Copertina su Eurizon Azioni Energia e Materie Prime con impianti energetici e minerali in primo piano
Investimenti

Eurizon Azioni Energia e Materie Prime: il fondo che si muove su un altro ciclo

📅 Pubblicato il 5 Settembre 2026
✏️ Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2026
🕐 … min di lettura

Nel 2022 i mercati azionari mondiali hanno perso il 13,9% in euro e le obbligazioni hanno vissuto l’anno peggiore della loro storia recente. Eurizon Azioni Energia e Materie Prime, nello stesso anno, ha guadagnato il 21,3%. Due anni prima era successo l’esatto contrario: il mondo saliva del 6% e il fondo perdeva il 19,5%.

Questa è la caratteristica che definisce Eurizon Azioni Energia e Materie Prime meglio di qualunque scheda tecnica: si muove su un ciclo suo, che spesso non coincide con quello del resto del portafoglio. Capire questo meccanismo serve più di qualsiasi classifica, perché spiega sia a cosa serve questo fondo, sia perché i suoi rendimenti vanno letti con occhiali diversi da quelli di un azionario globale.

In questa analisi apro i documenti ufficiali del fondo, dalla Relazione di gestione con i dieci anni di storia al KID in vigore, e li metto in fila: cosa c’è dentro, quanto ha reso davvero, quanto costa e per chi ha senso.

●  In sintesi

Eurizon Azioni Energia e Materie Prime in quattro punti:

Cos'è Eurizon Azioni Energia e Materie Prime e come funziona

Eurizon Azioni Energia e Materie Prime è un fondo comune di diritto italiano, gestito da Eurizon Capital SGR, la società di gestione del gruppo Intesa Sanpaolo. Fa parte del Sistema Mercati, la gamma storica dei fondi da collocamento bancario, ed è l’unico azionario puramente settoriale di quel sistema: accanto ci stanno i generalisti, come Eurizon Azioni Internazionali, ISIN IT0001080446, che compra grandi società di tutto il mondo senza guardare al settore.

La sua storia è lunga: istituito il 23 febbraio 1998, operativo dal 12 ottobre dello stesso anno, con durata fissata dal regolamento al 31 dicembre 2050. Fino al 27 aprile 2008 si chiamava Nextra Azioni Energia e Materie Prime, e c’è un dettaglio che pochi ricordano: fino a fine 2007 le scelte di investimento erano delegate a Crédit Agricole Asset Management. Da allora la gestione è tornata in casa, e oggi il fondo è seguito da Francesco Sedati e Maria Luisa Medaglia.

La politica di investimento è scritta nel KID: il fondo investe principalmente in azioni di società che operano nei settori energia e materie prime, di ogni area geografica. Il parametro di riferimento è un benchmark composito: 50% MSCI World Energy in euro, 45% MSCI World Materials in euro, 5% Bloomberg Euro Treasury Bill. Le azioni in portafoglio sono denominate soprattutto in dollari, yen, euro e sterline, e il fondo resta esposto al rischio di cambio: non c’è copertura valutaria.

La gestione è attiva e non replica l’indice: il grado di discrezionalità dichiarato rispetto al benchmark è significativo. Il fondo è ad accumulazione, quindi i proventi non vengono distribuiti ma restano nel patrimonio. L’indicatore di rischio è 4 su 7 e il periodo di detenzione raccomandato è di 5 anni.

Cosa c'è dentro: da ExxonMobil a Glencore

La scheda mensile al 31 luglio 2026 fotografa il portafoglio di Eurizon Azioni Energia e Materie Prime investito quasi per intero: 97,6% in azioni, circa il 2% di liquidità. Le prime dieci posizioni pesano il 42,70% e raccontano bene la doppia anima del fondo.

