi

  • Cos’è: famiglia di 7 comparti UCITS irlandesi (Passive Underlyings 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9) gestiti da Fineco Asset Management D.A.C., disponibili in esclusiva per clienti Fineco.
  • Come funziona: ETF come building block sottostanti, con asset allocation gestita attivamente da un team dedicato a Dublino su un modello quantitativo proprietario (macro, value, sentiment).
  • Punti di forza: costi contenuti, efficienza fiscale strutturale (i ribilanciamenti interni non generano eventi fiscali), VaR target controllato, nessuna commissione di performance.
  • Profili disponibili: da prudente (15% azionario) a full-equity (100% azionario), per coprire orizzonti dai 3 ai 10+ anni.

Cos'è Fineco AM Passive Underlyings

Fineco AM Passive Underlyings è una famiglia di sette portafogli, tecnicamente comparti del fondo UCITS irlandese FAM Evolution UCITS ICAV, gestita da Fineco Asset Management D.A.C. con sede a Dublino e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. La gamma è disponibile in esclusiva per i clienti Fineco e copre l’intero arco rischio/rendimento, dal profilo prudente con 15% di azionario fino al full-equity al 100%.

L’idea alla base è semplice: prendere lo strumento più efficiente della gestione passiva, l’ETF, e inserirlo dentro un involucro UCITS gestito attivamente. Ne nasce un prodotto ibrido che combina l’efficienza dei costi tipica della replica passiva con la flessibilità dell’asset allocation discrezionale, supervisionata da un team specializzato.

Detto in altri termini: l’investitore non compra un singolo ETF, ma un portafoglio diversificato di ETF la cui composizione viene aggiornata ogni giorno in funzione del contesto di mercato, sempre nel rispetto dei limiti di rischio del profilo scelto.

Come funziona: il meglio dei due mondi

Il portafoglio non segue un benchmark statico. Ogni comparto definisce un’allocazione strategica fra tre asset class:

  • Azionario globale tramite ETF sul MSCI All Country World Index (circa 3.000 azioni di 23 paesi sviluppati e 25 emergenti): è il motore della crescita.
  • Obbligazionario europeo investment grade tramite ETF sul Bloomberg Euro Aggregate Bond, che include titoli di Stato, corporate ed emissioni cartolarizzate: è lo stabilizzatore del portafoglio.
  • Liquidità (presente solo nei profili più prudenti) come riserva strategica.

Da questa allocazione di partenza, il team di gestione opera in modo dinamico all’interno di una banda di volatilità predefinita. È questo il punto chiave: i comparti Passive Underlyings sono a gestione attiva e non sono gestiti con riferimento a un benchmark.

Fineco AM Passive Underlyings - il meglio dei due mondi
Fineco AM Passive Underlyings - il meglio dei due mondi - locandina ufficiale

I tre fattori del modello quantitativo

Il modello quantitativo proprietario, sviluppato in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa, si basa su tre famiglie di indicatori:

  • Fattore macro: valutazione del contesto economico globale, ciclo, tassi di interesse, dinamica di crescita.
  • Fattore value: prezzi relativi delle asset class rispetto ai fondamentali, per individuare aree di mercato sopra o sotto valutate.
  • Fattore sentiment: posizionamento e propensione al rischio degli investitori, utile a calibrare l’esposizione nei momenti di euforia o di panico.

Sopra la componente quantitativa il gestore mantiene una quota di scelte tattiche discrezionali quando individua opportunità che il modello non coglie. È questo che in pratica significa “gestione attiva con ETF”: il portafoglio non è statico, vende sui rialzi e ricompra sui ribassi in modo sistematico, e prende posizione quando emergono valutazioni interessanti.

Ribilanciamento giornaliero e controllo del rischio

Il vero elemento distintivo è la frequenza dei ribilanciamenti. I portafogli vengono monitorati quotidianamente da un team dedicato a Dublino, supportato da un’infrastruttura tecnologica di rilievo: Python come motore analitico, Snowflake per la gestione dei dati, Microsoft Azure per la potenza di calcolo, e modelli di machine learning sviluppati in collaborazione con istituzioni accademiche italiane.

