Nella gamma di Anima SGR c’è un fondo più grande di tutti gli altri, e non è un azionario né un bilanciato: è il monetario. Anima Liquidità Euro al 31 dicembre 2025 valeva 3,74 miliardi di euro, più di Anima Risparmio e più di qualunque altro comparto del Sistema Anima.
È il prodotto che le reti propongono quando un cliente chiede dove parcheggiare la liquidità in attesa di decidere. Ha rischio 2 su 7, un orizzonte raccomandato di appena un anno e nessuna commissione di ingresso, quindi sulla carta sembra la scelta più neutra possibile.
Quello che segue è il confronto fra il fondo e il suo indice di riferimento anno per anno, e la sorpresa non sta in un anno storto: sta nel fatto che il divario non cambia mai. In sei esercizi su sei la distanza dall’indice è la stessa, e coincide con una cifra precisa che compare nei documenti.
Attenzione
Questo prodotto rientra tra quelli in conflitto di interesse: chi te lo propone viene pagato dalla banca che lo emette, non da te.
Vuoi un secondo parere e sapere se esistono alternative più efficienti per il tuo patrimonio? Prenota un primo confronto gratuito: analizziamo insieme cosa hai in portafoglio, senza alcun impegno.
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
Quanto stai pagando tu, fondo per fondo, lo vedi nel check-up gratuito del portafoglio: numeri alla mano, poi decidi tu.
Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
Senza penali
A differenza delle polizze, un fondo comune si vende quando vuoi, senza penali, e il dossier si trasferisce in un’altra banca gratuitamente.
Se stai pensando di muoverti ma non sai da dove iniziare, prenota un meeting gratuito: in 30 minuti vediamo se conviene e come.
● In sintesi
Anima Liquidità Euro è il fondo monetario del Sistema Anima e il comparto più grande della gamma.
- Sei anni contro l'indice: la classe al dettaglio è rimasta sotto in tutti gli esercizi, sempre di 0,4-0,5 punti
- Il documento informativo: rendimento atteso 0,6% prima dei costi e meno 0,2% al netto
- Con un piano di accumulo: l'incidenza dei costi sale al 2,2% e il rendimento atteso netto a meno 1,6%
- Cosa contiene: oltre metà del portafoglio è debito pubblico italiano e francese
Che cos'è Anima Liquidità Euro e su che cosa investe
Anima Liquidità Euro è un fondo comune monetario standard a valore patrimoniale netto variabile, quello che la normativa europea chiama FCM di tipo VNAV. È la categoria più regolamentata del risparmio gestito: i fondi monetari hanno limiti stringenti su scadenza media, qualità del credito e liquidità del portafoglio, proprio perché devono comportarsi come un sostituto del contante. La disciplina è quella del regolamento europeo sui fondi monetari, richiamata anche dalla Consob nelle proprie guide agli investitori.
L’obiettivo di Anima Liquidità Euro dichiarato nel documento informativo è duplice: offrire rendimenti in linea con i tassi del mercato monetario e mantenere il valore dell’investimento. Il parametro di riferimento è il 100% dell’indice ICE BofA Euro Treasury Bill, cioè i titoli di Stato dell’area euro a brevissima scadenza. Il fondo promuove inoltre caratteristiche ambientali e sociali ai sensi dell’articolo 8 del regolamento europeo sulla finanza sostenibile.
Le tre classi in circolazione, AM, IM e FM, sono state tutte collocate lo stesso giorno, il 12 aprile 2019. Il codice ISIN della classe AM, quella al dettaglio, è IT0005359341.
Da dove arriva il rendimento
La relazione di gestione al 31 dicembre 2025 è esplicita su come è costruito il portafoglio, e vale la pena leggerla perché smentisce l’idea del monetario come contenitore neutro.
L’imprinting strategico dichiarato è quello di favorire i titoli periferici e semi core a scapito di quelli core. In concreto, alla fine del 2025 il fondo deteneva titoli italiani per il 27%, francesi per il 26%, spagnoli per il 13%, belgi per il 9%, tedeschi per il 6% e portoghesi per il 4%, con il resto in liquidità.
Più di metà del portafoglio, quindi, è debito pubblico di Italia e Francia, e la Germania pesa meno del Belgio. Non è una scelta nascosta e non è irregolare: su scadenze brevissime il rischio di credito di questi emittenti è contenuto, e la scelta serve a raccogliere qualche punto base in più di rendimento. Ma è una scelta attiva, e chi considera Anima Liquidità Euro l’equivalente di un conto corrente sta facendo un’assunzione che il portafoglio non conferma.
