Eurizon Azioni Italia è il fondo azionario italiano di Eurizon Capital SGR, la società di gestione del gruppo Intesa Sanpaolo. Investe in azioni quotate a Piazza Affari, esiste dal 1994 e oggi amministra un patrimonio di 994 milioni di euro, di cui oltre mezzo miliardo affidato dai soli sottoscrittori retail della Classe R.
È anche uno dei fondi italiani più cercati in assoluto: chi ha Eurizon Azioni Italia in portafoglio, o se lo è visto proporre in filiale o dal proprio consulente, ne cerca il nome, l’ISIN e la quotazione ogni giorno. In questa analisi leggo per te i documenti ufficiali del 2026: KID, Relazione di gestione annuale, Relazione semestrale e scheda mensile. Ne esce il ritratto di un fondo storico, con un 2025 sopra il benchmark e alcune cose da sapere prima di sottoscrivere o di tenere.
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Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
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Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
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● In sintesi
Le cinque cose essenziali da sapere su Eurizon Azioni Italia:
- Cos'è: Eurizon Azioni Italia è il fondo comune azionario Italia di Eurizon Capital SGR (gruppo Intesa Sanpaolo), operativo dal 15 settembre 1994. ISIN Classe R IT0001021192.
- Dove investe: azioni italiane a media e alta capitalizzazione, con benchmark 95% FTSE Italia All-Share Capped e gestione attiva.
- Quanto ha reso: +36,0% nel 2025 contro il +34,4% del benchmark; a fine giugno 2026 batte l'indice anche a 12 mesi e a 3 anni.
- Rischio: indicatore 4 su 7, orizzonte raccomandato di 5 anni.
- Patrimonio: 994 milioni di euro al 31 luglio 2026, quattro stelle Morningstar.
Cos'è Eurizon Azioni Italia e come funziona
Eurizon Azioni Italia è un fondo comune di investimento aperto di diritto italiano (OICVM), categoria Azionari Italia, appartenente al Sistema Mercati di Eurizon. Il KID in vigore dal 27 febbraio 2026 lo descrive così: il fondo investe principalmente in azioni denominate in euro e quotate nei mercati regolamentati italiani, emesse soprattutto da società a capitalizzazione media ed elevata.
Il parametro di riferimento è composto per il 95% dal FTSE Italia All-Share Capped e per il 5% dal Bloomberg Euro Treasury Bill. La gestione è attiva: il fondo non replica l’indice, ma seleziona i titoli su analisi fondamentale e strategica, con un grado di discrezionalità rispetto al benchmark che il KID definisce contenuto e un tasso di movimentazione del portafoglio significativo. In pratica: il gestore si muove attorno all’indice di Piazza Affari, scegliendo su quali titoli pesare di più e su quali di meno.
Alla guida c’è Francesco De Astis, come riporta la scheda mensile al 31 luglio 2026. Il fondo è ad accumulazione (i proventi restano nel patrimonio), promuove caratteristiche ambientali e sociali ai sensi dell’art. 8 del Regolamento SFDR e rientra tra gli investimenti qualificati previsti dalla normativa sui PIR (art. 1, comma 89, Legge 232/2016).
Si accede con versamento in unica soluzione o con piano di accumulo a partire da 50 euro, tramite i collocatori: l’elenco della Relazione semestrale comprende Intesa Sanpaolo, Fideuram, decine di banche di credito cooperativo e anche Finecobank, dove Eurizon Azioni Italia è sottoscrivibile pure in PAC dal marzo 2025. Il rimborso si può chiedere in qualsiasi momento senza preavviso, e la quota viene calcolata con cadenza giornaliera: la liquidabilità è quella tipica dei fondi aperti, senza finestre né vincoli temporali.
