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Come investire soldi: il metodo in quattro passaggi

📅 Pubblicato il 22 Agosto 2026
✏️ Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2026
🕐 … min di lettura

Ci sono più soldi fermi sui conti correnti italiani che in qualunque altro momento degli ultimi vent’anni, e non è per pigrizia. È perché la domanda su come investire soldi non ha una risposta che si possa dare in astratto: dipende da quando ti servono, e quella è una cosa che sa solo chi li possiede.

Il punto di partenza però è un numero, ed è scomodo. A luglio 2026 i prezzi in Italia sono saliti del 2,8% su base annua. Il conto deposito medio a 12 mesi rende il 2,44% lordo, che dopo la ritenuta del 26% e l’imposta di bollo dello 0,20% diventa 1,62% netto. Chi lascia i soldi parcheggiati, anche nel posto più remunerativo tra quelli che non oscillano, perde circa un punto e due decimi di potere d’acquisto ogni anno. Su 50.000 euro sono 600 euro l’anno che se ne vanno senza che nell’estratto conto compaia mai un segno meno.

Questa guida su come investire una somma non contiene una lista dei prodotti migliori, perché non esiste. Contiene il metodo che uso con i clienti quando arrivano con una somma da collocare: quattro passaggi, in ordine, che portano alla famiglia di strumenti giusta prima di guardare un solo nome.

Vale una premessa sul modo in cui è scritta. Chi cerca come investire una somma trova quasi sempre elenchi di strumenti, e un elenco non è una decisione. Qui l’ordine è invertito: prima le domande che restringono il campo, poi gli strumenti che restano, e alla fine i numeri sui costi, che nella maggior parte delle guide non ci sono.

●  In sintesi

Il metodo per capire come investire soldi in modo sensato sta in quattro domande, e nessuna riguarda i prodotti.

Le tre cose che decidono dove mettere i soldi

Chi si chiede come investire soldi parte quasi sempre dalla domanda sbagliata, cioè “quale prodotto rende di più”. È comprensibile e non porta da nessuna parte, perché la risposta cambia ogni sei mesi e non dipende da te.

Le tre cose che decidono davvero sono altre, e dipendono tutte da te.

Quando ti servono. Non “quando pensi che potrebbero servirti”, ma la data in cui è ragionevolmente probabile che tu debba usarli. Un anticipo per la casa nel 2028 è una data. La pensione è una data. “Non lo so” non è una data, e va trasformato in una prima di decidere come investire qualunque cifra, anche in modo approssimativo.

Quanto puoi vederli scendere senza fare qualcosa. È la domanda che nessuno fa e che spiega la maggior parte dei danni che vedo nei portafogli in check-up. Non conta la tolleranza al rischio dichiarata in un questionario: conta cosa hai fatto l’ultima volta che il mercato è caduto del 20%. Se hai venduto, la tua tolleranza è quella, e va progettata di conseguenza.

Cosa succede se ti servono prima. Ogni strumento si comporta in modo diverso quando lo interrompi, e la differenza tra “esci quando vuoi al prezzo del giorno” e “esci quando vuoi ma perdi la protezione” è tutto.

Tenere insieme queste tre risposte è il novanta per cento del lavoro. Il prodotto è la conseguenza, e cambia poco.

Quanto tenere liquido, e perché non è una percentuale fissa

Prima di decidere come investire una somma va deciso quanti soldi non investirne. La regola che circola, tre o sei mensilità di spese, è un punto di partenza ragionevole ma è la media di situazioni che non si assomigliano.

Un dipendente pubblico con casa di proprietà e nessun figlio non ha bisogno della stessa scorta di un libero professionista con reddito variabile e un mutuo. Il primo può stare a tre mensilità, il secondo a nove. La scorta non serve a rendere: serve a non essere costretti a vendere un investimento nel mese peggiore.