Da una parte l’energia: ExxonMobil all’8,71%, Baker Hughes al 5,04%, ConocoPhillips al 4,48%, BP al 4,17%, Chevron al 3,78% e Shell al 3,76%. Dall’altra i materiali: International Flavors & Fragrances al 3,34%, Glencore al 3,19%, Akzo Nobel al 3,18% e BHP al 3,07%.

La Relazione semestrale al 30 giugno 2026 scende più in profondità: l’elenco analitico conta 51 posizioni principali che coprono il 92,8% delle attività. Dentro c’è di tutto: le pipeline nordamericane (Kinder Morgan, Enbridge, TC Energy), la chimica europea (Linde, Akzo Nobel), il packaging (Crown Holdings, Stora Enso), le minerarie diversificate (Glencore, BHP, ArcelorMittal) e un blocco di società aurifere (Agnico Eagle, Barrick, Newmont, Franco-Nevada, Wheaton Precious). L’unico titolo italiano è Saipem, all’1,9%.

Il commento di gestione della Relazione semestrale mostra una gestione davvero attiva, con un approccio dichiaratamente value: sovrappeso sull’energia nella prima parte del 2026, quando le tensioni sullo Stretto di Hormuz sostenevano il petrolio, poi rotazione verso la chimica esposta ai consumi e le società di servizi energetici quando il quadro si è disteso. Nel mese di luglio la scelta è cambiata di nuovo: chiuso il sottopeso sull’energia, ricostituite le posizioni nella chimica di base. Chi compra Eurizon Azioni Energia e Materie Prime compra anche questa attività di rotazione continua fra i due comparti.

Illustrazione dei due comparti del fondo energia e materie prime uniti in un portafoglio unico selezionato
Le prime dieci posizioni pesano il 42,70% del portafoglio: la selezione conta quanto il tema.

Quanto ha reso: dieci anni di fondo e benchmark

La fonte più solida sui rendimenti non è un data provider ma la Relazione di gestione annuale di Eurizon Azioni Energia e Materie Prime, che pubblica la serie completa degli ultimi dieci anni solari, fondo contro benchmark, al netto delle commissioni.

AnnoEurizon Azioni Energia e Materie PrimeBenchmark
2016+28,8%+27,2%
2017+1,5%+1,8%
2018-15,2%-11,9%
2019+20,9%+18,6%
2020-19,5%-15,7%
2021+35,1%+36,8%
2022+21,3%+23,3%
2023+4,7%+4,8%
2024+2,7%+4,5%
2025+3,7%+5,6%

La lettura onesta di questa tabella dice due cose. La prima: Eurizon Azioni Energia e Materie Prime ha chiuso sopra il benchmark in due anni su dieci (2016 e 2019), con il 2017 e il 2023 quasi in pareggio. Nel 2025 ha fatto +3,73% contro il +5,60% del parametro. La seconda: gli scarti sono quasi sempre contenuti, uno o due punti, coerenti con una Tracking Error Volatility che negli ultimi tre anni è rimasta fra il 2,6% e il 3,3%. Non è un fondo che scommette lontano dal suo indice.

Il dato che invece sorprende è la forma della serie: anni a +35% e anni a -19%, con il segno che spesso non coincide con quello dei mercati globali. Ci torno fra un attimo, perché è il punto centrale.

Le finestre mobili raccontano una storia diversa

Se invece degli anni solari si guardano le finestre mobili, il quadro cambia, e in meglio. La scheda mensile al 31 luglio 2026 mostra Eurizon Azioni Energia e Materie Prime sopra il benchmark a dodici mesi: +33,2% contro +32,6%. Il dato certificato al 30 giugno conferma: +30,5% contro +29,7% sugli ultimi dodici mesi.

Sulle finestre lunghe il rapporto si inverte: 9,5% annuo composto contro 11,4% a tre anni, 11,4% contro 13,1% a cinque. È la stessa tensione che si ritrova su altri fondi della gamma: le finestre mobili si spostano ogni mese e un’annata brillante le tira su tutte insieme, mentre gli anni solari sono periodi chiusi che non si muovono più. Vanno lette entrambe, sapendo cosa misura ciascuna.