La storia: 31 anni e quattro nomi
Pochi fondi italiani possono mostrare un track record dal 1994. Eurizon Azioni Italia è stato istituito il 21 settembre 1993 ed è operativo dal 15 settembre 1994: la Relazione di gestione ricostruisce l’intera genealogia, che vale la pena conoscere perché molti risparmiatori lo hanno sottoscritto sotto un altro nome.
Il fondo si è chiamato BN Azioni Italia fino all’agosto 2003, poi Sanpaolo Italian Equity Risk fino all’aprile 2008, quindi Eurizon Focus Azioni Italia fino al maggio 2011, quando ha assunto il nome attuale. Nel tempo ha anche inglobato tre fondi: Nextra Azioni Italia nel 2008, Eurizon Azioni Italia 130/30 nel 2011 e, più di recente, Eurizon AM Azioni Italia nel giugno 2022, l’ex fondo Pramerica confluito dopo la fusione delle due SGR.
Se nel cassetto hai un vecchio rendiconto con uno di questi nomi, il prodotto è lo stesso: stessa strategia sulle azioni italiane, stesso patrimonio che si è tramandato di denominazione in denominazione. La continuità è un’informazione utile anche per leggere i rendimenti: la serie storica decennale pubblicata dalla SGR si riferisce sempre a questo portafoglio.
Dove investe Eurizon Azioni Italia: il portafoglio
La scheda mensile al 31 luglio 2026 fotografa il portafoglio di Eurizon Azioni Italia: una selezione concentrata sui grandi nomi di Piazza Affari. Le prime dieci posizioni valgono insieme il 53,5% del fondo:
| Titolo | Peso |
|---|---|
| UniCredit | 9,40% |
| Intesa Sanpaolo | 9,23% |
| Enel | 7,33% |
| Eni | 5,45% |
| Generali | 4,16% |
| Banca Monte dei Paschi | 4,00% |
| STMicroelectronics | 3,66% |
| Leonardo | 3,49% |
| Ferrari | 3,43% |
| Banco BPM | 3,33% |
La Relazione di gestione al 30 dicembre 2025 aggiunge la ripartizione geografica: il 93,8% delle attività è investito in Italia, con piccole quote in Paesi Bassi (dove hanno sede legale società come Ferrari e Stellantis), Svizzera e Lussemburgo. Tra i settori pesa più di tutti il meccanico e automobilistico, al 14,0% delle attività, seguito dal minerale e metallurgico all’8,6%, oltre naturalmente al blocco bancario e assicurativo che domina le prime posizioni. La liquidità è appena l’1,66%: il fondo resta investito quasi per intero.
È la fisionomia tipica di un azionario Italia gestito attivamente: l’ossatura sono le banche, l’energia e l’industria che dominano il FTSE Italia All-Share, e il valore aggiunto si gioca sui pesi. Da notare che tra le posizioni compare anche la stessa Intesa Sanpaolo, capogruppo della SGR: una presenza inevitabile per chi investe sul listino milanese, dove il titolo è tra i primi per capitalizzazione.
Rischio e scenari: cosa dice il KID
Il KID assegna a Eurizon Azioni Italia un indicatore sintetico di rischio di 4 su 7, il livello medio, calcolato ipotizzando che il prodotto sia mantenuto per l’intero periodo di detenzione raccomandato: 5 anni. È un azionario puro su un solo Paese: le oscillazioni vanno messe in conto, e l’orizzonte serve proprio ad attraversarle.
Gli scenari di performance su 10.000 euro a 5 anni dicono questo: nello scenario moderato il rimborso stimato è di 15.930 euro (9,76% medio annuo), in quello favorevole 27.160 euro, in quello sfavorevole 9.880 euro. Lo scenario di stress, costruito sulle circostanze di mercato estreme, scende a 2.990 euro. Sono illustrazioni basate sugli ultimi dieci anni dell’indice di riferimento, non promesse: il decennio include sia il -15,9% del 2018 sia il +36,0% del 2025.
