AXA MPS Previdenza Attiva, il percorso verso la pensione integrativa lungo un sentiero costiero
Investimenti

AXA MPS Previdenza Attiva: quanto rende davvero il PIP da 112mila iscritti

📅 Pubblicato il 12 Agosto 2026
✏️ Ultimo aggiornamento: 6 Agosto 2026
🕐 … min di lettura

Google, quando qualcuno cerca questo prodotto, mostra fra le domande frequenti «qual è il rendimento del fondo pensione AXA MPS Previdenza Attiva». E poi risponde citando una scheda che quel numero non lo contiene: elenca i costi. È il segno che la domanda su AXA MPS Previdenza Attiva esiste e che nessuno, in prima pagina, le ha ancora dato una risposta.

AXA MPS Previdenza Attiva è il piano individuale pensionistico iscritto all’albo COVIP con il numero 5010. Con 112.381 posizioni in essere e 1.061 milioni di euro di risorse è l’undicesimo PIP italiano per masse, e uno dei più diffusi fra quelli collocati dalle reti bancarie. La posizione media si aggira sui 9.400 euro.

Questa pagina risponde alla domanda che Google lascia aperta, e lo fa partendo dai documenti: quanto ha reso ogni comparto anno per anno, quanto costa il contratto riga per riga, e perché la stessa gestione separata riconosce ad AXA MPS Previdenza Attiva qualcosa in meno di quanto riconosca al prodotto fratello della stessa compagnia.

I dati vengono dalla nota informativa depositata in COVIP il 31 marzo 2026 e dalle condizioni generali di contratto.

Molte persone scoprono troppo tardi che la scelta sul TFR, fatta una volta all’inizio, valeva decine di migliaia di euro sul capitale finale.

Prima di lasciare tutto come sta, mettiamo a confronto le alternative sul tuo caso concreto: richiedi l’analisi previdenziale gratuita. Se scopri che la tua scelta era già quella corretta, hai avuto una conferma. Anche quella vale.

● IN SINTESI

AXA MPS Previdenza Attiva è un PIP ancora sottoscrivibile, con tre comparti e un profilo di costi nella media alta della categoria.

Che cos'è AXA MPS Previdenza Attiva e quanto è grande

AXA MPS Previdenza Attiva è una forma pensionistica complementare individuale, istituita ai sensi del decreto legislativo 252 del 2005 e vigilata dalla COVIP. Tecnicamente è un contratto assicurativo con finalità previdenziale: aderendo si apre una polizza, non un conto.

La compagnia è AXA MPS Assicurazioni Vita SpA, del Gruppo Assicurativo AXA Italia, con sede a Roma. Il collocamento passa dalle filiali del Monte dei Paschi di Siena, e questo spiega la platea: correntisti che hanno sottoscritto allo sportello, spesso insieme ad altri prodotti bancari.

La dimensione merita un’occhiata, perché racconta qualcosa. Con 112.381 posizioni sta fra i primi dodici PIP del Paese, ma la posizione media è di circa 9.400 euro: cifre da adesione avviata e poi alimentata poco, che è il profilo tipico dei prodotti venduti in filiale più che scelti.

VoceDato
Tipo di prodottoPIP, piano individuale pensionistico di tipo assicurativo
Numero albo COVIP5010
CompagniaAXA MPS Assicurazioni Vita SpA, Gruppo Assicurativo AXA Italia
Rete di collocamentoFiliali Banca Monte dei Paschi di Siena
Comparti3, più 3 combinazioni predefinite
Posizioni in essere112.381 (COVIP, fine 2025)
Risorse destinate alle prestazioni1.061 milioni di euro
Posizione mediacirca 9.400 euro
Nota informativadepositata in COVIP il 31/03/2026
Statoancora sottoscrivibile

Una precisazione utile prima di andare avanti. La stessa compagnia ha in catalogo anche Previdenza Personale (albo 5011) e il fondo aperto Previdenza per Te, con nomi talmente vicini che perfino Google li scambia: il primo risultato organico su questa ricerca ha come titolo «Previdenza per te» e nella descrizione parla di Previdenza Attiva. Se hai un contratto in mano, il modo sicuro di riconoscerlo è il numero di albo COVIP stampato sulla nota informativa.