Un numero però merita di essere sottolineato: lo Sharpe Ratio a un anno è 2,60, con una volatilità del 12,07%. Nell’ultimo anno il fondo ha remunerato molto bene il rischio che ha fatto correre. E il 2026 in corso è un’annata forte per Eurizon Azioni Energia e Materie Prime: +21,9% da inizio anno al 31 luglio.

A cosa serve in portafoglio: la decorrelazione

Qui sta il vero motivo per cui Eurizon Azioni Energia e Materie Prime merita un’analisi a parte. Ho messo in fila i suoi anni solari con quelli dell’MSCI World in euro, ricostruiti dalle chiusure di dicembre di un ETF che lo replica: sono una mia elaborazione, non un dato pubblicato dall’emittente, ma la fotografia è nitida.

Nel 2022, l’anno in cui azioni mondiali e obbligazioni scendevano insieme e l’inflazione correva, il fondo ha fatto +21,3% contro il -13,9% dell’azionario globale: 35 punti di distanza. Nel 2020, l’anno del Covid, è successo l’opposto: il mondo chiudeva a +6,2% trainato dalla tecnologia e il fondo perdeva il 19,5%, perché il petrolio era crollato. Nel triennio 2023-2025 i mercati globali hanno corso (+19,8%, +27,0%, +7,6%) mentre il fondo si è fermato fra il +2,7% e il +4,7% l’anno.

La lezione è che Eurizon Azioni Energia e Materie Prime non è una versione alternativa dell’azionario mondiale: è un’esposizione all’inflazione reale e al ciclo delle materie prime. Quando i prezzi di petrolio, gas e metalli salgono, il fondo tende a salire anche se il resto del portafoglio soffre, come nel 2022. Quando il mercato è trainato da tecnologia e crescita, resta indietro.

Per chi ha un portafoglio concentrato su azionario globale e obbligazioni, una quota contenuta di energia e materie prime può funzionare da contrappeso nelle fasi di inflazione. Il rovescio della medaglia è che nei lunghi periodi di inflazione calma quella quota frena il rendimento complessivo. È uno strumento con una funzione precisa, non un motore di lungo periodo.

Anni solari di Eurizon Azioni Energia e Materie Prime contro MSCI World in euro dal 2016 al 2025 con 2020 e 2022 in controtendenza
Fonte: Relazione di gestione 2025; MSCI World ricostruito dalle chiusure di dicembre di un ETF in euro.

Il KID è doppio: unica soluzione e piano di accumulo

Il documento informativo di Eurizon Azioni Energia e Materie Prime in vigore dal 27 febbraio 2026 contiene in realtà due prodotti: l’investimento in unica soluzione e il piano di accumulo. I numeri non coincidono, e vale la pena saperlo prima di confrontare le cifre con quelle di altre fonti.

Nella versione in unica soluzione, lo scenario moderato a 5 anni ipotizza un rendimento medio del 9,7% lordo che diventa 7% netto dopo i costi. Nella versione piano di accumulo, gli stessi campi dicono 12,5% lordo e 9,7% netto. L’incidenza annuale dei costi è simile, 2,7% contro 2,8%, ma le stime di rendimento sono diverse perché i versamenti entrano in momenti diversi.

Lo scenario di stress, quello che descrive le condizioni estreme, ipotizza a 5 anni una perdita media del 19,16% l’anno nella versione in unica soluzione: su 10.000 euro investiti, un rimborso possibile di 3.450 euro. È il promemoria che su un settoriale ciclico il rischio non è teorico.

Le stime del KID si muovono con il mercato

C’è un esercizio istruttivo che consiglio a chiunque valuti Eurizon Azioni Energia e Materie Prime: confrontare il KID in vigore con quello di qualche anno fa. La versione del 4 agosto 2023, ancora reperibile in rete, raccomandava un orizzonte di 6 anni (oggi 5) e nello scenario moderato stimava un rendimento del 5,4% lordo e del 2,8% netto. Quella di oggi, come visto, dice 9,7% lordo e 7% netto.