Ogni profilo ha un Value at Risk (VaR) target con livelli minimo e massimo predefiniti. Il gestore opera sempre dentro questi limiti, in modo che la volatilità effettiva del comparto non si discosti in modo significativo da quella attesa quando l’investitore ha scelto il profilo. È un dettaglio tecnico, ma in pratica significa che il rischio del portafoglio non “scappa” sopra o sotto i binari concordati.

I tre vantaggi chiave: ETF, costi contenuti, efficienza fiscale

Sintetizzando, la value proposition di Passive Underlyings ruota intorno a tre cardini: l’utilizzo degli ETF come building block, una struttura di costo aggressiva e l’efficienza fiscale strutturale. Vediamoli uno alla volta.

1. ETF come building block efficienti

Gli ETF sono il building block ideale di un portafoglio efficiente. Replicano indici, hanno costi (TER) tipicamente molto inferiori ai fondi attivi tradizionali e offrono diversificazione immediata. La componente azionaria di Passive Underlyings è esposta al MSCI ACWI, l’obbligazionaria al Bloomberg Euro Aggregate Bond, e gli ETF sottostanti vengono selezionati privilegiando prodotti a basso costo e ad alta liquidità.

Quando l’asset allocation lo richiede, il gestore può integrare strumenti obbligazionari diretti, derivati e liquidità per affinare il posizionamento. Ma l’ossatura del portafoglio resta passiva sui sottostanti, ed è qui che si genera il primo vantaggio strutturale: diversificazione massima a costo minimo.

2. Costi contenuti grazie all'architettura passiva

Il fatto di costruire l’ossatura del portafoglio con ETF (e non con fondi attivi sottostanti) comprime in modo strutturale la voce di costo più impattante nel lungo periodo: il TER dei fondi sottostanti. Per chi ha qualche anno di esperienza sui mercati: nel lungo periodo l’1% all’anno di costi in più diventa una zavorra che si mangia una fetta importante del rendimento composto.

A questo si aggiunge una scelta esplicita di Fineco AM su Passive Underlyings: nessuna commissione di performance. È un dettaglio non banale, perché elimina alla radice il rischio di pagare un sovrapprezzo nelle fasi di mercato favorevoli. Sul piano della trasparenza, ogni comparto pubblica KID e supplemento al prospetto in italiano e in inglese, e l’investitore può consultarli prima di sottoscrivere.

3. Efficienza fiscale strutturale: l'acceleratore di lungo periodo

È probabilmente il vantaggio più sottostimato dagli investitori “fai-da-te”. Quando si gestisce un portafoglio di ETF in regime amministrato, ogni ribilanciamento, cioè vendere un ETF in utile per comprarne un altro, genera un evento fiscale: il 26% si paga subito sulla plusvalenza realizzata, e quei soldi escono dal motore della capitalizzazione composta.

Dentro un comparto UCITS come Passive Underlyings, i ribilanciamenti avvengono all’interno della struttura del fondo: nessun evento fiscale intermedio, le plusvalenze restano investite e continuano a comporre nel tempo. La tassazione si paga solo al momento del disinvestimento finale, ed è qui che si vede la magia del compounding fiscale.

Vale anche il contrario: in caso di minusvalenze, la struttura compensa internamente, riducendo l’attrito di chi fa trading sui propri ETF cercando di compensare cedole o gains pregressi.

Su una struttura tipo 50% azionario e 50% obbligazionario, la simulazione interna di Fineco AM su 25 anni mostra un'extra-performance annualizzata di circa l'1,33% rispetto a un equivalente portafoglio amministrato in ETF, che si traduce in un controvalore finale superiore di circa il 64%. Sulla versione 85/15 (Passive Underlyings 8) il delta è dell'1% annuo, pari a circa il 29% in più di patrimonio dopo 25 anni.