Il dato più citato del KID è la stima sul rendimento atteso: se l’uscita avviene alla fine dei 5 anni raccomandati, si prevede un rendimento medio annuo del 12,6% prima dei costi e del 9,8% al netto dei costi. La differenza, 2,8 punti l’anno, è l’incidenza dei costi su cui torniamo tra poco.
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
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Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
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Senza penali
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Quanto ha reso Eurizon Azioni Italia
Partiamo dal dato più recente, che è anche il più favorevole: il 2025 si è chiuso a +36,0% per la Classe R, contro il +34,4% del benchmark. Un anno eccezionale per tutta Piazza Affari, che il fondo ha cavalcato facendo meglio dell’indice al netto delle commissioni. E la corsa è proseguita: la scheda al 30 giugno 2026 mostra il fondo sopra il benchmark sia a 12 mesi (32,5% contro 31,5%) sia a 3 anni di media annua composta (26,3% contro 25,8%), mentre a 5 anni resta leggermente sotto (18,4% contro 18,8%).
La Relazione di gestione pubblica la serie completa degli ultimi dieci anni solari, fondo contro benchmark:
| Anno | Classe R | Benchmark |
|---|---|---|
| 2016 | -7,3% | -6,1% |
| 2017 | +18,5% | +18,4% |
| 2018 | -15,9% | -13,4% |
| 2019 | +28,1% | +30,7% |
| 2020 | -2,7% | -3,7% |
| 2021 | +28,8% | +27,5% |
| 2022 | -12,0% | -9,6% |
| 2023 | +27,8% | +29,2% |
| 2024 | +17,5% | +17,8% |
| 2025 | +36,0% | +34,4% |
La lettura onesta è doppia. Sul decennio, Eurizon Azioni Italia ha battuto il parametro in tre anni pieni (2020, 2021 e 2025) e lo ha praticamente pareggiato nel 2017 e nel 2024; negli altri anni è rimasto sotto, come è normale per un fondo che sconta le commissioni mentre l’indice corre senza costi. Nelle finestre recenti, però, la gestione sta aggiungendo valore anche al netto: è il dato che distingue questo fondo da molti azionari Italia della stessa generazione.
Un avvertimento di metodo: le finestre mobili a 1, 3 e 5 anni si spostano ogni mese, e un semestre eccezionale le tira tutte verso l’alto insieme. Gli anni solari della tabella sono invece periodi chiusi, che non cambiano più: per farsi un’idea di come Eurizon Azioni Italia si comporta nel tempo conviene guardare prima quelli, e usare le finestre come aggiornamento.
Due indicatori completano il quadro. La volatilità a un anno è del 15,33% e lo Sharpe ratio di 1,80 secondo la scheda al 30 giugno 2026, mentre Borsa Italiana calcola uno Sharpe a un anno di 1,97. La Tracking Error Volatility è 1,07%: la gestione è attiva ma disciplinata, si muove vicino all’indice senza scommesse estreme. Il patrimonio, infine, è salito a 994 milioni al 31 luglio 2026, spinto soprattutto dal mercato: nel 2025 il risultato di gestione ha aggiunto 139 milioni alla sola Classe R, a fronte di una raccolta netta negativa per 29,7 milioni.
Quanto costa Eurizon Azioni Italia
I costi vanno letti nel KID, ed è giusto riportarli per intero. Per la Classe R, quella dedicata alla generalità degli investitori, la sottoscrizione prevede un costo di ingresso dell’1,5% più 5 euro di diritti fissi. Ogni anno il fondo addebita poi l’1,89% di commissioni di gestione e altri costi amministrativi, più uno 0,49% stimato di costi di transazione legati alla movimentazione del portafoglio.
È prevista anche una commissione di performance: il 20% della differenza maturata nell’anno solare tra l’incremento della quota e quello del benchmark. Il meccanismo ha però una tutela importante per il sottoscrittore: scatta solo se il fondo ha prima recuperato le eventuali sottoperformance passate rispetto al parametro. Non è teoria: nel 2025, nonostante il fondo abbia chiuso sopra il benchmark, alla Classe R non è stata addebitata alcuna commissione di performance, proprio perché il conteggio partiva dal recupero degli anni precedenti. Il KID la stima infatti in 7 euro su 10.000 investiti, la media degli ultimi cinque anni.