I numeri di Anima Liquidità Euro in una tabella
| Voce | Dato |
|---|---|
| ISIN classe AM | IT0005359341 |
| Altre classi | IM (IT0005359390), FM (IT0005359374) |
| Inizio collocamento | 12 aprile 2019 |
| Categoria | Fondo comune monetario standard VNAV |
| Benchmark | 100% ICE BofA Euro Treasury Bill |
| Indicatore di rischio | 2 su 7 |
| Periodo di detenzione raccomandato | 1 anno |
| Patrimonio complessivo | 3.740,3 milioni di euro |
| Valore della quota classe AM | 52,048 euro |
| Commissione di gestione classe AM | 0,40% annuo |
| Costi ricorrenti classe AM | 0,52% annuo |
| Commissione di ingresso | nessuna |
| Classificazione SFDR | Articolo 8 |
Due voci meritano di essere lette insieme. La commissione di ingresso è zero, il che è corretto e coerente con la natura del prodotto. Ma il periodo raccomandato è di un anno solo, e su un orizzonte così corto ogni decimale di costo ricorrente pesa in proporzione molto più che su un fondo azionario tenuto sei anni.
Sei anni di Anima Liquidità Euro contro il suo indice
Anima Liquidità Euro ha una storia breve, perché le classi partono dal 2019. Questi sono tutti gli esercizi completi disponibili, presi dal prospetto, con il rendimento della classe AM accanto a quello del parametro di riferimento.
| Anno | Classe AM | Benchmark | Differenza |
|---|---|---|---|
| 2020 | -0,8% | -0,4% | -0,4 punti |
| 2021 | -1,0% | -0,6% | -0,4 punti |
| 2022 | -1,0% | -0,6% | -0,4 punti |
| 2023 | +2,6% | +3,0% | -0,4 punti |
| 2024 | +3,2% | +3,7% | -0,5 punti |
| 2025 | +1,7% | +2,2% | -0,5 punti |
La colonna di destra è il punto di tutto l’articolo. Non c’è un solo anno in cui Anima Liquidità Euro abbia battuto il proprio indice, e non c’è nemmeno un anno in cui lo scarto sia stato diverso dagli altri. Sono sempre 0,4 o 0,5 punti, negli anni buoni come in quelli negativi.
I costi ricorrenti della classe AM valgono lo 0,52% annuo, a cui si aggiunge lo 0,02% di commissioni di transazione: in tutto 0,54%. Il divario medio dei sei anni è di 0,43 punti. In altre parole, la distanza dall’indice è il costo, e la gestione non aggiunge né toglie nulla di misurabile.
In termini di capitale: 10.000 euro investiti a inizio 2020 nella classe AM sono diventati 10.470 euro a fine 2025. Gli stessi 10.000 investiti nell’indice sarebbero diventati 10.742. La differenza è di 272 euro in sei anni, ed è tutta spiegata dalla tariffa.
Questo non è un difetto della gestione, e va detto con chiarezza: su un fondo monetario non c’è quasi spazio per fare meglio dell’indice, perché gli strumenti sono gli stessi per tutti e le scadenze sono brevissime. Il punto è un altro, ed è che su questa asset class il costo non si può recuperare con la bravura.
I tre anni in cui il fondo ha perso
Nel 2020, nel 2021 e nel 2022 Anima Liquidità Euro ha chiuso in rosso: meno 0,8%, meno 1,0% e ancora meno 1,0%. Tre esercizi consecutivi di segno negativo su un prodotto che il documento ufficiale descrive come costruito per mantenere il valore dell’investimento.
La ragione è nota e non riguarda solo Anima Liquidità Euro: in quegli anni i tassi a breve dell’area euro erano negativi, e un portafoglio di titoli a brevissima scadenza rendeva meno di zero prima ancora di pagare qualunque commissione. L’indice di riferimento infatti ha perso anche lui, dello 0,4% e dello 0,6%.
Ma la conseguenza pratica resta: chi è entrato nel 2020 e ha tenuto per tre anni, come suggerito da chi glielo aveva proposto, si è ritrovato 2.700 euro persi ogni 100.000, su uno strumento presentato come parcheggio sicuro. E il recupero è arrivato solo con la risalita dei tassi del 2023.
Oggi lo scenario è diverso e il fondo rende in positivo. Ma vale la pena ricordare che un rendimento monetario segue i tassi di mercato: quando i tassi scendono, scende con loro, e la commissione resta dov’è. Chi vuole capire come si comportano gli strumenti a breve termine trova il quadro nella mia guida agli investimenti in obbligazioni.