Come funziona AXA MPS Previdenza Attiva: i comparti e le combinazioni Premium

Su AXA MPS Previdenza Attiva versi quanto vuoi e quando vuoi. Se sei lavoratore dipendente puoi far confluire il TFR maturando, e in quel caso il versamento transita dal datore di lavoro.

La scelta di investimento si articola su tre comparti e tre profili automatici.

MPV Previdenza, il comparto garantito

È una gestione interna separata, il contenitore assicurativo classico, valorizzato al costo storico anziché ai prezzi di mercato. Attiva dal 21 settembre 2007, a fine 2025 pesava 770,9 milioni di euro, un patrimonio condiviso con gli altri prodotti previdenziali della compagnia.

Dentro ci sono obbligazioni per il 98,17%, di cui titoli di stato per il 53,37% e corporate per il 44,80%, con una duration media di quasi undici anni. È il comparto in cui finiscono TFR e RITA quando l’aderente non indica nulla. La gestione è delegata ad AXA Investment Managers, società assorbita a fine 2025 dal gruppo BNP Paribas Asset Management.

MPV Previdenza Equilibrato, il bilanciato

Fondo interno partito nel luglio 2009, 185,2 milioni a fine 2025, con un’impostazione multimanager: non seleziona titoli ma quote di fondi di altre case. A fine 2025 stava al 54,63% in azioni e al 45,37% in obbligazioni, tutto tramite OICR.

Vale la pena sapere che il 24,39% di quegli OICR è gestito da società dello stesso gruppo: è dichiarato nei documenti, ed è un conflitto di interessi da mettere in conto.

MPV Previdenza Aggressivo, l'azionario

Fondo interno dal giugno 2009, 216,3 milioni, azionario al 96,14% e anch’esso interamente costruito su OICR, il 17,90% dei quali di società del gruppo. L’esposizione al cambio non coperta arriva al 66,28%.

Le tre combinazioni Premium

Accanto ai comparti singoli il contratto propone 100% Premium, 80% Premium e 70% Premium: miscele automatiche fra gestione separata e comparto Aggressivo, tarate perché a scadenza risulti protetto almeno il 100%, l’80% o il 70% dei contributi netti versati.

Il meccanismo delle combinazioni di AXA MPS Previdenza Attiva è lineare e va capito bene: più protezione chiedi, più contributi finiscono sul garantito e meno sull’azionario. La sicurezza si paga in rendimento potenziale. Sulla 100% Premium non è previsto ribilanciamento, sulle altre due sì.

Le tre combinazioni predefinite di AXA MPS Previdenza Attiva: 100%, 80% e 70% Premium, dalla protezione piena al rendimento potenziale
Piu alta e la quota di contributi protetta a scadenza, piu peso finisce sul comparto garantito e meno sull'azionario.

Quanto costa AXA MPS Previdenza Attiva, riga per riga

La scheda costi di AXA MPS Previdenza Attiva in vigore dal 31 marzo 2026 è chiara, e conviene leggerla per intero perché alcune voci sono buone e altre no.

Voce di costoImporto
Spese di adesionenon previste
Prelievo su ogni versamento1,75%, compresi i versamenti aggiuntivi
Gestione MPV Previdenza (garantito)1,60% trattenuto dal rendimento annuo, con un minimo del 20% del rendimento
Gestione MPV Previdenza Equilibrato2,15% del patrimonio su base annua
Gestione MPV Previdenza Aggressivo2,40% del patrimonio su base annua
Anticipazionenon previste
Riscattonon previste
Riallocazione posizione e flusso contributivonon previste
Trasferimento ad altra forma20 euro
RITA5 euro su ciascuna rata trimestrale
Prestazioni accessorienon previste

Partiamo dal buono. Su AXA MPS Previdenza Attiva anticipazioni, riscatti e cambi di comparto sono gratuiti, e il trasferimento costa venti euro: cifre simboliche, su un mercato dove uscire da un PIP può costarne cinquanta. Non ci sono spese di adesione né premi per garanzie accessorie.

Il caricamento dell’1,75% su ogni versamento è invece una voce che pesa nel tempo. Su 2.500 euro l’anno sono quarantaquattro euro che non entrano nel montante; su 35 anni di versamenti, cioè 87.500 euro, sono 1.531 euro che non producono mai un centesimo di rendimento.