Sommando tutto, l’incidenza annuale dei costi indicata dal KID è del 2,8% sull’orizzonte dei 5 anni (4,0% il primo anno, per effetto dell’ingresso), pari a 1.619 euro totali su 10.000 investiti nello scenario moderato. È il livello tipico degli azionari attivi collocati in banca, ed è il numero da mettere accanto al 12,6% lordo atteso per capire cosa resta: il 9,8% netto di cui sopra.
Chi entra in Eurizon Azioni Italia con un piano di accumulo trova numeri quasi identici: il KID dedicato al PAC indica la stessa incidenza del 2,8% annuo e stima un 13,1% lordo che diventa un 10,3% netto. Sul piano l’ingresso dell’1,5% si applica a ogni versamento, con 1 euro di diritti fissi per rata.
Classe R e Classe X: le due versioni del fondo
Dal 19 febbraio 2018 il fondo prevede tre classi di quote. La Classe R (ISIN IT0001021192) è quella sottoscrivibile dalla generalità degli investitori. Le classi I e X sono riservate esclusivamente ai clienti professionali, come definiti dalla normativa MiFID: non si comprano allo sportello.
Il confronto tra i due KID di Eurizon Azioni Italia resta comunque istruttivo, perché le classi possiedono lo stesso identico portafoglio. La Classe X (ISIN IT0005320301) dichiara commissioni di gestione dello 0,84% annuo, costi di ingresso a zero (restano solo 5 euro di diritti fissi) e nessuna commissione di performance, per un’incidenza totale dell’1,3% annuo contro il 2,8% della Classe R. Sul rendimento atteso, il KID della X stima un 11,3% netto a fronte dello stesso 12,6% lordo.
La differenza remunera la filiera distributiva e i servizi che accompagnano il collocamento al pubblico retail: consulenza, assistenza, rete. Nei numeri della Relazione, la Classe X pesa 346 milioni e le sue sottoscrizioni passano direttamente per Eurizon Capital, mentre la Classe R con i suoi 511 milioni resta il cuore del fondo. Chi cerca “eurizon azioni italia x” su Google trova quindi una classe reale, ma non una porta d’ingresso: per un investitore privato il fondo è la Classe R, e il costo pieno va messo in conto nella valutazione.
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
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Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
Senza penali
A differenza delle polizze, un fondo comune si vende quando vuoi, senza penali, e il dossier si trasferisce in un’altra banca gratuitamente.
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I fondi gemelli da non confondere
La famiglia Eurizon conta diversi prodotti con nomi somiglianti, e la confusione è frequente anche nelle ricerche online. I principali omonimi da distinguere:
- Piano Azioni Italia (Classe A IT0005245714): è un altro fondo della stessa casa, rientra tra gli investimenti qualificati destinati ai piani individuali di risparmio (PIR) e ha regole e costi propri.
- Eurizon Azioni PMI Italia (IT0001470183): investe sulle piccole e medie imprese quotate, non sulle large cap del listino principale.
- Eurizon PIR Italia Azioni (IT0005250409): il comparto azionario PIR della casa, altro ISIN e altra struttura.
- Eurizon AM Azioni Italia: non esiste più come fondo autonomo, è stato incorporato in Eurizon Azioni Italia nel giugno 2022.
- Eurizon Azioni Italia 130/30: anche questo incorporato, già nel 2011.
Prima di confrontare rendimenti o costi letti su siti diversi, verifica sempre l’ISIN: IT0001021192 identifica la Classe R di cui parliamo in questa pagina. Diversi portali finanziari mescolano le schede degli omonimi, e capita di leggere dati del fondo PIR attribuiti a questo, o viceversa.