Quanto pesa, in concreto, l’efficienza fiscale sul tuo portafoglio? Dipende dall’orizzonte, dal turnover medio e dalla quota di plusvalenze latenti che hai già accumulato. È uno dei calcoli più interessanti che faccio nei primi incontri con i clienti: se vuoi capire come si traduce sul tuo caso specifico, possiamo vederlo insieme in una mezz’ora di confronto, senza costi.

Fineco AM Passive Underlyings - il meglio degli ETF
Fineco AM Passive Underlyings - il meglio degli ETF - Locandina ufficiale

La gamma: 7 comparti, 3 livelli di rischio

La famiglia Passive Underlyings include sette comparti, identificati da un numero crescente in funzione del peso della componente azionaria. Più alto il numero, maggiore l’equity e quindi il potenziale di rendimento e la volatilità attesa. Riepilogo nella tabella sotto le caratteristiche essenziali di ciascuno, inclusi i codici ISIN per consentirti di rintracciarli rapidamente sui sistemi Fineco.

CompartoISINProfiloAzionarioObbligazionarioLiquiditàSRIVaR target
Passive Underlyings 3IE000RLW3BJ0Prudente15%45%40%2/73,67% – 6,00%
Passive Underlyings 4IE0005A7ZS68Prudente20%60%20%2/75,33% – 8,00%
Passive Underlyings 5IE000Z4U9HI7Bilanciato30%70%0%3/77,33% – 11,50%
Passive Underlyings 6IE000KTYLDC4Bilanciato40%60%0%3/710,00% – 14,00%
Passive Underlyings 7IE0005TOUMC7Bilanciato60%40%0%3/714,00% – 19,50%
Passive Underlyings 8IE000DWG3DP6Dinamico85%15%0%3/718,67% – 26,50%
Passive Underlyings 9IE000D52GPT0Dinamico100%0%0%4/720,00% – 30,00%

SRI = indicatore sintetico di rischio (scala 1-7). VaR target = banda di Value at Risk minimo/massimo prevista dal regolamento di gestione. Dati Fineco Asset Management aggiornati al 2026.

Profili prudenti: Passive Underlyings 3 e 4

Passive Underlyings 3 (ISIN IE000RLW3BJ0) è il profilo più conservativo della famiglia. Allocazione strategica: 15% MSCI ACWI, 45% Euro Aggregate, 40% liquidità. Indicatore sintetico di rischio (SRI) 2 su 7, classe di rischio bassa, VaR target tra 3,67% e 6%. È pensato per chi vuole proteggere il capitale e ottenere un rendimento incrementale rispetto a un conto deposito o a un portafoglio di liquidità puro, senza alzare in modo significativo l’esposizione ai mercati. A chi si rivolge Passive Underlyings 3: investitori prudenti, orizzonte 3-5 anni, priorità alla protezione del capitale.

Passive Underlyings 4 (ISIN IE0005A7ZS68) è la versione leggermente più dinamica del profilo prudente: 20% azionario, 60% obbligazionario, 20% liquidità. SRI 2 su 7, VaR target tra 5,33% e 8%. Adatto a chi vuole un portafoglio prevalentemente difensivo ma è disposto ad accettare un piccolo aumento di volatilità per migliorare il potenziale di rendimento atteso. È il profilo “ponte” fra il monetario evoluto e l’inizio dell’esposizione al rischio di mercato.

Profili bilanciati: Passive Underlyings 5, 6 e 7

Passive Underlyings 5 (ISIN IE000Z4U9HI7) è il primo gradino dei profili bilanciati: 30% MSCI ACWI, 70% Euro Aggregate. SRI 3 su 7, VaR target tra 7,33% e 11,5%. Adatto a un orizzonte di 5 anni e oltre, per investitori che vogliono iniziare a esporsi all’azionario in modo misurato, mantenendo una netta prevalenza di obbligazionario.

Passive Underlyings 6 (ISIN IE000KTYLDC4) sale a 40% di azionario globale e 60% di obbligazionario europeo. SRI 3 su 7, VaR target tra 10% e 14%. È il profilo che propongo spesso come “bilanciato classico” per chi cerca un compromesso fra crescita di lungo periodo e contenimento del drawdown nelle fasi negative.