Le commissioni sui due fondi interni, 2,15% e 2,40% l’anno, sono quelle che incidono davvero sul lungo periodo, perché si applicano all’intero patrimonio accumulato e non al singolo versamento.

L'ISC di AXA MPS Previdenza Attiva e il confronto con il mercato

L’indicatore sintetico dei costi serve proprio a mettere a confronto prodotti costruiti in modo diverso. La COVIP lo calcola su un aderente tipo che versa 2.500 euro l’anno ipotizzando un rendimento del 4%.

Comparto2 anni5 anni10 anni35 anni
MPV Previdenza (garantito)3,06%2,24%1,93%1,69%
MPV Previdenza Equilibrato3,61%2,79%2,48%2,24%
MPV Previdenza Aggressivo3,85%3,04%2,73%2,49%

I valori dei primi due anni superano il 3% su tutte le linee: è l’effetto del caricamento che si spalma su una posizione ancora minuscola, e vale per qualunque PIP. Il numero che conta è quello a 35 anni, l’orizzonte per cui questi prodotti esistono.

Lì AXA MPS Previdenza Attiva si colloca fra l’1,69% e il 2,49%. Per avere la scala: la media dei PIP italiani sta intorno all’1,8%, i fondi pensione aperti sotto l’1,3%, i fondi negoziali di categoria sotto lo 0,5%. Il garantito è quindi appena sotto la media dei PIP, mentre gli altri due comparti stanno sopra.

La nota informativa riporta l’avvertenza che la COVIP impone a tutti: un ISC del 2% invece dell’1% erode circa il 18% del capitale dopo 35 anni, portando 100.000 euro a 82.000. Puoi rifare il confronto sul comparatore dei costi della COVIP, che copre tutte le forme pensionistiche italiane.

Da segnalare un aspetto che di solito sfugge: sui primi cinque anni AXA MPS Previdenza Attiva è meno caro del PIP fratello Previdenza Personale su tutti e tre i comparti, perché il caricamento è quasi la metà. Sul lunghissimo periodo il rapporto si inverte, ma solo sul garantito, e il motivo è nella sezione che segue.

L'ISC di AXA MPS Previdenza Attiva a 35 anni: 1,69 per cento sul garantito, 2,24 sul bilanciato e 2,49 sull azionario
Medie di categoria elaborate su dati COVIP: PIP intorno all'1,8%, fondi pensione aperti sotto l'1,3%, fondi negoziali sotto lo 0,5%.

La clausola dell'1,60% e i diciannove anni che la raccontano

Nella scheda costi di AXA MPS Previdenza Attiva la riga sul garantito dice così: 1,60% trattenuto dal rendimento annuo, con un minimo del 20% del rendimento stesso. Chi la legge di corsa capisce che all’aderente resta l’80%.

L’articolo 14.1 delle condizioni generali di AXA MPS Previdenza Attiva racconta la storia intera. Il tasso di rivalutazione si ottiene applicando l’aliquota dell’80% al rendimento finanziario della gestione separata, però in ogni caso il rendimento minimo trattenuto dalla Compagnia non potrà essere inferiore all’1,60%.

Sono due criteri alternativi, e si applica quello che lascia di più alla compagnia. Il punto in cui pareggiano è un rendimento lordo dell’8,00%: soltanto sopra quella soglia il 20% varrebbe più di 1,60 punti.

Una gestione separata obbligazionaria non fa l’8%. Questa, nei suoi diciannove anni di vita, ha toccato al massimo il 3,05% nel 2008. La regola dell’80% non si è mai applicata nemmeno una volta, e sarebbe imprudente aspettarsi che si applichi in futuro.

Ecco cosa ha significato negli ultimi cinque esercizi, ricostruendo il rendimento lordo dal netto dichiarato più gli 1,60 punti trattenuti.

AnnoRendimento lordoTrattenutoRiconosciuto all’aderenteQuota trattenuta
20212,38%1,60%0,78%67%
20222,26%1,60%0,66%71%
20232,41%1,60%0,81%66%
20242,24%1,60%0,64%71%
20252,65%1,60%1,05%60%

In media, negli ultimi cinque anni, all’aderente è arrivato circa un terzo di quanto la gestione ha prodotto. Nulla di irregolare: è il contratto, scritto e depositato. Ma è distante dall’80% che la scheda lascia intuire.