Il criterio pratico che uso: metti nella scorta tutto quello che dovresti tirare fuori nei prossimi ventiquattro mesi con probabilità superiore a una su tre. Le spese note (imposte, bollo auto, un intervento in casa già preventivato) ci vanno per intero. Il resto è la vera somma su cui ragionare quando si decide come investire soldi che non servono a breve.

Sul dove tenerla, e su quanto sia sensato lasciarla sul conto corrente invece che su un deposito remunerato, ho scritto una guida a parte: quanti soldi tenere sul conto corrente.

Un tavolo con banconote in euro e un bivio con tre cartelli: acquisto casa, investimenti a lungo termine, fondo di emergenza
Dove va una somma dipende dalla data in cui serve, non dallimporto.

Il metodo in quattro passaggi

Questa è la parte operativa, ed è il cuore della guida su come investire una somma senza affidarsi al caso. Sono quattro passaggi da fare in ordine, e ognuno esclude qualcosa: è così che si arriva a una decisione invece che a un elenco di possibilità.

Passaggio 1: separa la somma in tre parti per data

Non per prodotto, non per rischio: per data. La parte che ti serve entro due anni, quella che ti serve tra due e sette anni, quella che non ti serve prima di sette. Sono tre insiemi diversi che non si mescolano mai, perché rispondono a domande diverse.

La prima parte non si investe, si parcheggia. La seconda cerca un rendimento senza poter tollerare una caduta profonda. La terza è l’unica che può stare in azionario, e infatti è l’unica che nel tempo produce un rendimento reale.

Questo passaggio da solo risolve la maggior parte dei dubbi su come investire i risparmi, perché elimina in un colpo le famiglie di strumenti incompatibili con la data. Se ti servono tra diciotto mesi, l’azionario è fuori discussione qualunque cosa faccia il mercato adesso, e non c’è nessun ragionamento sul rendimento atteso che possa cambiarlo.

Passaggio 2: dai un numero alla caduta che accetti

Per ognuna delle due parti che investi, scrivi la cifra massima che accetti di vedere sul monitor in un anno cattivo. Non la percentuale: la cifra in euro. “Su questi 30.000 accetto di vedere 24.000” è una frase che si può usare per costruire un portafoglio. “Sono un investitore bilanciato” no.

È qui che la maggior parte delle persone scopre di aver bisogno di meno azionario di quanto pensava, oppure di poterne avere molto di più. Ed è anche il passaggio che rende personale la risposta su come investire soldi: due persone con la stessa cifra e lo stesso orizzonte, ma con due numeri diversi in questa casella, finiscono in due portafogli diversi, ed è giusto così.

Passaggio 3: scegli la famiglia, non il prodotto

A questo punto la famiglia di strumenti è quasi decisa dai due passaggi precedenti, e la tabella della sezione seguente la chiude. Il nome del singolo strumento è l’ultimo problema, e va bene che lo sia.

Il ribaltamento è tutto qui: si sceglie la famiglia partendo dai vincoli, non lo strumento partendo dalla vetrina. Chi si informa su come investire partendo dalle classifiche dei prodotti fa il percorso inverso, e finisce per adattare i propri vincoli a uno strumento scelto per altri motivi.

Passaggio 4: decidi come entrare, e scrivilo prima

Tutto subito o un po’ alla volta, e in quanti mesi. La decisione va presa prima di aprire la piattaforma, perché è l’unica che dopo verrà rimessa in discussione a ogni notizia. Chi entra senza aver scritto il piano finisce per aspettare il momento giusto, che è il modo più diffuso di non investire mai.

Scriverlo significa proprio scriverlo: due righe con la data, l’importo per rata e il numero di rate. Sembra eccessivo e invece è il pezzo che regge quando il mercato scende dopo la prima rata, che è la situazione in cui la maggior parte dei piani si interrompe.

Le tre domande che portano alla famiglia di strumenti: quando ti servono i soldi, quanto accetti di vederli scendere, cosa succede se ti servono prima
Entro due anni liquidita remunerata, da due a sette obbligazionario, oltre otto azionario globale.