La qualifica ESG e l'orizzonte: cosa è cambiato nel KID
Un dettaglio che nessuna scheda comparativa racconta: tra il 2023 e il 2026 il KID di Eurizon Azioni Italia è cambiato in due punti sostanziali. Il documento del 28 febbraio 2023, ancora oggi rintracciabile su Google, riportava la dicitura “Qualifica: Fondo sostenibile e responsabile” e un periodo di detenzione raccomandato di 6 anni. Il KID in vigore dal 27 febbraio 2026 non contiene più la qualifica, e l’orizzonte è sceso a 5 anni.
La sparizione della qualifica non riguarda solo questo fondo e non significa che il portafoglio sia cambiato: il fondo resta un prodotto ex art. 8 SFDR, che promuove caratteristiche ambientali e sociali. È l’effetto della stretta europea sulla terminologia: le linee guida ESMA sui nomi e sulle qualifiche legate alla sostenibilità (ESMA34-472-440, maggio 2024) hanno imposto criteri più severi per potersi presentare come “sostenibile”, e molte case di gestione hanno preferito ritirare le diciture dai documenti.
Anche la stima di rendimento atteso è cambiata, in meglio: il KID 2023 indicava un 8,7% lordo e un 6% netto, quello 2026 un 12,6% lordo e un 9,8% netto. Non è una promessa migliorata, è la fotografia mobile del decennio: i due anni eccellenti di Piazza Affari sono entrati nel calcolo e hanno alzato la media. Vale come promemoria sul peso da dare a queste proiezioni.
Eurizon Azioni Italia conviene? Per chi ha senso
Il mio parere da consulente finanziario, dati alla mano. Eurizon Azioni Italia è una scelta sensata per chi vuole un’esposizione gestita attivamente all’azionario italiano dentro un portafoglio già diversificato: la casa è solida, il track record è trentennale, la gestione nelle finestre recenti sta battendo il benchmark al netto dei costi e il rischio è tenuto sotto controllo, come racconta la Tracking Error Volatility di appena 1,07%.
I punti da valutare con attenzione sono tre. Il primo è l’orizzonte: 5 anni è il minimo raccomandato dal KID, e la serie storica mostra perché, con drawdown annuali anche a doppia cifra. Il secondo è il peso in portafoglio: un fondo che investe il 93,8% in un solo Paese è per costruzione concentrato, e lo stesso KID lo destina a chi vuole che rappresenti “una quota parte” dei propri investimenti, non il portafoglio intero. Il terzo è il costo: il 2,8% annuo di incidenza chiede alla gestione di guadagnarsi il proprio spazio, cosa che negli ultimi tre anni sta avvenendo, ma che sul decennio pieno non è stata la regola.
C’è infine il tema fiscale: essendo un investimento qualificato ai fini PIR, per chi costruisce un piano individuale di risparmio il fondo può avere un ruolo anche in quella cornice. Se ti stai chiedendo quanto pesa (o quanto dovrebbe pesare) l’Italia nel tuo portafoglio complessivo, è esattamente il tipo di domanda da cui parte un check up di portafoglio fatto bene.
Domande frequenti su Eurizon Azioni Italia
Come vanno i fondi Eurizon?
Dipende dal fondo: la gamma conta centinaia di prodotti tra azionari, obbligazionari e bilanciati. Eurizon Azioni Italia è tra quelli che stanno andando meglio: +36,0% nel 2025 contro il +34,4% del benchmark e quattro stelle Morningstar. Altri fondi della gamma, soprattutto bilanciati e obbligazionari, hanno storie diverse: ogni prodotto va giudicato sui suoi numeri, a partire dal confronto col proprio benchmark.
Quanto rende Eurizon Azioni Italia?