C’è poi una prova che rende il meccanismo visibile a occhio nudo, e viene dalla compagnia stessa. La medesima gestione separata alimenta anche Previdenza Personale, dove però la clausola fissa la trattenuta minima a 1,50 punti invece di 1,60. Risultato: stesso portafoglio, stesso gestore, stesso patrimonio da 770,9 milioni, e due rendimenti diversi.

AnnoRiconosciuto a Previdenza AttivaRiconosciuto a Previdenza Personale
20210,78%0,86%
20220,66%0,75%
20230,81%0,90%
20240,64%0,70%
20251,05%1,14%

Il divario si ripete identico in tutti e diciannove gli anni della serie, dal 2007 a oggi, senza una sola eccezione: circa 0,08 punti annui, esattamente lo scarto fra le due clausole. Non è una differenza di gestione né di bravura, è una riga di contratto.

La stessa gestione separata riconosce ogni anno un rendimento piu basso al PIP con la trattenuta minima di 1,60 punti
Il divario coincide con lo scarto fra le due clausole contrattuali di trattenuta minima, 1,60 punti contro 1,50.

Quanto ha reso la gestione separata di AXA MPS Previdenza Attiva

Il comparto garantito di AXA MPS Previdenza Attiva raccoglie la maggior parte del patrimonio ed è quello che in filiale viene proposto con più naturalezza a chi si definisce prudente. Guardiamolo con i numeri.

Nel 2025 il garantito di AXA MPS Previdenza Attiva ha riconosciuto l’1,05% netto. Nei quattro anni precedenti: 0,64% nel 2024, 0,81% nel 2023, 0,66% nel 2022, 0,78% nel 2021. Il massimo storico resta il 3,05% del 2008, e la curva da allora scende quasi senza interruzioni.

I rendimenti medi composti confermano, e il confronto con il riferimento di titoli di stato e obbligazioni è impietoso.

OrizzonteMPV PrevidenzaTitoli di stato e obbligazioniDivario
3 anni0,83%3,02%-2,19 punti
5 anni0,79%2,31%-1,52 punti
10 anni0,96%1,70%-0,74 punti

Lo scarto si è ampliato quando i tassi sono risaliti: nel 2023 il riferimento ha fatto 3,42% e la gestione 0,81%, nel 2024 rispettivamente 2,97% e 0,64%. La spiegazione tecnica è la valorizzazione al costo storico, che attutisce le discese ma impedisce di agganciare le risalite finché i titoli in portafoglio non arrivano a scadenza.

Un merito però c’è, e va riconosciuto: in diciannove esercizi il comparto non ha mai chiuso in negativo. Nel 2022, anno in cui i portafogli obbligazionari hanno perso a doppia cifra, qui è arrivato comunque uno 0,66%. Chi cerca la certezza di non vedere mai un segno meno la ottiene.

Il Total Expense Ratio del comparto è stato dell’1,84% nel 2025, in lieve calo dall’1,89% del 2023. Un livello che spiega da solo buona parte della distanza dal riferimento.

Equilibrato e Aggressivo contro i loro benchmark

I due fondi interni di AXA MPS Previdenza Attiva dichiarano un benchmark, quindi si possono valutare su quello che promettono: superarlo.

MPV Previdenza Equilibrato ha chiuso il 2025 a +5,65% contro un benchmark a +5,52%, e fin qui bene. Sui periodi lunghi però resta indietro: 2,49% annuo a cinque anni contro 2,85%, e 2,61% a dieci anni contro 3,20%. Nei sedici esercizi completi dal 2010 ha superato il benchmark quattro volte.

MPV Previdenza Aggressivo regge meglio il confronto. Nel 2025 ha fatto +10,12% contro +9,20% e negli ultimi sedici anni ha battuto il riferimento in otto occasioni, cioè una volta su due. Anche qui però il lungo periodo resta in rosso: 5,76% contro 5,89% a cinque anni, 4,78% contro 5,04% a dieci.