Le sei famiglie di strumenti, in una tabella

Tutto quello che ti proporranno appartiene a una di queste sei famiglie. Sapere in quale ti trovi vale più di conoscere cento nomi di prodotti, e semplifica di molto la domanda su come investire la parte che hai deciso di non tenere liquida.

FamigliaA cosa serveOrizzonte minimoCosa può fare nell’anno cattivoCosto annuo tipico
Liquidità remunerata (conti deposito, conti remunerati)parcheggiare senza oscillarenessunoniente, ma perde contro l’inflazione0,20% di bollo
Titoli di Stato e obbligazioni singolerendimento noto a una data notafino alla scadenzaoscilla se vendi prima0,20% di bollo, tassazione 12,5% sui titoli di Stato
Fondi e ETF obbligazionarirendimento con diversificazione3 annida -5% a -15%da 0,10% a 1,20%
Fondi e ETF azionaricrescita reale del capitale8 annida -30% a -40%da 0,15% a 2,00%
Prodotti a capitale protetto o garantitoproteggere una somma a una datafino alla scadenzaprotezione valida solo a scadenzavariabile, dentro il prodotto
Gestioni e servizi di consulenzadelegare scelte e monitoraggiocome il portafoglio sottostantecome il portafoglio sottostanteda 0,50% a 2,00% oltre agli strumenti

Tre avvertenze che valgono più della tabella.

La prima: “protetto” e “garantito” non sono sinonimi. La garanzia in senso proprio esiste solo nelle polizze con capitale in gestione separata, dove è una compagnia a prestarla; nei fondi a capitale protetto c’è un meccanismo finanziario costruito per riportare il capitale alla scadenza, che funziona se resti fino a quel giorno. Chi cerca come investire senza rischi finisce quasi sempre in questa famiglia, e conviene sapere in quale delle due metà.

La seconda: il costo della sesta famiglia si somma a quello delle altre, non lo sostituisce. Una gestione che investe in fondi fa pagare la gestione più i fondi, e la somma dei due è il numero che conta.

La terza: le prime due famiglie hanno un rendimento noto in anticipo, le altre no. È una differenza più importante del rendimento stesso, perché cambia il tipo di decisione su come investire: nelle prime due famiglie si scommette su un tasso noto, nelle altre si accetta in anticipo una banda di risultati possibili.

Che rendimento è ragionevole aspettarsi

Qualunque discorso su come investire soldi che non dica un numero è inutile, e qualunque numero detto senza le ipotesi è peggio che inutile. Quindi tre scenari, con le ipotesi scritte.

Portafoglio prudente, quasi tutto liquidità remunerata e titoli a scadenza breve. Rendimento lordo atteso vicino ai tassi di mercato, oggi tra il 2% e il 2,5%; netto tra l’1,5% e l’1,8%. Con l’inflazione al 2,8% il rendimento reale è negativo: si protegge il numero, non il potere d’acquisto.

Portafoglio bilanciato, con una metà azionaria e una obbligazionaria. Storicamente un lordo tra il 3% e il 5% annuo sui periodi lunghi, con anni negativi che possono arrivare al 15% e che si sono sempre verificati almeno una volta ogni sette o otto anni.

Portafoglio azionario globale. Il rendimento reale storico di lungo periodo dei mercati azionari sviluppati sta intorno al 5% annuo al netto dell’inflazione, ma la strada per arrivarci comprende cadute del 35% e periodi di tre o quattro anni sotto il livello di partenza.

Il punto che conta non è quale numero sia più alto, è che il terzo scenario produce quel rendimento solo a chi resta dentro. Chi vende durante la caduta non ottiene il rendimento del portafoglio azionario, ottiene la caduta. È il motivo per cui il passaggio 2 del metodo viene prima della scelta degli strumenti: chi ragiona su come investire partendo dal rendimento atteso, e non dalla caduta che è disposto a sopportare, sta guardando metà del problema.

