I servizi di Advisory e di Consulenza in materia di investimenti
I servizi di Advisory o Consulenza in materia di investimenti sono sicuramente lo standard del futuro per quanto riguarda la gestione del risparmio per la clientela privata e istituzionale.
Già largamente utilizzati, visto il loro valore, in paesi dove la cultura finanziaria è molto sviluppata (ad esempio Stati Uniti, Inghilterra, Svizzera, ecc), sono destinati a diventare il modo più comune di gestire il patrimonio anche in Italia, spinti anche dall’entrata in vigore della normativa Mifid II.
Cosa sono i servizi di Advisory o Consulenza in materia di investimenti e come funzionano?
I servizi di consulenza in materia di investimenti sono dei veri e propri contratti che il cliente stipula con il proprio intermediario (es. Banca, società di gestione, SIM, ecc), con il quale egli si obbliga, a fronte di una commissione di consulenza, ad erogare un servizio che monitori l’investimento effettuato insieme al cliente, al fine di garantirne la migliore qualità ed efficienza, facendo in modo che l’investimento sia coerente con gli obiettivi e le specifiche impartite dal cliente all’intermediario stesso.
Il contratto prevede tutta una serie di specifiche impartite dal cliente all’intermediario che quest’ultimo si impegna a rispettare, pena la risoluzione del contratto stesso. Un esempio di specifiche può essere il numero di strumenti presenti nel deposito, la tipologia e la qualità, le aree geografiche, ecc.
Così facendo quindi il cliente ottiene una gestione del risparmio monitorata giorno per giorno e che abbia le migliori soluzioni di investimento presenti sul mercato.
Che Vantaggi portano all’investitore?
Per capire i vantaggi di questo sistema dobbiamo fare un passo indietro ed analizzare come venivano gestiti gli investimenti non in regime di consulenza.
Solitamente infatti, per fare un investimento, il cliente tradizionale si recava in banca dalla figura del “borsino”, figura ormai sempre più rara e destinata a sparire nel tempo.
Il borsino quindi, una volta preparato il piano di investimenti (che molto spesso era composto da strumenti emessi dalla banca stessa, generando conflitti d’interesse) provvedeva a raccogliere l’ordine di investimento del cliente e tratteneva una commissione sulla vendita.
Così facendo però non c’era controllo nel tempo sulla qualità complessiva dell’investimento e inoltre c’erano incentivi che invogliavano gli operatori a “vendere”, anche quando non era necessario.
Conclusioni
I servizi di consulenza vanno ad eliminare i conflitti di interesse allineando gli obiettivi del cliente con quelli dell’intermediario – per questo motivo infatti solitamente non ci sono commissioni sulla vendita; piuttosto c’è una commissione di consulenza che verrà ricevuta solamente qualora il cliente decida di mantenere l’investimento.
Ciò fa sì che il cliente riceva il miglior trattamento possibile, dato che è interesse dell’intermediario che egli sia soddisfatto e mantenga la posizione nel tempo.
Il cliente invece, oltre che a risparmiare sulle spese per l’acquisto degli strumenti, otterrà un servizio di monitoraggio e controllo continuo che gli permetterà di mantenere sempre alti gli standard qualitativi del proprio investimento, massimizzando le probabilità di raggiungere l’obbiettivo finanziario.
Un classico esempio di situazione Win-Win
Vuoi avere maggiori informazioni?
Contatta subito l’autore dell’articolo