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
Quanto stai pagando tu, fondo per fondo, lo vedi nel check-up gratuito del portafoglio: numeri alla mano, poi decidi tu.
Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
Senza penali
A differenza delle polizze, un fondo comune si vende quando vuoi, senza penali, e il dossier si trasferisce in un’altra banca gratuitamente.
Se stai pensando di muoverti ma non sai da dove iniziare, prenota un meeting gratuito: in 30 minuti vediamo se conviene e come.
Che cosa dichiara il documento informativo
Il documento contenente le informazioni chiave della classe AM di Anima Liquidità Euro riporta una frase che vale più di qualunque analisi esterna:
*Si prevede che il rendimento medio annuo sarà pari a 0,6% prima dei costi e a meno 0,2% al netto dei costi in caso di unico investimento.*
L’incidenza annuale dei costi indicata è dello 0,7%, e i costi totali su 10.000 euro tenuti un anno sono 74 euro. Lo 0,6% lordo atteso non basta a coprirli, e il risultato netto atteso finisce sotto zero.
Gli scenari di Anima Liquidità Euro confermano il quadro. Su 10.000 euro con uscita dopo un anno, lo scenario moderato, cioè quello centrale, dà un possibile rimborso di 9.920 euro. Lo sfavorevole dà 9.840 euro, e il documento precisa che quello scenario si è verificato per chi era investito fra maggio 2017 e maggio 2018. Solo lo scenario favorevole porta a 10.330 euro.
La classe FM, riservata, riporta esattamente la stessa previsione lorda dello 0,6% ma con costi totali di 44 euro invece di 74, e uno scenario moderato di 9.950 euro. Trenta euro l’anno di differenza su diecimila non sembrano molti, ma su un rendimento atteso dello 0,6% sono la metà del risultato.
I costi di Anima Liquidità Euro e le tre classi
| Classe | Gestione | Costi ricorrenti | Patrimonio | Quota del fondo |
|---|---|---|---|---|
| AM (al dettaglio) | 0,40% | 0,52% | 1.902,8 milioni | 50,9% |
| IM (riservata) | 0,20% | 0,32% | 548,9 milioni | 14,7% |
| FM (riservata) | 0,10% | 0,22% | 1.288,6 milioni | 34,5% |
Il quadro delle classi di Anima Liquidità Euro racconta qualcosa che sulla gamma azionaria non si vede: la classe più economica in assoluto, la FM, contiene un terzo abbondante del fondo, 1,29 miliardi di euro. Non è una classe residuale creata per completezza, è un blocco di patrimonio vero, quasi certamente istituzionale.
Il confronto fra AM e FM è netto: 0,52% contro 0,22%, cioè più del doppio. Sui sei anni della serie la classe FM ha reso il 6,58% cumulato contro il 4,70% della AM, portando 10.000 euro a 10.658 invece che a 10.470. Sono 188 euro, su un prodotto che in sei anni ne ha guadagnati 470 nella versione al dettaglio: il 40% del rendimento in più, a parità assoluta di portafoglio.
Il piano di accumulo su un fondo monetario
C’è una riga del documento informativo che merita una sezione a sé, perché descrive un caso che nella pratica si vede spesso e che quasi nessuno verifica.
Accanto agli scenari per l’investimento unico, il documento di Anima Liquidità Euro riporta gli stessi calcoli per gli investimenti periodici, cioè per chi sottoscrive Anima Liquidità Euro con un piano di accumulo. Lì l’incidenza annuale dei costi non è lo 0,7%, è il 2,2%. E la frase sul rendimento diventa: 0,6% prima dei costi e meno 1,6% al netto dei costi.
La spiegazione sta nei diritti fissi. Il Sistema Anima applica 1,25 euro per ogni rata di piano di accumulo, e su una rata minima da 50 euro quel prelievo vale da solo il 2,5% del versamento. Su un fondo azionario tenuto otto anni si diluisce; su un monetario con orizzonte di dodici mesi e rendimento atteso inferiore all’1%, no.
Detto senza giri di parole: un piano di accumulo su un fondo monetario è una struttura che lavora contro chi la sottoscrive, e il documento del prodotto lo scrive con un numero.
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
Quanto stai pagando tu, fondo per fondo, lo vedi nel check-up gratuito del portafoglio: numeri alla mano, poi decidi tu.
Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
Senza penali
A differenza delle polizze, un fondo comune si vende quando vuoi, senza penali, e il dossier si trasferisce in un’altra banca gratuitamente.
Se stai pensando di muoverti ma non sai da dove iniziare, prenota un meeting gratuito: in 30 minuti vediamo se conviene e come.
Con che cosa si confronta davvero
Un fondo monetario come Anima Liquidità Euro non compete con altri fondi: compete con le forme di parcheggio della liquidità che il risparmiatore ha già a disposizione.
Il primo termine di paragone di Anima Liquidità Euro è il conto deposito, dove il tasso è dichiarato in partenza, non ci sono costi ricorrenti e il capitale è coperto dal fondo di garanzia dei depositi fino a 100.000 euro per intestatario. In cambio si perde la libertà di uscire in qualunque giorno senza penalizzazioni, se il vincolo è impegnativo. I tassi del momento si trovano nel mio osservatorio mensile sui conti deposito.
Il secondo è l’ETF monetario, che replica lo stesso tipo di indice usato come benchmark da Anima Liquidità Euro, con costi correnti che sul mercato italiano stanno in genere sotto lo 0,15% annuo. Su questa asset class la differenza di costo è quasi tutto il risultato, come mostra la tabella dei sei anni.
Il terzo, per chi ha già il conto in una banca che lo offre, è il conto deposito interno della stessa piattaforma dove tiene i titoli, come il CashPark di Fineco, che ha il vantaggio di non richiedere alcun trasferimento di denaro fuori dal rapporto.
Per chi ha senso Anima Liquidità Euro
Anima Liquidità Euro è ben costruito nel suo genere. Rispetta i vincoli della normativa sui monetari, ha commissioni di transazione quasi nulle, non applica commissioni di ingresso né di uscita e consente il disinvestimento in qualunque giorno lavorativo.
Ha senso per chi ha bisogno di liquidità disponibile in giornata, non vuole vincoli e ha accesso alla classe FM o IM. In quel caso il costo scende sotto lo 0,35% e il prodotto fa ragionevolmente il suo mestiere.
Ha molto meno senso per chi possiede la classe AM e sta parcheggiando somme rilevanti, perché mezzo punto l’anno su cifre importanti è denaro vero, e su questa asset class non esiste una gestione brillante che possa recuperarlo. E non ha senso in assoluto come destinazione di un piano di accumulo, per la ragione aritmetica vista sopra.
Un ultimo punto riguarda l’uso che se ne fa. Un fondo monetario è uno strumento di sosta, non di investimento: se la liquidità ci resta per anni, il problema non è quale monetario si è scelto, è che quei soldi non hanno mai raggiunto una destinazione. Chi si riconosce in questa descrizione trova un punto di partenza nell’analisi del portafoglio nel suo insieme.
Che cosa vuol dire "fondo monetario standard"
La definizione che compare nel documento informativo di Anima Liquidità Euro non è una formula commerciale: è una categoria regolamentata dal diritto europeo, e porta con sé vincoli precisi che vale la pena conoscere.
Un fondo comune monetario standard può investire solo in strumenti del mercato monetario di qualità creditizia elevata, deve mantenere una scadenza media ponderata del portafoglio contenuta entro limiti fissati dalla normativa, e deve tenere quote minime di attività liquidabili entro un giorno ed entro una settimana. Sono regole nate dopo la crisi del 2008, quando alcuni fondi presentati come equivalenti alla liquidità si erano rivelati tutt’altro.
La sigla VNAV, cioè valore patrimoniale netto variabile, aggiunge l’informazione più importante per chi sottoscrive: il valore della quota oscilla. Non esiste un prezzo fisso a cui il fondo rimborsa, come accade invece nei monetari a valore costante ammessi in altre giurisdizioni. È il motivo tecnico per cui Anima Liquidità Euro ha potuto chiudere tre anni consecutivi in perdita senza violare nulla del proprio mandato.
C’è poi la classificazione ai sensi dell’articolo 8 del regolamento europeo sulla finanza sostenibile, che il fondo dichiara. Significa che promuove caratteristiche ambientali e sociali nella selezione degli emittenti, non che persegue un obiettivo di investimento sostenibile: è il gradino intermedio della scala, quello meno vincolante.
Domande frequenti su Anima Liquidità Euro
Anima Liquidità Euro può perdere valore?
Sì, ed è già successo. Nel 2020, 2021 e 2022 il fondo ha chiuso in negativo, rispettivamente a meno 0,8%, meno 1,0% e meno 1,0%, perché i tassi a breve dell’area euro erano sotto zero. Il documento ufficiale precisa che il prodotto non è garantito e non prevede protezione del capitale.