Comparto20255 anni10 anniTER 2025
Equilibrato5,65% (bm 5,52%)2,49% (bm 2,85%)2,61% (bm 3,20%)2,60%
Aggressivo10,12% (bm 9,20%)5,76% (bm 5,89%)4,78% (bm 5,04%)2,87%

Il ritardo decennale è di 0,59 punti sull’Equilibrato e di 0,26 sull’Aggressivo: in entrambi i casi inferiore al costo di gestione. Tradotto, la selezione dei fondi qualche valore lo produce, ma non abbastanza da ripagare quello che costa.

Il TER dell’Aggressivo al 2,87% resta il numero da ricordare quando si valuta questo comparto di AXA MPS Previdenza Attiva su un orizzonte lungo.

La garanzia di AXA MPS Previdenza Attiva cambia con l'anno di adesione

Chi ha già il contratto scoprirà qui qualcosa che in fase di vendita non viene quasi mai raccontato: la garanzia non è una sola, ma dipende da quando hai firmato.

Data di adesioneTasso minimo garantito
Fino al 16/06/20142,25%
Dal 17/06/2014 al 01/12/20142,00% sui primi tre anni
Dal 02/12/2014 al 30/06/20151,25% sui primi tre anni
Adesioni attuali0,50% sui primi due anni

Chi ha aderito entro il giugno 2014 possiede una garanzia del 2,25%, cioè oltre il doppio del rendimento netto che il comparto ha effettivamente riconosciuto negli ultimi cinque anni. È un elemento di valore concreto, da pesare bene prima di pensare a un trasferimento.

Per le adesioni odierne la garanzia si riduce alla rivalutazione minima dello 0,50% sui contributi dei primi due anni, più la restituzione del capitale investito per quelli successivi. Protegge dalla perdita nominale, non promette un rendimento.

Attenzione a un’ultima clausola: il tasso garantito può cambiare nel tempo se si modifica il massimo consentito dalla normativa, con applicazione ai soli contributi futuri e diritto di trasferire la posizione.

TFR, contributo del datore e adesione tramite azienda

Una parte non trascurabile di chi cerca questo prodotto ci arriva dal lavoro, non dalla filiale: fra le ricerche più frequenti compaiono l’area riservata alle aziende e la registrazione azienda. Vale la pena chiarire come funziona.

Il TFR maturando può confluire nel PIP: la scelta è del lavoratore, ma il versamento passa dal datore di lavoro. È l’opzione che più spesso porta ad aprire una posizione senza averla cercata.

Se un accordo collettivo, anche solo aziendale, prevede un contributo del datore di lavoro, quel contributo può affluire ad AXA MPS Previdenza Attiva nei limiti e alle condizioni stabilite dall’accordo. Il datore può inoltre decidere di contribuire anche in assenza di accordi.

Qui però va detta una cosa netta. Se il tuo contratto collettivo prevede un fondo negoziale di categoria, il contributo del datore di lavoro spetta di norma solo se aderisci a quel fondo. Portare il TFR su un PIP significa quasi sempre rinunciarci, e insieme a un ISC che sta sotto la metà. È la valutazione più importante di tutte, e viene prima di qualunque confronto fra comparti.

La gestione delle posizioni collettive passa da un portale dedicato, distinto dall’area riservata dell’aderente: il numero verde della compagnia è 800 231 187.

Anticipazioni, riscatto, RITA e trasferimento

Su questo fronte AXA MPS Previdenza Attiva è generoso, e va detto.

Anticipazioni. Fino al 75% per spese sanitarie, in qualunque momento. Fino al 75% per acquisto o ristrutturazione della prima casa, ma dopo otto anni di iscrizione. Fino al 30% per altre esigenze, sempre dopo otto anni. Nessuna spesa.

Riscatto. Parziale o totale nei casi del regolamento: perdita dei requisiti, invalidità, inoccupazione, mobilità, cassa integrazione, decesso. Anche qui a costo zero.

RITA. La rendita integrativa temporanea anticipata permette di incassare la posizione a rate prima della pensione, se maturi i requisiti. Costa 5 euro a rata trimestrale, venti euro l’anno. Senza indicazioni diverse, la quota frazionata viene spostata sul comparto garantito.