Quanto conta la cifra: cosa cambia da 10.000 a 100.000 euro

La cifra non cambia il metodo, cambia quante decisioni ha senso prendere. Con 10.000 euro un portafoglio a cinque righe non aggiunge diversificazione, aggiunge lavoro. Con 100.000 la riga in più inizia a servire. Per ogni taglio ho scritto una guida dedicata, perché come investire dieci o centomila euro sono due problemi che si somigliano solo in superficie.

Se haiLa decisione che contaDove approfondire
10.000 eurotutto subito o a rate, e se la scorta è già a postocome investire 10.000 euro
20.000 eurola prima diversificazione vera, due o tre mattonicome investire 20.000 euro
30.000 euroquanto pesa il costo in euro su dieci annicome investire 30.000 euro
50.000 eurola divisione in scorta, nucleo e satellitecome investire 50.000 euro
100.000 eurola soglia di garanzia dei depositi e la fiscalitàcome investire 100.000 euro

C’è una soglia che vale la pena conoscere in anticipo, perché è la sola in cui la cifra cambia il ragionamento e non solo il numero di righe: i 100.000 euro per banca coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Sotto quella cifra il conto deposito non ha rischio di controparte. Sopra, la parte eccedente su un singolo intermediario non è coperta, e la risposta comoda smette di essere comoda.

I tre momenti in cui una somma si libera

Nella pratica quasi nessuno si sveglia una mattina chiedendosi come investire soldi. La domanda arriva in tre momenti precisi, ed è sempre la stessa domanda travestita.

Il vincolo del conto deposito è scaduto

Il rinnovo automatico è la strada che richiede zero decisioni, ed è per questo che la prendono quasi tutti. Vale la pena sapere che con l’inflazione al 2,8% il rinnovo al netto medio dell’1,62% è la scelta di perdere circa l’1,2% all’anno in potere d’acquisto, in cambio di non vedere mai un numero rosso. A volte è la scelta giusta, se quei soldi servono presto. Se non servono presto è solo la più comoda, e la domanda su come investire quella somma resta aperta esattamente come il giorno prima della scadenza.

Il buono postale è arrivato a scadenza

Qui la trappola è diversa: il buono a scadenza ha già prodotto il suo rendimento, e il reinvestimento parte da tassi che spesso sono più bassi di quelli del titolo che si è chiuso. La domanda non è “quale buono adesso”, è “questi soldi hanno ancora l’orizzonte per cui li avevo messi lì”.

La liquidità è ferma sul conto e non rende niente

È il caso più frequente e il più costoso, perché il conto corrente non paga interessi e paga il bollo. Su questa somma il primo passaggio non è scegliere un investimento, è separare la scorta dal resto, come nel passaggio 1 del metodo.

Con inflazione al 2,8 per cento e liquidita remunerata all 1,62 per cento netto, dopo cinque anni 50.000 euro valgono circa 47.150 euro di potere di acquisto
Istat luglio 2026 e Osservatorio conti deposito del 3 agosto 2026.

Tutto subito o un po' alla volta

I dati storici dicono che entrare in una sola volta batte l’ingresso graduale nella maggior parte dei periodi, semplicemente perché i mercati salgono più spesso di quanto scendano e stare fuori costa. Dicono anche che la differenza media è più piccola di quanto si creda.

L’ingresso graduale non serve a guadagnare di più: serve a rendere sopportabile un errore di tempismo, che è una cosa diversa e per molte persone più importante. Se entrare tutto in un giorno ti farebbe controllare il portafoglio ogni mattina, l’ingresso in sei o dodici mesi è la scelta migliore anche se statisticamente rende un po’ meno, perché è quella che ti fa restare investito.

Nella pratica, chi decide come investire una somma già disponibile finisce spesso su una via di mezzo: metà subito e metà in sei rate mensili. Non è ottimale in nessuno dei due sensi, ed è la soluzione che più spesso viene portata a termine.