Al 30 giugno 2026 il fondo segna +32,5% a 12 mesi, +26,3% medio annuo composto a 3 anni e +18,4% a 5 anni. Nel 2025 ha chiuso a +36,0%. Sono rendimenti figli di un biennio eccezionale di Piazza Affari: la stessa serie decennale contiene anni come il -15,9% del 2018 e il -12,0% del 2022.
Qual è la quotazione di Eurizon Azioni Italia?
Il valore della quota della Classe R era di 48,926 euro al 31 luglio 2026. La quotazione aggiornata si trova ogni giorno sul sito di Eurizon Capital nella sezione valori quota, sul Sole 24 Ore e sui principali portali finanziari, cercando l’ISIN IT0001021192.
Che differenza c'è tra Classe R e Classe X?
Il portafoglio è identico, cambia il regime commissionale: la Classe R (incidenza 2,8% annua) è quella per la clientela al dettaglio, la Classe X (1,3%) è riservata ai clienti professionali e non è sottoscrivibile da un investitore privato.
Eurizon Azioni Italia è un fondo sostenibile?
Il fondo promuove caratteristiche ambientali e sociali ai sensi dell’art. 8 del Regolamento SFDR. La dicitura “Fondo sostenibile e responsabile”, presente nel KID fino al 2023, non compare più nei documenti attuali, in linea con i criteri più severi introdotti dalle linee guida ESMA del 2024.
Eurizon Azioni Italia conviene?
Per chi cerca l’azionario Italia con una gestione attiva prudente, il fondo ha argomenti concreti: track record dal 1994, benchmark battuto nelle finestre recenti, rischio controllato. Va dimensionato come componente di un portafoglio diversificato, con un orizzonte di almeno 5 anni e la consapevolezza dei costi della Classe R.
Conclusioni
Eurizon Azioni Italia arriva al traguardo dei trent’anni nel momento migliore della sua storia recente: patrimonio vicino al miliardo, un 2025 chiuso sopra il benchmark e una gestione che sta aggiungendo valore anche al netto dei costi. La serie decennale ricorda che non è sempre andata così, e l’incidenza del 2,8% annuo resta il prezzo della versione retail di un portafoglio che i professionali pagano meno della metà.
Per questo il giudizio non può essere unico: dipende da quanto azionario Italia c’è già nel tuo portafoglio, dall’orizzonte che hai davanti e da come questo fondo si incastra con il resto. Nella classifica dei fondi comuni italiani più grandi trovi il contesto della gamma, mentre per la parte gestita della casa ho analizzato anche Eurizon Investo Smart e la gestione patrimoniale Eurizon GP Collection.
Se vuoi capire se e quanto Eurizon Azioni Italia merita spazio nel tuo caso specifico, come consulente finanziario Fineco posso aiutarti a valutarlo dentro il quadro complessivo, con un confronto senza impegno.
Fonti: KID Eurizon Azioni Italia Classe R del 27/02/2026, Relazione di gestione annuale al 30/12/2025 e Relazione semestrale al 30/06/2026 di Eurizon Capital SGR, scheda mensile al 31/07/2026, scheda del fondo su Borsa Italiana, linee guida ESMA34-472-440.
professionale
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
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Nota Informativa e Disclaimer
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione personalizzata. Le informazioni contenute in questa pagina potrebbero contenere imprecisioni o non essere aggiornate alle condizioni attuali dell’investimento
Le eventuali performance storiche citate non sono indicative di performance future. Ogni investimento comporta rischi e il valore dell’investimento può aumentare o diminuire nel tempo. Al momento del rimborso l’investitore potrebbe ricevere un importo inferiore rispetto a quello originariamente investito.
Prima di qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare il prospetto completo e il KID (Key Information Document) in italiano, generalmente disponibili su finecobank.com e finecoassetmanagement.com, e di confrontarsi con un consulente finanziario abilitato che possa valutare la compatibilita di questo strumento con il proprio profilo di investitore. Fineco Asset Management D.A.C. fa parte del Gruppo FinecoBank ed e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda.