Il fondo è lo stesso, la gestione pure. Sono cambiati i dieci anni di storia su cui le stime vengono calcolate: il 2022 straordinario delle materie prime è entrato nella finestra di calcolo, il decennio fiacco precedente ne sta uscendo. La morale è che le proiezioni del KID sono una fotografia del passato recente proiettata in avanti, non una promessa. Vale per questo fondo e per qualunque prodotto con lo stesso documento.

Quanto costa Eurizon Azioni Energia e Materie Prime

I costi di Eurizon Azioni Energia e Materie Prime vanno letti per strati, e i documenti li dichiarano tutti. All’ingresso c’è una commissione di sottoscrizione dell’1,5% più 5 euro di diritti fissi (1 euro sui versamenti del piano di accumulo): il Sistema Mercati prevede il collocamento con commissione su tutti gli azionari, mentre il governativo della stessa gamma, Eurizon Obbligazioni Euro, sta nel regime “no load” e non ne ha nessuna. Ogni anno il KID indica 1,91% fra commissioni di gestione e costi amministrativi (la commissione di gestione a listino è 1,80%) e uno 0,47% di costi di transazione, la stima dei costi di compravendita dei titoli.

Il totale fa un’incidenza annuale del 2,7% sull’orizzonte dei 5 anni raccomandati, che sale al 4% se si esce dopo un solo anno, perché l’ingresso pesa tutto sul primo esercizio. In euro: su 10.000 investiti, 390 euro di costi il primo anno e 1.495 sull’intero quinquennio nello scenario moderato.

Sono i costi tipici di un azionario attivo da collocamento bancario, e il capitolo successivo mostra che una parte del conto, quella legata al risultato, finora non è mai stata presentata.

La commissione di performance che non è mai scattata

Eurizon Azioni Energia e Materie Prime prevede una commissione di performance del 20% dell’extra rendimento rispetto al benchmark, calcolata per anno solare con il cosiddetto modello a benchmark. Il meccanismo però ha una caratteristica pro investitore: la SGR la incassa solo dopo aver recuperato le sottoperformance passate, con un periodo di riferimento che decorre dal 30 dicembre 2021.

Risultato: la Relazione di gestione 2025 certifica che a fine esercizio non è stata accantonata alcuna commissione di performance, e anche nel primo semestre 2026 l’importo addebitato è zero euro, lo 0,0% del patrimonio. La stima della voce nel KID, calcolata sulla media degli ultimi 5 anni, è anch’essa zero.

La lettura va fatta in due sensi. Per chi è dentro il fondo, è una buona notizia: paga la gestione ma non paga premi finché il gestore non recupera il terreno perso sul parametro. Allo stesso tempo, uno zero che dura da anni dice che la condizione per il premio, battere il benchmark dopo il recupero, non si è ancora verificata. Il meccanismo è onesto; il segnale va capito.

Patrimonio e raccolta: un fondo in controtendenza

Sulla gamma storica da sportello i patrimoni sono quasi ovunque in contrazione, e Eurizon Diversificato Etico ne è l’esempio: negli stessi mesi ha lasciato per strada circa 190 milioni, poco più del 10% delle masse. Qui i numeri dicono altro. Il patrimonio di Eurizon Azioni Energia e Materie Prime è passato da 293,7 milioni di euro a fine 2025 a 353,2 milioni al 30 giugno 2026, e la scheda mensile al 31 luglio indica 366 milioni.

Non è solo mercato che sale: nel semestre le quote emesse (4.590.293) hanno superato le quote rimborsate (4.049.923), con una raccolta netta positiva per 11,4 milioni di euro, effettuata soprattutto tramite le reti Intesa Sanpaolo, Intesa Sanpaolo Private Banking, Carifermo e Fideuram. Il numero di quote in circolazione è salito da 16,7 a 17,2 milioni.