Sul funzionamento pratico dell’accumulo, le soglie e i costi, il riferimento è la guida al piano di accumulo.

Quanto costa investire, in euro e non in percentuale

Le percentuali dei costi sono progettate per sembrare piccole. Trasformarle in euro è l’unico modo di capirle, e si fa con una moltiplicazione. È anche la parte della domanda su come investire che viene saltata più spesso, perché il costo non compare mai come una voce di spesa.

Su 50.000 euro tenuti dieci anni, ipotizzando un rendimento lordo del 5% annuo, la differenza tra un costo annuo dello 0,25% e uno dell’1,50% è di circa 8.700 euro di capitale finale. Non è una commissione: è un ottavo del risultato.

Tre costi da separare, perché si sommano e vengono presentati in momenti diversi:

  • Il costo dello strumento (TER per gli ETF, onere corrente per i fondi). Si paga sempre, qualunque banca usi, e non compare in estratto conto perché è già dentro il valore della quota.
  • Il costo della transazione, cioè la commissione di acquisto e vendita. Su questo esistono liste promozionali: la lista Fineco degli ETF a zero commissioni conta oltre 800 strumenti di quattro emittenti, azzera la commissione in acquisto ma non in vendita, e ha quattro scadenze diverse per famiglia di emittenti. I dettagli e i limiti sono nella guida agli ETF a zero commissioni.
  • Il costo del servizio, se deleghi. È l’unico dei tre che compra qualcosa che non è un prodotto, e va valutato per quello che fa.

Un modo semplice di usare questo numero quando decidi come investire una somma: calcola il costo annuo in euro e confrontalo con quello che ti dà in cambio. Duecento euro l’anno su 20.000 sono tanti se comprano solo l’accesso a un catalogo, e pochi se comprano il fatto che nel prossimo ribasso non venderai.

Su 50.000 euro a dieci anni al 5 per cento lordo, con un costo annuo dello 0,25 per cento restano 80.200 euro e con l 1,50 per cento restano 71.400 euro
Ipotesi: versamento unico, 5 per cento lordo annuo, nessun prelievo.

Le tasse su quello che guadagni

Tre numeri e una regola, che bastano per la quasi totalità dei casi. Sono anche l’unica parte del ragionamento su come investire che non cambia con il mercato, quindi conviene impararla una volta e non ripensarci più.

Il 26% è l’aliquota su interessi, dividendi e plusvalenze della maggior parte degli strumenti. Il 12,5% è quella agevolata dei titoli di Stato italiani e dei buoni postali. Lo 0,20% è l’imposta di bollo annua sul valore di quello che detieni, e si paga anche quando l’anno è stato negativo.

La regola che quasi nessuno conosce: le minusvalenze realizzate si possono compensare con le plusvalenze successive, ma solo entro il quarto anno successivo e solo con alcune categorie di guadagni. In regime amministrato la banca lo fa da sola. È il motivo per cui vendere una posizione in perdita a dicembre a volte vale più di quanto sembri.

I cinque errori che vedo più spesso

Vengono dai portafogli veri che analizzo in check-up, non da un manuale, e sono cinque modi diversi di sbagliare la stessa domanda su come investire soldi.

Investire la scorta. È l’errore che trasforma un buon portafoglio in una perdita reale, perché costringe a vendere nel momento in cui non si dovrebbe. Si riconosce da un dettaglio: la persona controlla il portafoglio più volte alla settimana.

Confondere il numero di prodotti con la diversificazione. Sette fondi azionari globali dello stesso gestore sono un fondo azionario globale con sette commissioni. La diversificazione si misura su cosa c’è dentro, non su quante righe ci sono nell’estratto conto.

Comprare l’ultimo rendimento. Il fondo che ha fatto più 40% l’anno scorso è quello che è stato collocato più facilmente quest’anno. Sono due fatti collegati, e nessuno dei due dice qualcosa sul prossimo anno.