Passive Underlyings 7 (ISIN IE0005TOUMC7) è il bilanciato più “spinto”: 60% azionario, 40% obbligazionario. SRI 3 su 7, VaR target tra 14% e 19,5%. Profilo molto utilizzato come strategia core dei portafogli di lungo periodo, perché bilancia crescita e diversificazione in modo coerente con orizzonti di 7-10 anni. Sui clienti che hanno questo orizzonte e vogliono un solo “mattone” su cui costruire l’asset allocation, è spesso il punto di partenza naturale.

Profili dinamici: Passive Underlyings 8 e 9

Passive Underlyings 8 (ISIN IE000DWG3DP6) è la soluzione “quasi azionaria”: 85% azionario globale e 15% obbligazionario. SRI 3 su 7, VaR target tra 18,67% e 26,5%. Mantiene una quota residua di bond per smussare le fasi di stress, e proprio sul confronto fra questo profilo e un equivalente portafoglio in ETF amministrato la simulazione interna di Fineco AM stima l’extra-performance annualizzata di circa l’1% derivante dall’efficienza fiscale strutturale.

Passive Underlyings 9 (ISIN IE000D52GPT0) è il profilo full-equity: 100% azionario globale tramite ETF MSCI ACWI. SRI 4 su 7, VaR target tra 20% e 30%. Pensato per orizzonti molto lunghi (10+ anni) e investitori con elevata tolleranza alla volatilità, che vogliono delegare la gestione attiva pur mantenendo una struttura passiva sui sottostanti. È la versione “puro motore” della famiglia.

Fineco AM Passive Underlyings - i vari profili degli ETF
Fineco AM Passive Underlyings - i vari profili degli ETF dalla locandina ufficiale

Quanto hanno reso i comparti: i numeri di luglio 2026

Dopo oltre due anni di vita della gamma, i numeri permettono un primo bilancio concreto. Ecco i rendimenti dei sette comparti dalla rendicontazione ufficiale Fineco del 24 luglio 2026 (classe A EUR ad accumulazione), insieme al peso azionario effettivo in portafoglio alla data di composizione più recente.

CompartoNAVYTD 20261 annoAzionario effettivo
Passive Underlyings 3106,48+1,40%+2,49%14,1%
Passive Underlyings 4106,41+1,86%+3,14%19,4%
Passive Underlyings 5109,21+3,02%+5,09%28,8%
Passive Underlyings 6115,10+4,49%+7,57%38,6%
Passive Underlyings 7126,50+7,26%+12,39%57,4%
Passive Underlyings 8158,31+10,91%+18,82%82,2%
Passive Underlyings 9127,43+12,05%+21,36%95,9%

Rendicontazione Fineco del 24/07/2026, classe A EUR Acc. Azionario effettivo: composizione di portafoglio al 31/05/2026. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

La lettura più interessante è la progressione ordinata dei risultati: su 12 mesi si va dal +2,49% del profilo più prudente al +21,36% del full-equity, esattamente la scala che ci si aspetta da una gamma costruita per gradi di rischio crescenti. Il 2026 è positivo per tutti e sette i comparti, nonostante un ultimo mese debole su tutta la linea (tra -0,8% e -1,1%).

Vale la pena notare anche lo scostamento tra pesi nominali e pesi azionari effettivi: il comparto 8 viaggia all’82,2% contro l’85% di riferimento, il 9 al 95,9% contro il 100%. È la gestione attiva del VaR di cui parlavo sopra, non una replica statica: il team di Fineco AM Passive Underlyings modula l’esposizione dentro le bande consentite. Nei portafogli compare anche una quota d’oro di circa l’1,7% come diversificatore, insieme a una copertura dinamica sul cambio della componente USA.