Su un fondo del 1998, in una gamma dove la domanda cala da anni, una raccolta positiva è un dato raro: il tema dell’inflazione e delle materie prime ha riportato flussi veri su questo prodotto. Fra i soggetti collocatori, l’elenco ufficiale della Relazione semestrale comprende anche Finecobank, e dalla primavera 2025 Eurizon Azioni Energia e Materie Prime è sottoscrivibile in Fineco anche tramite piani di accumulo.

L'alternativa passiva: replicare il benchmark con due ETF

Chi volesse la stessa esposizione senza la gestione attiva può ricostruire quasi tutto il benchmark di Eurizon Azioni Energia e Materie Prime con due strumenti quotati: l’Xtrackers MSCI World Energy (ISIN IE00BM67HM91, 1.655 milioni di masse) e l’Xtrackers MSCI World Materials (ISIN IE00BM67HS53, 702 milioni), entrambi con TER dello 0,25% l’anno, pesati mezzo e mezzo come nel parametro del fondo.

Il confronto fra le due strade non è scontato come sembra. La replica passiva costa un decimo, e sul lungo periodo la differenza di costo si accumula. La gestione attiva, in cambio, offre la rotazione continua fra i due comparti che si è vista nel commento di gestione, e negli ultimi dodici mesi ha dato un risultato sopra il parametro.

C’è però un dato che chi sceglie la coppia di ETF deve conoscere, e che spiega da solo perché questo paniere va maneggiato con consapevolezza: nel 2022 l’ETF sull’energia ha guadagnato il 54,6% mentre quello sui materiali perdeva il 5,4% (mia elaborazione sulle chiusure di dicembre, in euro). Sessanta punti di forbice dentro lo stesso benchmark, nello stesso anno. Tenere insieme i due comparti, con qualcuno che decide quando pesare l’uno o l’altro, è esattamente il lavoro per cui questo fondo chiede una commissione.

Rendimenti annui dei comparti energia e materiali dal 2022 al 2025 con il vincitore che cambia ogni anno
Fonte: elaborazione sulle chiusure di dicembre dei due ETF Xtrackers, rendimenti in euro.

Per chi ha senso Eurizon Azioni Energia e Materie Prime

Il KID descrive l’investitore tipo: conoscenza anche di base, capacità di sopportare perdite fino all’intero capitale, disponibilità a immobilizzare le somme per 5 anni, e soprattutto un investitore per cui questo fondo non rappresenta l’unica forma di investimento, ma una quota di un portafoglio diversificato e coerente.

Tradotto nella pratica: Eurizon Azioni Energia e Materie Prime è un tassello satellite. Una quota contenuta, indicativamente fra il 5% e il 10% della componente azionaria, per chi vuole in portafoglio un contrappeso legato all’inflazione reale e al ciclo delle materie prime. Chi lo ha comprato allo sportello anni fa come “un azionario qualsiasi” e se lo ritrova in posizione dominante nel dossier ha un problema di costruzione, non di prodotto.

Tre avvertenze completano il quadro. Primo, il rischio cambio è pieno: il portafoglio è dominato dal dollaro e non c’è copertura. Secondo, la ciclicità è violenta, come dimostrano il -19,5% del 2020 e il +35,1% del 2021 uno dietro l’altro. Terzo, il timing qui conta più che altrove: entrare dopo due anni di rally delle materie prime è storicamente il modo migliore per comprare il picco del ciclo.

Domande frequenti su Eurizon Azioni Energia e Materie Prime

Il valore della quota di Eurizon Azioni Energia e Materie Prime viene calcolato ogni giorno e pubblicato sul sito di Eurizon Capital, sul Sole 24 Ore e sulla scheda del fondo su Borsa Italiana. Al 31 luglio 2026 la quota valeva 21,438 euro. Nel 2025 ha oscillato fra un minimo di 14,355 euro in aprile e un massimo di 18,137 euro in gennaio: un’escursione che dice molto sulla volatilità del settore.