Trasferimento. Possibile dopo due anni di permanenza, e in qualsiasi momento se perdi i requisiti o se il contratto viene modificato in senso peggiorativo. Costa 20 euro.

Riallocazione. Cambiare comparto non costa nulla, né sulla posizione maturata né sui versamenti futuri, purché siano trascorsi dodici mesi dall’ultimo cambio.

Deducibilità fiscale e tassazione delle prestazioni

Il beneficio fiscale resta la ragione più solida per aderire a AXA MPS Previdenza Attiva o a qualunque altra forma di previdenza complementare, anche quando il prodotto non è il più efficiente della categoria.

I contributi sono deducibili dal reddito complessivo. Dal periodo d’imposta 2026 il tetto annuo è passato da 5.164,57 a 5.300 euro con la Legge di Bilancio 2026, dopo quasi vent’anni di soglia immobile. Per chi ha aliquota marginale al 35%, versare il massimo vale circa 1.855 euro di imposte risparmiate.

Le prestazioni finali scontano un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%. I rendimenti maturati in fase di accumulo sono tassati al 20%, con aliquota al 12,50% sulla parte riferibile ai titoli di stato.

Un dettaglio da conoscere sulla fase di rendita di AXA MPS Previdenza Attiva: il coefficiente di conversione incorpora un caricamento dell’1,25% della rendita annua, e la rivalutazione successiva sconta un ulteriore 1,10% di rendimento trattenuto.

A chi conviene AXA MPS Previdenza Attiva e a chi no

Le situazioni in cui AXA MPS Previdenza Attiva ha senso esistono, e vale la pena elencarle senza sconti.

Ha senso se non hai un fondo negoziale di categoria e non hai voglia di costruirti un’alternativa. In quel caso il confronto non è con un prodotto da 0,4% di ISC, ma con il nulla, e la deduzione fiscale da sola giustifica l’adesione.

Ha senso se cerchi stabilità nominale e sei disposto a pagarla. Diciannove anni senza un solo esercizio in perdita sono un risultato, per quanto costoso in termini di potere d’acquisto.

Ha meno senso se hai accesso a un fondo negoziale con contributo del datore di lavoro, per le ragioni viste sopra. E ha poco senso se sei giovane e scegli il garantito: con un rendimento netto sotto l’1% l’anno e un ISC dell’1,69%, la posizione fatica a stare al passo dell’inflazione su trent’anni.

Se invece AXA MPS Previdenza Attiva ce l’hai già, la domanda cambia. Verifica prima di tutto quando hai firmato: una garanzia al 2,25% è un asset che oggi nessuno ti offre più. E verifica su quale comparto sei: restare sul garantito a quarant’anni è una scelta che vale la pena rimettere in discussione, e cambiare comparto non costa nulla.

Per capire dove si colloca rispetto alle alternative, il confronto tra i migliori fondi pensione mette in fila costi e rendimenti delle diverse famiglie di prodotto.

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Domande frequenti su AXA MPS Previdenza Attiva

Dipende dal comparto. Nel 2025 la gestione separata MPV Previdenza ha riconosciuto l’1,05% netto, l’Equilibrato il 5,65% e l’Aggressivo il 10,12%. Sui dieci anni le medie annue composte sono rispettivamente 0,96%, 2,61% e 4,78%. Tutti e tre restano sotto i propri riferimenti di mercato sull’orizzonte decennale.

È un piano individuale pensionistico di tipo assicurativo, cioè un PIP, iscritto all’albo COVIP con il numero 5010 e istituito da AXA MPS Assicurazioni Vita. Serve a costruire una pensione complementare su base individuale, con prestazione finale in rendita vitalizia oppure in capitale fino a un massimo del 50%.

AXA MPS Assicurazioni Vita nasce dalla partnership fra il gruppo AXA e il Monte dei Paschi di Siena, e colloca i propri prodotti tramite la rete bancaria MPS. AXA Assicurazioni è invece la compagnia generalista del gruppo, con rete agenziale propria e prodotti previdenziali diversi, fra cui Mia Pensione e Progetto Pensione Più.