A chi si rivolge Fineco AM Passive Underlyings

La gamma è stata costruita per coprire una platea ampia, dal cliente prudente a quello aggressivo. Sui portafogli che seguo, individuo tre profili tipici per cui questi comparti funzionano in modo particolarmente efficace:

  1. Investitori “fai-da-te” in ETF che hanno accumulato plusvalenze importanti e si trovano nella scomoda condizione di dover ribilanciare pagando il 26% sui guadagni realizzati. Il passaggio a un comparto Passive Underlyings consente di mantenere la stessa esposizione di mercato con efficienza fiscale strutturale e zero attrito sui ribilanciamenti.
  2. Investitori che cercano un “core” di portafoglio efficiente, da affiancare a una parte “satellite” composta da fondi attivi tematici, ETF settoriali o titoli singoli per scelte tattiche. Sui Passive Underlyings 6 e 7 si costruisce una base solida; sui satellite si esprime la propria visione di mercato.
  3. Investitori non esperti che vogliono un’asset allocation gestita da un team specializzato, senza dover monitorare quotidianamente i mercati né scegliere singolarmente gli ETF da combinare. Per questo target, Passive Underlyings è una soluzione “chiavi in mano” che mantiene comunque trasparenza sui sottostanti.

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Aspetti da considerare prima di sottoscrivere

Va detto con onestà: Passive Underlyings non è un prodotto a capitale protetto. Al rimborso il valore può risultare inferiore a quello investito, perché si tratta di un’esposizione ai mercati e segue le dinamiche dei mercati. L’indicatore di rischio SRI varia da 2 a 4 su 7 in funzione del profilo scelto, e i comparti sono classificati come idonei per un orizzonte di almeno 5 anni.

Inoltre, la gamma è disponibile esclusivamente per clienti Fineco: non è acquistabile su altri intermediari. Per chi è già in Fineco, è un fatto irrilevante; per chi non lo è ancora, va considerato come un passaggio operativo da fare prima.

Infine, la gestione attiva non garantisce l’extra-rendimento rispetto a un omologo benchmark passivo. Le simulazioni storiche e i back-test sull’efficienza fiscale sono indicativi, e il rendimento futuro dipende dalle condizioni di mercato e dalle scelte di gestione. È importante leggere prospetto e KID prima di sottoscrivere, e calibrare il profilo sul proprio orizzonte e tolleranza al rischio.

Domande frequenti su Fineco AM Passive Underlyings

Tre differenze pratiche. Primo, l’asset allocation viene gestita dinamicamente da un team dedicato con ribilanciamento giornaliero, dentro limiti di rischio (VaR) predefiniti. Secondo, i ribilanciamenti interni non generano eventi fiscali per l’investitore: le plusvalenze restano dentro la struttura e continuano a comporre. Terzo, esiste un controllo strutturato del rischio (banda di volatilità target), praticamente impossibile da replicare in un portafoglio di ETF gestito in proprio senza un’infrastruttura tecnologica adeguata.

Le commissioni puntuali (management fee, oneri ricorrenti complessivi) sono indicate nel KID di ciascun comparto, disponibile sui siti di Fineco e di Fineco Asset Management. La gamma non prevede commissioni di performance, ed è espressamente disegnata per privilegiare ETF a basso costo come fondi sottostanti. Sul totale, è uno dei prodotti gestiti più competitivi in termini di TER fra le soluzioni multi-asset attualmente disponibili sul mercato italiano.

Sì. Lo switch fra comparti della stessa famiglia è una delle opzioni più utilizzate per modulare il profilo di rischio nel tempo: ad esempio, passare da un Passive Underlyings 7 a un Passive Underlyings 5 quando l’orizzonte temporale si avvicina. Anche lo switch è gestibile fiscalmente con la stessa logica di efficienza interna, ed è qui che si vede il vantaggio di avere una gamma completa con sette gradini di rischio.

I comparti sono ad accumulazione: i proventi degli strumenti sottostanti (cedole obbligazionarie, dividendi azionari) vengono reinvestiti dentro il fondo, alimentando la capitalizzazione composta e mantenendo l’efficienza fiscale strutturale, ovvero l’assenza di tassazione sui redditi periodici. Per chi cerca rendita periodica esistono altre soluzioni del catalogo Fineco; Passive Underlyings è disegnato per la fase di accumulo del capitale.