La mia opinione da consulente finanziario: è un settoriale gestito con mestiere, con scarti contenuti dal benchmark e una commissione di performance che scatta solo dopo il recupero delle sottoperformance. Va giudicato per la sua funzione, la decorrelazione dal ciclo azionario globale, non per il confronto con un azionario mondiale: sono strumenti con compiti diversi.

Dipende dal ruolo che deve svolgere. Come quota satellite di un portafoglio già diversificato, per proteggersi dalle fasi di inflazione, ha una logica: nel 2022 ha guadagnato il 21,3% mentre azioni e obbligazioni globali scendevano. Come investimento principale no: è troppo ciclico e concentrato su due soli settori.

No. Eurizon Azioni Energia e Materie Prime è ad accumulazione: i proventi realizzati non vengono distribuiti ai partecipanti ma restano nel patrimonio del fondo e si riflettono nel valore della quota.

L’ISIN è IT0001260618. Il fondo si sottoscrive tramite i collocatori: le reti del gruppo Intesa Sanpaolo, Fideuram, numerose banche del territorio e anche Finecobank, dove dal marzo 2025 sono attivi anche i piani di accumulo dedicati. Il versamento avviene in unica soluzione o tramite PAC.

Gli ETF sulle materie prime replicano spesso i prezzi dei futures sulle commodity. Eurizon Azioni Energia e Materie Prime investe invece in azioni di società dei settori energia e materiali: si prende i dividendi e la crescita degli utili, ma anche il rischio azionario. Sono esposizioni simili nel tema e diverse nello strumento.

Conclusioni

Eurizon Azioni Energia e Materie Prime è uno dei fondi più particolari del Sistema Mercati: quasi ventotto anni di storia, una gestione attiva riconoscibile e una funzione che pochi prodotti da collocamento possono vantare, quella di muoversi su un ciclo diverso dal resto del portafoglio. Il 2022 in controtendenza, la raccolta positiva e i dodici mesi sopra il benchmark sono i suoi argomenti; la ciclicità violenta e i costi da fondo attivo sono il prezzo del biglietto.

La domanda giusta non è se sia un buon fondo, ma quanta parte del tuo portafoglio deve occupare Eurizon Azioni Energia e Materie Prime, e con quale compito. È la stessa domanda che vale per qualunque settoriale, e la risposta dipende da come è costruito tutto il resto: se vuoi capire come questo tassello si incastra nel tuo quadro complessivo, come consulente finanziario Fineco posso aiutarti a leggerlo dentro il portafoglio, non isolato.

Se possiedi altri fondi della stessa casa, ho analizzato con lo stesso metodo la classifica dei dieci fondi comuni italiani più grandi, Eurizon Soluzione 40 e Eurizon Azionario Internazionale Etico.

Nota Informativa e Disclaimer

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione personalizzata. Le informazioni contenute in questa pagina potrebbero contenere imprecisioni o non essere aggiornate alle condizioni attuali dell’investimento 

Le eventuali performance storiche citate non sono indicative di performance future. Ogni investimento comporta rischi e il valore dell’investimento può aumentare o diminuire nel tempo. Al momento del rimborso l’investitore potrebbe ricevere un importo inferiore rispetto a quello originariamente investito.

Prima di qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare il prospetto completo e il KID (Key Information Document) in italiano, generalmente disponibili su finecobank.com e finecoassetmanagement.com, e di confrontarsi con un consulente finanziario abilitato che possa valutare la compatibilita di questo strumento con il proprio profilo di investitore. Fineco Asset Management D.A.C. fa parte del Gruppo FinecoBank ed e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda.

Alessandro Sorvillo
CHI HA SCRITTO QUESTO ARTICOLO
Consulente Finanziario Fineco · Private Banker
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