Sono due PIP distinti della stessa compagnia, albo 5010 e 5011, che investono negli stessi tre comparti. Cambiano i costi: AXA MPS Previdenza Attiva preleva l’1,75% sui versamenti contro il 3,00%, ma trattiene 1,60 punti sul rendimento del garantito contro 1,50. Per questo il garantito rende circa 0,08 punti l’anno in meno.

Il riscatto totale è previsto per perdita dei requisiti di partecipazione, invalidità permanente che riduca la capacità di lavoro a meno di un terzo, inoccupazione oltre i quarantotto mesi e decesso. Quello parziale è ammesso per inoccupazione fra dodici e quarantotto mesi, mobilità e cassa integrazione. Non sono previste spese.

Venti euro. Il trasferimento è possibile dopo due anni di permanenza, oppure in qualunque momento se perdi i requisiti di partecipazione o se il contratto subisce modifiche peggiorative. Resta una delle spese di uscita più contenute fra i PIP.

L’accesso per gli aderenti passa dal sito axa-mps.it, mentre le posizioni aperte tramite azienda si gestiscono da un portale dedicato con registrazione separata. Per l’assistenza la compagnia indica il numero verde 800 231 187 e il modulo online nella sezione Contattaci. Entro il 31 marzo di ogni anno arriva comunque il prospetto delle prestazioni pensionistiche.

Il TFR in azienda si rivaluta dell’1,5% più il 75% dell’inflazione e viene tassato fra il 23% e il 43%; in un fondo pensione la tassazione scende fra il 15% e il 9%. Il vantaggio fiscale c’è, ma se il tuo contratto prevede un fondo negoziale con contributo del datore di lavoro, spostare il TFR sul PIP di solito significa rinunciare a quel contributo.

Conclusioni

AXA MPS Previdenza Attiva è un prodotto regolare e documentato bene, e va riconosciuto: i costi sono tutti dichiarati, le operazioni che di norma vengono fatte pagare, come riscatto e anticipazioni, qui sono gratuite, e uscire costa venti euro.

Il problema è il rendimento che arriva a destinazione. Il comparto garantito, quello dove sta quasi tutto il patrimonio, ha reso lo 0,96% medio annuo negli ultimi dieci anni contro l’1,70% del suo riferimento, e negli ultimi cinque ha girato all’aderente circa un terzo di quanto ha prodotto. Non per una gestione sfortunata, ma per una clausola contrattuale che fissa la trattenuta minima a 1,60 punti.

Che sia una questione di contratto e non di mercato lo dimostra il prodotto fratello: stessa gestione separata, stesso portafoglio, trattenuta di 1,50 punti, e diciannove anni consecutivi di rendimento superiore. Quando due prodotti della stessa compagnia investono negli stessi identici titoli e danno risultati diversi, la differenza non sta nel mercato.

Il consiglio pratico non cambia: prima verifica se hai diritto a un fondo negoziale di categoria, perché lì trovi il contributo del datore di lavoro e costi dimezzati. Se non ce l’hai, la deduzione fino a 5.300 euro rende comunque sensata una forma complementare, ma a quel punto scegli guardando l’ISC e le clausole di rivalutazione, non il nome sulla porta della filiale.

Meno rendimento trattenuto per contratto, più rendimento che arriva alla tua posizione.

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Nota Informativa e Disclaimer

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione personalizzata. Le informazioni contenute in questa pagina potrebbero contenere imprecisioni o non essere aggiornate alle condizioni attuali dell’investimento 

Le eventuali performance storiche citate non sono indicative di performance future. Ogni investimento comporta rischi e il valore dell’investimento può aumentare o diminuire nel tempo. Al momento del rimborso l’investitore potrebbe ricevere un importo inferiore rispetto a quello originariamente investito.

Prima di qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare il prospetto completo, il KID (Key Information Document) e/o ogni documento d’offerta previsto, in italiano, generalmente disponibili sui siti dei produttori/distributori/collocatori e di confrontarsi con un consulente finanziario abilitato che possa valutare la compatibilità di questo strumento con il proprio profilo di investitore. 

Alessandro Sorvillo
CHI HA SCRITTO QUESTO ARTICOLO
Consulente Finanziario Fineco · Private Banker
Analizzo prodotti finanziari da anni con l’obiettivo di dare ai lettori informazioni chiare, senza interessi di vendita legati a un singolo articolo.
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