L’importo minimo non dipende dal servizio di consulenza: il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 euro. I comparti si possono detenere sul dossier ordinario oppure inserire in un piano finanziario dei servizi di consulenza a pagamento Advice e Advice+: cambia il perimetro del servizio e il modello commissionale, non la soglia di ingresso al fondo. La modalità più adatta dipende dal patrimonio iniziale, dall’orizzonte e dalla volatilità che si vuole gestire in fase di ingresso.

Dipende dall’orizzonte e dal turnover. Su orizzonti brevi e con basso turnover, la differenza è marginale. Su orizzonti lunghi (10+ anni) e con ribilanciamenti frequenti, il vantaggio fiscale strutturale del fondo UCITS rispetto al regime amministrato diventa rilevante in termini di capitale finale composto. La risposta corretta passa sempre da una valutazione personalizzata, perché entrano in gioco anche le minusvalenze pregresse, l’eventuale presenza di altri prodotti in portafoglio, e gli obiettivi di prelievo futuri.

Conclusioni: per chi ha senso e per chi no

Fineco AM Passive Underlyings non è un prodotto rivoluzionario nei singoli ingredienti: l’idea di mettere ETF dentro un involucro UCITS attivamente gestito esiste da diversi anni anche presso altri operatori internazionali. Quello che la rende interessante è la combinazione: gamma completa di sette profili, efficienza fiscale tipica dei fondi UCITS, costi contenuti grazie agli ETF sottostanti, e una gestione disciplinata del rischio che opera in modo continuativo.

Per chi sta gestendo da solo un portafoglio in ETF e si trova ad accumulare plusvalenze latenti senza riuscire a ribilanciare per timore della tassazione, è probabilmente la soluzione più pulita oggi disponibile dentro Fineco. Per chi invece vuole una soluzione “core” efficiente da combinare con scelte tattiche, è uno dei mattoni più solidi su cui costruire l’asset allocation di lungo periodo.

Per chi cerca capitale protetto, cedole periodiche o prodotti a scadenza, esistono alternative dedicate nel catalogo Fineco AM, come i fondi della famiglia Smart Defence o i prodotti a finestra obbligazionaria. Passive Underlyings risponde a un’esigenza diversa: investire bene nel lungo periodo, con costi contenuti e attrito fiscale ridotto. Se è quello che stai cercando, è uno strumento che vale la pena conoscere a fondo.

Se vuoi capire come questi portafogli si inserirebbero nella tua strategia complessiva, puoi conoscere meglio Alessandro Sorvillo, consulente finanziario Fineco, e prenotare un primo confronto gratuito.

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Sono Alessandro Sorvillo, Consulente Finanziario Fineco a Roma. Se vuoi capire se un comparto della famiglia Passive Underlyings è coerente con i tuoi obiettivi e con la fiscalità del tuo portafoglio attuale, fissiamo un primo confronto gratuito di 30 minuti dal mio calendario online. Senza impegno, e con una valutazione concreta dei numeri.

Nota Informativa e Disclaimer

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione personalizzata. Le informazioni contenute in questa pagina potrebbero contenere imprecisioni o non essere aggiornate alle condizioni attuali dell’investimento 

Le eventuali performance storiche citate non sono indicative di performance future. Ogni investimento comporta rischi e il valore dell’investimento può aumentare o diminuire nel tempo. Al momento del rimborso l’investitore potrebbe ricevere un importo inferiore rispetto a quello originariamente investito.

Prima di qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare il prospetto completo e il KID (Key Information Document) in italiano, generalmente disponibili su finecobank.com e finecoassetmanagement.com, e di confrontarsi con un consulente finanziario abilitato che possa valutare la compatibilita di questo strumento con il proprio profilo di investitore. Fineco Asset Management D.A.C. fa parte del Gruppo FinecoBank ed e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda.

Alessandro Sorvillo
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