Quanto ha reso Anima Liquidità Euro nel 2025?
La classe AM ha reso l’1,7% nel 2025, contro il 2,2% del benchmark. La classe IM ha reso l’1,9% e la FM il 2,0%.
Che differenza c'è tra le classi AM, IM e FM?
Il portafoglio è lo stesso, cambia solo il costo. La AM, al dettaglio, ha costi ricorrenti dello 0,52% annuo; la IM dello 0,32% e la FM dello 0,22%. Le classi IM e FM non sono liberamente sottoscrivibili dal pubblico al dettaglio.
Anima Liquidità Euro investe in titoli di Stato italiani?
Sì, e sono la componente principale. A fine 2025 il portafoglio conteneva titoli italiani per il 27%, francesi per il 26%, spagnoli per il 13%, belgi per il 9%, tedeschi per il 6% e portoghesi per il 4%, con il resto in liquidità.
Conviene fare un piano di accumulo su Anima Liquidità Euro?
Il documento informativo indica per gli investimenti periodici un’incidenza annuale dei costi del 2,2% e un rendimento atteso del meno 1,6% al netto delle spese, contro il meno 0,2% dell’investimento unico. La differenza dipende dai diritti fissi applicati a ogni rata.
Anima Liquidità Euro è meglio di un conto deposito?
Sono strumenti diversi. Il conto deposito dichiara il tasso in partenza, non ha costi ricorrenti ed è coperto dal fondo di garanzia; il fondo consente il disinvestimento in qualunque giorno e segue i tassi di mercato al rialzo e al ribasso. Su un orizzonte di pochi mesi, il confronto va fatto sul rendimento netto atteso e sulla flessibilità che serve davvero.
Conclusioni
Anima Liquidità Euro fa quello che promette: replica il mercato monetario dell’area euro con qualche punto base di rischio paese in più, e lo fa senza sorprese. Il problema è che su questa asset class il rendimento lordo disponibile è talmente contenuto che mezzo punto di commissione ne cambia la natura, e il documento del prodotto lo certifica con un rendimento atteso netto sotto zero.
Sei anni su sei sotto l’indice, sempre della stessa cifra, non è il segno di una gestione debole: è il segno che su un monetario la gestione conta poco e il costo conta tutto. Ed è anche il motivo per cui la classe economica del fondo, quella che al dettaglio non si può sottoscrivere, contiene un terzo del patrimonio.
Meno parcheggio, più destinazione: se la liquidità sta ferma da più di un anno, la domanda giusta non è quale monetario scegliere ma perché quei soldi non sono ancora andati da nessuna parte.
professionale
Il costo che non vedi
I costi di un fondo non compaiono in estratto conto: vengono tolti dal valore della quota, ogni giorno, e in dieci anni valgono circa un quinto del capitale.
Quanto stai pagando tu, fondo per fondo, lo vedi nel check-up gratuito del portafoglio: numeri alla mano, poi decidi tu.
non vedi
Sotto l’indice
Il confronto che conta non è con il passato del fondo ma con il suo indice: quando lo perde per otto anni su dieci, il problema è il costo, non il mercato.
Cosa succede a un portafoglio intero fatto così lo vedi nel caso studio del portafoglio che sembrava perfetto: 13 pagine, numeri reali.
l’indice
Senza penali
A differenza delle polizze, un fondo comune si vende quando vuoi, senza penali, e il dossier si trasferisce in un’altra banca gratuitamente.
Se stai pensando di muoverti ma non sai da dove iniziare, prenota un meeting gratuito: in 30 minuti vediamo se conviene e come.
penali
Nota Informativa e Disclaimer
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione personalizzata. Le informazioni contenute in questa pagina potrebbero contenere imprecisioni o non essere aggiornate alle condizioni attuali dell’investimento
Le eventuali performance storiche citate non sono indicative di performance future. Ogni investimento comporta rischi e il valore dell’investimento può aumentare o diminuire nel tempo. Al momento del rimborso l’investitore potrebbe ricevere un importo inferiore rispetto a quello originariamente investito.
Prima di qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare il prospetto completo, il KID (Key Information Document) e/o ogni documento d’offerta previsto, in italiano, generalmente disponibili sui siti dei produttori/distributori/collocatori e di confrontarsi con un consulente finanziario abilitato che possa valutare la compatibilità di questo strumento con il proprio profilo di investitore.