Scegliere l’orizzonte del prodotto invece del proprio. Mettere in un tematico i soldi della casa che compri fra due anni è un errore di orizzonte, non di prodotto: il tematico può essere ottimo e la scelta comunque sbagliata.

Non sapere quanto si paga. Nella maggior parte dei check-up che faccio la persona conosce il rendimento del proprio portafoglio e non il costo. Sono due metà dello stesso numero, e chi ragiona su come investire guardando solo la prima non può valutare la seconda.

Cosa cambia se i soldi sono già in una banca

Nella pratica la domanda su come investire arriva quasi sempre con un vincolo che le guide ignorano: i soldi sono già da qualche parte, e quel qualche parte offre un catalogo, non l’universo.

Il vincolo è meno stretto di quanto sembri su una piattaforma con una gamma ampia, e più stretto di quanto sembri quando il catalogo è fatto quasi solo di prodotti della casa. La verifica da fare è una sola: per ognuna delle sei famiglie della tabella, esiste su questa piattaforma uno strumento decente e a costo ragionevole? Se la risposta è sì per tutte, la piattaforma non è il problema. Se manca la famiglia che ti serve, quello è un motivo concreto per guardarsi intorno.

Sul come si esegue tutto questo dentro una piattaforma reale, con i costi effettivi e le sette strade disponibili, ho scritto una guida dedicata a come investire con la banca che uso: come investire in Fineco.

Fare da sé, delegare o farsi seguire

Sono tre cose diverse e vengono confuse continuamente, anche se rispondono in tre modi opposti alla stessa domanda su come investire una somma.

Fare da sé significa scegliere gli strumenti, ribilanciare e non toccare niente quando fa paura. Costa meno di tutto il resto, e il risparmio è reale solo se le tre cose le fai davvero, in particolare la terza.

Delegare la gestione significa comprare un prodotto che dentro fa le scelte per te: una gestione, un fondo multi asset, un comparto costruito su un livello di rischio. Paghi il lavoro dentro il prodotto e non hai niente da ribilanciare. Sulla piattaforma che uso questa è la funzione dei comparti Fineco AM Passive Underlyings: sette gradini di rischio con una banda di oscillazione dichiarata, ossatura passiva sui sottostanti, sottoscrivibili da 1.000 euro, e lo spostamento da un gradino all’altro gestito dentro il fondo senza realizzare la plusvalenza.

Farsi seguire è la terza cosa, e non è un prodotto: è qualcuno che tiene il metodo quando tu non hai voglia di tenerlo. Serve soprattutto nei due momenti in cui i portafogli si rompono, cioè quando il mercato scende e quando qualcuno propone qualcosa che sembra imperdibile.

Il criterio per scegliere non è il costo, è quanto ti pesa la manutenzione. Chi non ha problemi a non fare niente per dieci anni non ha bisogno di pagare nessuno. Chi negli ultimi due ribassi ha venduto, pagando lo 0,50% avrebbe risparmiato molto di più.

Domande frequenti su come investire soldi

“Adesso” è la parola che porta fuori strada, perché la risposta giusta dipende da quando ti servono i soldi e non da cosa fa il mercato questo mese. Il contesto di agosto 2026 dice questo: il tasso sui depositi della BCE è al 2,25%, il conto deposito medio a 12 mesi rende l’1,62% netto e i prezzi salgono del 2,8%. Chi ha un orizzonte breve accetta di perdere poco potere d’acquisto in cambio di stabilità; chi ha un orizzonte oltre gli otto anni e resta in liquidità sta rinunciando all’unica cosa che storicamente batte l’inflazione.

Il più sicuro sul piano nominale è la liquidità remunerata entro i 100.000 euro per banca, coperta dal Fondo Interbancario, insieme ai titoli di Stato tenuti fino alla scadenza. Nessuno dei due è sicuro sul piano reale: con l’inflazione al 2,8% proteggono il numero e non il potere d’acquisto. La sicurezza vera, su orizzonti lunghi, si costruisce con la diversificazione e con il tempo, non con l’assenza di oscillazioni. Chi chiede come investire senza alcun rischio sta in realtà chiedendo dove parcheggiare, che è una domanda diversa e del tutto legittima.

Nel lungo periodo l’unica famiglia che ha fatto crescere il capitale in termini reali, in modo ripetuto, è quella azionaria diversificata a livello globale, con la condizione di poterla lasciare stare per almeno otto anni. Tutto il resto serve a proteggere, a incassare un flusso o a parcheggiare, che sono funzioni diverse dal far crescere. La domanda su come investire soldi per farli aumentare è quindi soprattutto una domanda su quanto tempo puoi aspettare.

Con 5.000 euro e la richiesta di non avere rischi, gli strumenti sensati sono due: un conto deposito vincolato o un titolo di Stato a scadenza corta. La cosa che conviene chiedersi è se quei 5.000 sono la scorta o un investimento. Se sono la scorta, la risposta è già questa e va bene. Se sono soldi che non ti servono per dieci anni, “senza rischi” significa accettare, in cambio di non oscillare, una perdita di potere d’acquisto che su dieci anni è molto più grande di un ribasso temporaneo.

Dipende dalla composizione, e il modo onesto di risponderlo è con tre scenari invece di un numero. Su un portafoglio prudente, un rendimento reale vicino allo zero o negativo e la protezione del capitale nominale. Su uno bilanciato, un lordo storicamente tra il 3% e il 5% annuo con cadute possibili del 15%. Su uno azionario globale, un rendimento storico più alto con cadute possibili del 35% e la necessità di non toccarli per otto anni o più.

Se sai scegliere gli strumenti, ribilanciare una volta l’anno e non muovere niente durante un ribasso, da solo costa meno e va bene. Se una di queste tre cose non ti appartiene, il costo di un servizio si ripaga con quello che ti evita di fare. È il motivo per cui la stessa domanda su come investire lo stesso patrimonio porta a due risposte diverse per due persone diverse.

Conclusioni

Il modo di sbagliare più comune non è scegliere il prodotto sbagliato: è saltare i primi due passaggi e partire dal terzo. Chi decide come investire soldi partendo dalla data in cui gli servono e dalla caduta che accetta arriva quasi sempre a un portafoglio semplice, con tre o quattro righe, che costa poco e resta in piedi. Chi parte dal prodotto arriva a un portafoglio con dodici righe che nessuno sa spiegare, compreso chi lo ha venduto.

Il secondo modo di sbagliare è aspettare. Con l’inflazione al 2,8% e la liquidità che rende meno, restare fermi non è una posizione neutra: è una posizione che costa circa l’1,2% all’anno, e va scelta consapevolmente o non va scelta.

Se hai una somma da collocare e vuoi partire dai quattro passaggi invece che dal catalogo, il check-up del portafoglio è il punto da cui comincio con tutti: si guarda cosa c’è, quanto costa e se le date tornano, e da lì si decide come investire il resto.

Nota Informativa e Disclaimer

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione personalizzata. Le informazioni contenute in questa pagina potrebbero contenere imprecisioni o non essere aggiornate alle condizioni attuali dell’investimento 

Le eventuali performance storiche citate non sono indicative di performance future. Ogni investimento comporta rischi e il valore dell’investimento può aumentare o diminuire nel tempo. Al momento del rimborso l’investitore potrebbe ricevere un importo inferiore rispetto a quello originariamente investito.

Prima di qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare il prospetto completo e il KID (Key Information Document) in italiano, generalmente disponibili su finecobank.com e finecoassetmanagement.com, e di confrontarsi con un consulente finanziario abilitato che possa valutare la compatibilita di questo strumento con il proprio profilo di investitore. Fineco Asset Management D.A.C. fa parte del Gruppo FinecoBank ed e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda.

Alessandro Sorvillo
CHI HA SCRITTO QUESTO ARTICOLO
Consulente Finanziario Fineco · Private Banker
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